{"id":23123,"date":"2024-03-21T22:08:33","date_gmt":"2024-03-21T22:08:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/uno-sguardo-alla-storia"},"modified":"2024-03-21T22:09:30","modified_gmt":"2024-03-21T22:09:30","slug":"uno-sguardo-alla-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia","title":{"rendered":"Uno sguardo alla storia"},"content":{"rendered":"<p>Gli intellettuali di sinistra hanno scoperto che un &#8220;collettivo di pensiero&#8221; chiamato <a href=\"https:\/\/www.montpelerin.org\/event\/429dba23-fc64-4838-aea3-b847011022a4\/websitePage:d0c34bd9-1aa4-48df-a55e-4be50dfb57ee\">Mont Pelerin Society<\/a> \u00e8 stato silenziosamente influente negli ultimi decenni. Ora stanno pubblicando un <a href=\"https:\/\/books.google.com.br\/books?id=GPTaizKUbK0C\">libro<\/a> dopo <a href=\"https:\/\/www.google.com.br\/books\/edition\/Reinventing_Liberalism\/NCLNDwAAQBAJ\">l&#8217;altro<\/a> su questo tema, dando la colpa del successo di quello che chiamano &#8220;neoliberismo&#8221;. Forse esagerano l&#8217;influenza della Societ\u00e0. John Maynard Keynes pretendeva troppo quando scrisse: &#8220;Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando sono giuste sia quando sono sbagliate, sono pi\u00f9 potenti di quanto si comprenda comunemente. In effetti, il mondo \u00e8 governato da poco altro. Gli uomini pratici, che si credono del tutto esenti da qualsiasi influenza intellettuale, sono di solito schiavi di qualche economista defunto&#8221;. John Stuart Mill era pi\u00f9 ragionevole nel ritenere che le idee fossero influenti solo quando le circostanze esteriori cospiravano con loro. Negli anni Ottanta e Novanta le circostanze esteriori hanno certamente cospirato con le idee di libero scambio, propriet\u00e0 privata e governo limitato, i tre pilastri di quello che ho definito liberalismo conservatore. La pianificazione centrale \u00e8 fallita ignominiosamente nei Paesi comunisti, mentre i socialdemocratici occidentali hanno scoperto, con sgomento, che non potevano risolvere i problemi gettandovi il denaro dei contribuenti.<\/p>\n<h3>La Societ\u00e0 Mont Pelerin<\/h3>\n<p>La Mont Pelerin Society \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/www.google.com.br\/books\/edition\/Mont_P%C3%A8lerin_1947\/q4g_EAAAQBAJ\">fondata nel 1947<\/a> su iniziativa dell&#8217;economista anglo-austriaco Friedrich August von Hayek. Tre anni prima Hayek aveva pubblicato <a href=\"https:\/\/cdn.mises.org\/Road%20to%20serfdom.pdf\"><br \/>\n  <em>La via della servit\u00f9<\/em><br \/>\n<\/a>un eloquente monito contro il socialismo, non solo contro il nazismo e lo stalinismo, ma anche contro il socialismo democratico che potrebbe involontariamente portare a uno stato di polizia: se la pianificazione centrale deve funzionare, le preferenze individuali devono essere manipolate e talvolta soppresse. Con grande sorpresa, il libro divenne un bestseller e Hayek fu invitato a tenere conferenze in diversi Paesi, dove incontr\u00f2 alcune persone che la pensavano come lui. Ottenne i fondi per convocare una riunione sulle sfide attuali a Mont P\u00e8lerin in Svizzera, alla quale parteciparono diversi pensatori di rilievo, tra cui il filosofo anglo-austriaco Karl R. Popper, l&#8217;economista austriaco Ludwig von Mises, gli economisti americani Frank H. Knight, Milton Friedman e George J. Stigler, due importanti francesi, il filosofo Bertrand de Jouvenel e l&#8217;economista Maurice Allais, e gli economisti tedeschi Walter Eucken e Wilhelm R\u00f6pke. Mises \u00e8 stato, insieme a Carl Menger, il fondatore della Scuola Austriaca di economia, alla quale apparteneva lo stesso Hayek, Knight \u00e8 stato il fondatore della Scuola di Chicago, alla quale Friedman e Stigler avrebbero dato un contributo significativo, mentre Eucken e R\u00f6pke sono stati i padri del cosiddetto &#8220;Ordoliberalismo&#8221; in Germania (dal nome della loro rivista  <em>Ordo<\/em>).<\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-crescita-economica-e-tutto-cio-di-cui-abbiamo-bisogno'>La crescita economica \u00e8 tutto ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno?<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-destra-puo-perdere-in-svezia-perche-ha-risolto-i-problemi-del-paese'>La destra pu\u00f2 perdere in Svezia perch\u00e9 ha risolto i problemi del paese?<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/conservatorismo-e-tradizionalismo'>Conservatorismo e &#8220;tradizionalismo&#8221;<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<p>I partecipanti all&#8217;incontro del 1947 decisero di formare una societ\u00e0 che si sarebbe riunita ogni due anni circa per discutere i problemi e le prospettive di una societ\u00e0 libera, basata sul libero commercio, sulla propriet\u00e0 privata e su un governo limitato. L&#8217;economista italiano Luigi Einaudi era stato invitato alla riunione originaria, ma non pot\u00e9 partecipare, consentendo comunque ad Hayek di includerlo tra i membri fondatori. Dopo essere stato governatore della Banca Centrale e ministro delle Finanze, Einaudi divenne presidente dell&#8217;Italia nel 1948. Con Alcide de Gasperi, ha gettato le basi per il &#8220;miracolo italiano&#8221; della fine degli anni Quaranta e Cinquanta. In Germania, Eucken e R\u00f6pke ebbero una grande influenza su Konrad Adenauer e Ludwig Erhard, che insieme resero possibile il &#8220;miracolo tedesco&#8221;. Erhard divenne infine membro della Societ\u00e0. \u00c8 poco noto che nello stesso periodo si verific\u00f2 un &#8220;miracolo&#8221; anche in Austria, guidato da un altro membro della Mont Pelerin Society, un vecchio allievo di Mises, Reinhard Kamitz, ministro delle Finanze nel 1952-1960 e governatore della Banca Centrale nel 1960-1968.<\/p>\n<h3>Una foto del 1956<\/h3>\n<p>Quando Hayek visit\u00f2 l&#8217;Islanda nella primavera del 1980, mi invit\u00f2 al successivo incontro della Mont Pelerin Society che si tenne a Stanford in autunno. Sono diventato membro nel 1984 e ho fatto parte del Consiglio di amministrazione nel periodo 1998-2004. Sono stati anni di cambiamenti monumentali. Margaret Thatcher e Ronald Reagan sono saliti al potere nei due maggiori Paesi anglosassoni e con la loro ferma leadership hanno vinto la Guerra Fredda contro l&#8217;Unione Sovietica, che si \u00e8 dissolta nel 1991. Dopo il crollo del comunismo nell&#8217;Europa centrale e orientale, i politici ispirati da Thatcher e Reagan e influenzati da Hayek e Friedman sono riusciti a rimuovere gli ostacoli alla trasformazione pacifica delle loro economie in un capitalismo democratico. Alcuni di questi politici, in particolare <a href=\"https:\/\/www.amazon.com.br\/Power-Freedom-Central-Eastern-English-ebook\/dp\/B004LROVH6\/\">Mart Laar<\/a> in Estonia e <a href=\"https:\/\/www.amazon.com.br\/Renaissance-Rebirth-Liberty-Heart-Europe\/dp\/1882577477\/\">Vaclav Klaus<\/a> nella Repubblica Ceca, erano membri della Mont Pelerin Society. Il &#8220;miracolo del post-comunismo&#8221; \u00e8 stato ancora pi\u00f9 sorprendente dei miracoli tedeschi, austriaci e italiani di circa quarant&#8217;anni prima. Improvvisamente, i Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale, che avevano a lungo sofferto sotto la tutela comunista, sono tornati a essere Paesi normali.<\/p>\n<p>All&#8217;assemblea generale di Oslo della Mont Pelerin Society nel 2022, un partecipante americano, Dane Starbuck, mi ha mostrato una fotografia di una riunione della Societ\u00e0 negli anni Cinquanta. Aveva identificato alcuni americani raffigurati, ma si chiedeva chi fossero gli altri e quando fosse stata scattata. Ho potuto identificare immediatamente tre scandinavi. Avevo incontrato due di loro alle riunioni della Mont Pelerin Society, il professore svedese di economia Sven Rydenfelt e l&#8217;attivista danese Christian Gandil, e avevo anche riconosciuto il giornalista norvegese Trygve Hoff. Naturalmente Hayek, fondatore e presidente della Societ\u00e0, era facilmente identificabile. Ben presto scoprimmo che la fotografia era stata scattata durante un&#8217;escursione il 1\u00b0 settembre 1956, in occasione di una riunione della Mont Pelerin Society a Berlino Ovest. Il testo \u00e8 riprodotto qui sopra. Per quanto abbiamo potuto vedere, utilizzando varie fonti, in prima fila da sinistra c&#8217;erano: Friedrich Lutz, Bertha Ferrer Men\u00e9ndez, Louis Baudin, Hedwig ed Erich Eyck, Enid Goodrich, Lucy Ann Elliott (assistente di Pierre Goodrich), Edith Eucken-Erdsiek e Non identificato. In seconda fila da sinistra c&#8217;erano: Non identificato, Hendrik Arie Lunshof, Trygve Hoff, Christian Gandil, Emilio Men\u00e9ndez, Non identificato, Albert Hunold, Leonard Read, Claire Grosse-Schulze (interprete), John MacCallum Scott, Pierre Goodrich, Lord Grantchester (Alfred Suenson-Taylor), Ludwig von Mises, F. A. Harper, Sven Rydenfelt, Franz B\u00f6hm, Friedrich A. von Hayek e Non identificato.<\/p>\n<h3>Gli austriaci<\/h3>\n<p>Ho trovato affascinante scavare un po&#8217; nel background e nelle realizzazioni delle persone ritratte nella fotografia. La storia \u00e8 fatta di persone, non di numeri. E alcune o addirittura tutte queste persone erano piuttosto interessanti, non solo come scrittori, ma anche come personalit\u00e0. Nel mio libro su <a href=\"https:\/\/newdirection.online\/2018-publications-pdf\/ND-ThinkersVol2-2020f.pdf\"><br \/>\n  <em>Ventiquattro pensatori conservatori-liberali<\/em><br \/>\n<\/a> avevo dedicato dei capitoli ai due austriaci raffigurati, Hayek e Mises. Entrambi erano nati e cresciuti nell&#8217;Impero asburgico, che nel tempo si era sviluppato in una quasi-federazione pacifica e civilizzata di Stati sul bacino danubiano. Brillantemente descritto da Stefan Zweig in <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/World-Yesterday-Stefan-Zweig\/dp\/0803226616\/\"><br \/>\n  <em>Die Welt von Gestern<\/em><br \/>\n<\/a> (Il mondo di ieri), era una vasta area di libero scambio con una moneta comune, solidamente basata sul gold standard, con un&#8217;economia che si muoveva lentamente ma inesorabilmente verso una maggiore prosperit\u00e0, in retrospettiva un bastione di stabilit\u00e0 e libert\u00e0 sotto la legge. Un mondo distrutto dalla Grande Guerra del 1914-1918. Sotto l&#8217;influenza degli economisti austriaci Carl Menger e Eugen von B\u00f6hm-Bawerk, Mises (1881-1973) era diventato un liberale economico intransigente. Nella seconda settimana di gennaio del 1920 lesse un documento alla Societ\u00e0 Economica Austriaca di Vienna in cui sosteneva che il socialismo non avrebbe mai funzionato come sostenevano i suoi sostenitori. Il motivo era che i pianificatori previsti dai socialisti e dotati di poteri illimitati non sarebbero mai stati in grado di calcolare adeguatamente i costi di decisioni alternative, poich\u00e9 non avrebbero avuto come guida i prezzi liberamente formati nel libero mercato. Tali prezzi riflettevano la scarsit\u00e0 relativa e registravano i cambiamenti in atto nell&#8217;economia. Era fondamentale, sosteneva Mises, che i beni capitali (o quelli che i marxisti chiamavano mezzi di produzione) fossero di propriet\u00e0 privata e liberamente scambiabili, in modo da rendere disponibili le informazioni sul loro uso pi\u00f9 efficiente. Mises elabor\u00f2 questo argomento in un libro del 1922, <em>Die Gemeinwirtschaft<\/em> (tradotto come <em>Socialismo<\/em> nel 1932).<\/p>\n<p>In diversi scritti, dotti e incisivi, Hayek (1899-1992) ha perfezionato e ampliato l&#8217;argomentazione. Da difficolt\u00e0 di calcolo dei costi alternativi, \u00e8 diventato un argomento sull&#8217;utilizzo della <a href=\"https:\/\/www.cato.org\/sites\/cato.org\/files\/articles\/hayek-use-knowledge-society.pdf\">conoscenza<\/a> nella societ\u00e0. L&#8217;unico modo, ad esempio, per utilizzare le particolari conoscenze locali e temporanee degli individui, nonch\u00e9 le competenze e le abilit\u00e0 specifiche, era quello di permettere loro di prendere decisioni basate su queste loro conoscenze personali e inalienabili. La dispersione della conoscenza richiedeva una corrispondente dispersione del potere fino al livello individuale, il che implicava la propriet\u00e0 privata e il libero scambio. (Questo \u00e8 ovviamente anche l&#8217;argomento del principio di sussidiariet\u00e0 nel pensiero politico cattolico). A questa argomentazione economica contro il socialismo, Hayek aggiunse quella politica, secondo cui la concentrazione del potere nelle mani dei pianificatori economici non solo costituirebbe un pericolo per la libert\u00e0 individuale &#8211; un punto riconosciuto da liberali precedenti come John Stuart Mill &#8211; ma richiederebbe anche la manipolazione e la soppressione delle preferenze individuali, portando cos\u00ec alla servit\u00f9 della gleba, come gi\u00e0 detto. Hayek ha poi esteso l&#8217;argomentazione nel tempo: il capitale culturale accumulato dalle generazioni precedenti pu\u00f2 essere goduto dalla generazione attuale solo se riconosce e rispetta le tradizioni. I prezzi trasmettevano la conoscenza delle circostanze locali e le tradizioni trasmettevano la conoscenza delle regole che avevano resistito alla prova del tempo. Hayek divenne cos\u00ec un sostenitore di quello che ho chiamato <a href=\"https:\/\/newdirection.online\/2018-publications-pdf\/ND-ThinkersVol1-2020f.pdf\">liberalismo conservatore<\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;economista austriaco Joseph Schumpeter una volta osserv\u00f2 sarcasticamente che, a quanto pare, in Svizzera c&#8217;era una montagna dove gli economisti si riunivano per esprimere la loro opposizione all&#8217;invasione del socialismo, senza che nessuno ci facesse caso. Ciononostante, in un&#8217;attenta recensione de La <em>via della servit\u00f9<\/em> di Hayek, Schumpeter comment\u00f2 che l&#8217;autore era &#8220;cortese fino al midollo&#8221;. Questo era certamente corretto. L&#8217;Hayek che conoscevo io era un vero gentiluomo, che non attribuiva mai ai suoi avversari motivazioni di bassa lega, presentando argomenti solidi per la sua causa invece di giocare semplicemente con le parole. Ma dall&#8217;eccellente recente <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Hayek-Life-1899-1950-Bruce-Caldwell\/dp\/0226816826\">biografia<\/a> di Hayek di Bruce Caldwell risulta evidente che sotto il suo contegno aristocratico, freddo e distaccato si celava un individuo appassionato. Nel 1923-1924 comp\u00ec un viaggio di studio dalla natia Austria agli Stati Uniti (dove partecip\u00f2 a un ricevimento dell&#8217;American Economic Association alla Casa Bianca da parte del presidente Calvin Coolidge). La sua fidanzata d&#8217;infanzia, Helene Bitterlich, rimase in Austria e per un malinteso spos\u00f2 un altro uomo, come Hayek scopr\u00ec con sgomento al suo ritorno. Successivamente, e per ripiego, Hayek ha sposato un&#8217;altra donna. Nel 1932 \u00e8 stato nominato professore di economia alla London School of Economics. Ma l&#8217;amore tra Hayek ed Helene persiste e nel 1934 giungono alla conclusione di doversi sposare. La moglie di Hayek ha per\u00f2 rifiutato il divorzio. Dopo la guerra, Hayek ed Helene decisero che non potevano vivere l&#8217;uno senza l&#8217;altra. Anche in questo caso, la moglie di Hayek rifiut\u00f2 e si rivolse a un legale. Hayek dovette ora cercare un lavoro che gli permettesse di mantenere la famiglia in Inghilterra mentre sposava Helene. L&#8217;ha trovata negli Stati Uniti, a Chicago. Cos\u00ec, nel 1950 trascorse un periodo accademico in Arkansas, dove il diritto di famiglia era permissivo, ottenne il divorzio e spos\u00f2 Helene a Vienna, dove si stabilirono a Chicago. \u00c8 stata una decisione costosa, non solo dal punto di vista finanziario. Alcuni dei suoi amici in Inghilterra ritennero che non avesse trattato bene la prima moglie e ruppero ogni rapporto con lui.<\/p>\n<h3>I tedeschi e gli svizzeri<\/h3>\n<p>Se Ludwig von Mises e Friedrich August von Hayek erano certamente i pensatori pi\u00f9 formidabili della fotografia, molti altri eminenti studiosi, scrittori e uomini d&#8217;affari sono stati ritratti. Quattro provenivano dalla Germania. Franz B\u00f6hm (1895-1977) ha sostenuto l'&#8221;ordoliberalismo&#8221; tedesco di Eucken, R\u00f6pke ed Erhard. Prima della seconda guerra mondiale, insegn\u00f2 economia a Friburgo, fino a quando, in quanto critico esplicito delle politiche naziste, nel 1938 gli fu vietato di insegnare. Sfugg\u00ec all&#8217;arresto dopo il fallito tentativo di assassinare Hitler nel luglio 1944 solo perch\u00e9 i nazisti lo confusero con un omonimo, un sacerdote cattolico, che arrestarono. Dopo la guerra, B\u00f6hm insegn\u00f2 economia a Friburgo. \u00c8 stato anche deputato per i cristiano-democratici del Bundestag tedesco nel 1953-1965 e capo della delegazione tedesca per i negoziati di riparazione con Israele. Edith Eucken-Erdsiek (1896-1985) era la vedova di Walter Eucken, morto prematuramente nel 1950, ma era anche filosofa e scrittrice a pieno titolo e autrice di diversi libri, tra cui una raccolta di saggi su otto personaggi che hanno segnato il XX secolo: Otto von Bismarck (anche se \u00e8 morto nel 1898, ha certamente gettato una lunga ombra sul futuro), Vladimir Lenin, Joseph Stalin, Benito Mussolini, Adolf Hitler, Winston S. Churchill, Franklin D. Roosevelt e Charles de Gaulle. Churchill, Franklin D. Roosevelt e Charles de Gaulle. Erich Eyck (1878-1964) era un ebreo tedesco che esercitava la professione di avvocato a Berlino, ma emigr\u00f2 in Inghilterra nel 1937 e divenne cittadino britannico. Negli anni &#8217;40 scrisse una biografia molto informativa di Otto von Bismarck in tre volumi e successivamente una storia della sfortunata Repubblica di Weimar. La sua conclusione, dopo un attento studio delle fonti originali, \u00e8 che non c&#8217;era nulla di inevitabile nella scomparsa del liberalismo classico in Germania. Guidati dal cinico e autoritario (anche se brillante) Bismarck, i tedeschi presero la strada sbagliata.<\/p>\n<p>Il quarto tedesco, Friedrich Lutz (1901-1975), era un economista che lavorava con Walter Eucken a Friburgo, ma nel 1937 si trasfer\u00ec negli Stati Uniti con la moglie Vera Smith, che non \u00e8 presente nella foto. Era stata allieva di Hayek alla London School of Economics e aveva scritto un&#8217;interessante tesi di laurea sul central banking e sull&#8217;alternativa del free banking. Nel 1953, Friedrich Lutz torn\u00f2 in Europa come professore di economia all&#8217;Universit\u00e0 di Zurigo. Illustre economista, \u00e8 stato presidente della Mont Pelerin Society nel 1964-1967. Albert Hunold (1899-1980) era un personaggio del tutto diverso. Uomo d&#8217;affari che aveva ricoperto diversi incarichi nella sua Svizzera, era diventato un liberale convinto leggendo le opere di Mises. Sfruttando i suoi buoni rapporti con la comunit\u00e0 imprenditoriale svizzera, raccolse fondi per la conferenza iniziale della Mont Pelerin Society, di cui divenne il primo segretario. Uomo energico e deciso, organizz\u00f2 la conferenza di Berlino quasi da solo. Il suo stile autoritario e la sua mentalit\u00e0 settaria non piacquero per\u00f2 ad alcuni membri, soprattutto statunitensi, che lo costrinsero a dimettersi dalla carica di Segretario nel 1960 e poco dopo a lasciare la societ\u00e0.<\/p>\n<h3>Gli americani<\/h3>\n<p>Due degli americani ritratti nella foto erano membri fondatori della Mont Pelerin Society, Leonard Read e F. A. Harper. Read (1898-1983) era stato direttore generale della filiale di Los Angeles della Camera di Commercio degli Stati Uniti. Divenuto un fervente libero professionista sotto l&#8217;influenza di Mises e Ayn Rand, nel 1946 fond\u00f2 la <a href=\"https:\/\/fee.org\/\">Foundation for Economic Education<\/a>, uno dei primi think tank sul libero mercato al mondo. Read parlava e si comportava come un uomo d&#8217;affari ed era un efficace raccoglitore di fondi. Scrisse diversi libri popolari e compose una famosa parabola, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IYO3tOqDISE\">&#8220;Io, la matita<\/a>&#8220;, in cui descriveva la divisione del lavoro, fondamentale per raggiungere la prosperit\u00e0. Floyd Arthur Harper (1905-1973) \u00e8 stato a lungo professore di economia agraria alla Cornell University. Era anche un convinto liberale economico e nel 1946, quando i funzionari dell&#8217;universit\u00e0 non gli permisero di assegnare gli scritti di F. A. Hayek alle lezioni, si licenzi\u00f2 e si un\u00ec alla Read&#8217;s Foundation for Economic Education. Nel 1961 ha fondato l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.theihs.org\/\">Institute for Humane Studies<\/a>, che si occupa di individuare giovani studiosi con posizioni conservatrici-liberali e di promuoverne la carriera. Ho frequentato molte volte i corsi estivi dell&#8217;Istituto, sia quando si trovava a Menlo Park in California, sia dopo che si era trasferito a Fairfax in Virginia, e sono stati intellettualmente entusiasmanti, soprattutto per attirare la mia attenzione su pensatori trascurati dalle universit\u00e0, come Benjamin Constant, Herbert Spencer e William Graham Sumner.<\/p>\n<p>Pierre Goodrich (1894-1973) era a Berlino con la moglie Enid e l&#8217;assistente Lucy Ann Elliott. Era un avvocato e un uomo d&#8217;affari di successo a Indianapolis, proprietario di diverse aziende redditizie, ma a differenza di molti uomini d&#8217;affari era un avido lettore di letteratura classica e un convinto sostenitore dei tre principi fondamentali del liberalismo conservatore: propriet\u00e0 privata, libero scambio e governo limitato. Mi ha fatto piacere vedere che il cronista islandese del XIII secolo Snorri Sturluson era uno degli autori raccomandati da Goodrich. Nel mio libro su <a href=\"https:\/\/newdirection.online\/2018-publications-pdf\/ND-ThinkersVol1-2020f.pdf\"><br \/>\n  <em>Ventiquattro pensatori conservatori-liberali<\/em><br \/>\n<\/a> che forse Snorri, piuttosto che l&#8217;Aquinate, meritava di essere chiamato il primo Whig. Nel 1960, Goodrich ha fondato il <a href=\"https:\/\/www.libertyfund.org\/\">Liberty Fund<\/a>, un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro il cui obiettivo \u00e8 &#8220;incoraggiare lo studio dell&#8217;ideale di una societ\u00e0 di individui liberi e responsabili&#8221;. Il Fondo fa questo pubblicando libri ben scelti e ben prodotti, spesso classici fuori catalogo, e organizzando colloqui in tutto il mondo, condotti secondo le regole stabilite da Goodrich, che avevano lo scopo di stimolare conversazioni socratiche piuttosto che orazioni platoniche. Con mio grande beneficio, ho partecipato a molti di questi colloqui. Il Liberty Fund ha svolto un ruolo indispensabile nel mantenere viva la tradizione di libert\u00e0 della legge. Goodrich ha saggiamente adottato una visione a lungo termine invece di insistere sui risultati immediati.<\/p>\n<h3>Gli scandinavi<\/h3>\n<p>I tre scandinavi nella fotografia, Trygve Hoff, Christian Gandil e Sven Rydenfelt, erano voci nel deserto negli anni del dopoguerra, quando sembrava esserci un forte consenso nei Paesi nordici sull&#8217;estensione del ruolo del governo per garantire la sicurezza dalla culla alla tomba. Membro fondatore della Mont Pelerin Society, Hoff (1895-1982) non fu solo un giornalista, ma anche un economista che scrisse una <a href=\"https:\/\/mises.org\/library\/book\/economic-calculation-socialist-society\">tesi<\/a> sui problemi della pianificazione nel socialismo. \u00c8 stato editore e direttore di una popolare rivista economica, <em>Farmand<\/em>, dove si \u00e8 opposto instancabilmente alla tendenza al socialismo nel suo Paese. Recentemente ho tradotto un interessante scambio di lettere avvenuto nel 1941 tra lui e il principale economista socialista norvegese, Ragnar Frisch, su socialismo e democrazia. Frisch sembrava ignaro del pericolo per la libert\u00e0 rappresentato da un governo illimitato. Lo scambio sar\u00e0 presto pubblicato sull&#8217;<em>Econ Watch Journal<\/em>.<\/p>\n<p>Ho conosciuto Rydenfelt e Gandil alle prime conferenze della Mont Pelerin Society a cui ho partecipato, nei primi anni Ottanta. Timido e piccolo di statura, ma deciso e impavido, Rydenfelt (1911-2005) \u00e8 stato un inflessibile difensore del libero mercato nei decenni in cui questo era fuori moda in Svezia, sottolineando sempre il ruolo dell&#8217;imprenditorialit\u00e0 e dell&#8217;innovazione. Nel 1956, in occasione della riunione della Societ\u00e0 a Berlino, ne divenne membro. Ha insegnato economia all&#8217;Universit\u00e0 di Lund e ha scritto diversi libri, soprattutto per il grande pubblico. A causa delle sue opinioni, gli fu negata la promozione e divenne professore ordinario solo nel 1991, quando un governo conservatore-liberale aveva preso il potere. A quel punto, era diventato una specie di eroe per i giovani liberali e conservatori classici del suo Paese. Gandil (1907-1999) era un economista specializzato in silvicoltura, ma la <em>Via della servit\u00f9<\/em> di Hayek ebbe un grande impatto su di lui. Il libro fu ampiamente discusso in Danimarca e negli altri Paesi nordici (persino in Islanda!) e la comunit\u00e0 imprenditoriale danese decise di istituire un&#8217;agenzia di informazione di cui Gandil divenne il direttore. Questa agenzia \u00e8 stata molto attiva tra la fine degli anni &#8217;40 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;50, ma in seguito l&#8217;interesse \u00e8 scemato e l&#8217;agenzia \u00e8 stata chiusa. Gandil era pi\u00f9 un attivista che uno studioso, tanto da guadagnarsi il soprannome di Propagandil. Lui e gli altri due scandinavi della fotografia di Berlino trovarono nella Mont Pelerin Society un gradito rifugio dall&#8217;ortodossia di casa.<\/p>\n<h3>Gli altri<\/h3>\n<p>Non sono riuscito a scoprire molto sugli altri individui raffigurati. John MacCallum Scott \u00e8 nato nel 1911. Avvocato e autore di diversi libri di viaggio, \u00e8 stato segretario dell&#8217;Internazionale liberale, costituita nel 1947, un&#8217;alleanza internazionale di partiti liberali (ma non conservatori). Diresse anche la Pall Mall Press. Alfred Suenson-Taylor, 1\u00b0 Barone Grantchester (1893-1976), \u00e8 stato un banchiere britannico, attivo nel Partito Liberale. Hendrik Arie Lunshof (1904-1978) \u00e8 stato un noto giornalista olandese. Nel 1942 si era dimesso per protesta da corrispondente del <em>De Telegraaf<\/em> dopo che il giornale, su pressione nazista, aveva pubblicato un editoriale antisemita, ma dopo la guerra divenne un critico delle irregolarit\u00e0 nel trattamento dei collaborazionisti olandesi. Lunshof \u00e8 stato direttore di <em>De Telegraaf<\/em> nel 1949-1953 e poi di <em>Elseviers Weekblad<\/em> fino al 1965. Ha scritto diverse biografie e libri di storia. Emilio Men\u00e9ndez era un illustre avvocato cubano. Non avendo legami con la dittatura corrotta di Batista, dopo la Rivoluzione cubana del gennaio 1959 fu nominato Presidente della Corte Suprema di Cuba. Si dimette nel novembre 1960 e chiede asilo politico all&#8217;ambasciata argentina dell&#8217;Avana. Era un membro del governo cubano in esilio che avrebbe dovuto prendere il potere dopo l&#8217;invasione di Cuba del 1961 da parte degli anticomunisti, che tuttavia fall\u00ec. Louis Baudin (1887-1964) \u00e8 stato professore di diritto, prima a Digione e poi alla Sorbona di Parigi. Ha scritto diversi libri sul denaro e sul credito, oltre a un intrigante libro su <a href=\"https:\/\/mises.org\/library\/book\/socialist-empire-incas-peru\"><br \/>\n  <em>Un impero socialista: Gli Inca del Per\u00f9,<\/em><br \/>\n<\/a> pubblicato nel 1928. L\u00ec descrisse lo strano mondo di uniformit\u00e0 e rigidit\u00e0 che gli Inca avevano costruito. La scelta individuale \u00e8 stata completamente soppressa. Non si trattava di una societ\u00e0 umana, ma di un alveare o di un formicaio: un incubo orwelliano, se non fosse che era nato nella vita reale e non era il prodotto della fertile immaginazione di uno scrittore.<\/p>\n<p>(Se qualcuno che sta leggendo riconosce qualcuno dei quattro individui non identificati nella fotografia o pu\u00f2 fornire ulteriori informazioni sulle persone ritratte, gradirei un messaggio sulla mia pagina Facebook).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli intellettuali di sinistra hanno scoperto che un &#8220;collettivo di pensiero&#8221; chiamato Mont Pelerin Society \u00e8 stato silenziosamente influente negli ultimi decenni. Ora stanno pubblicando un libro dopo l&#8217;altro su questo tema, dando la colpa del successo di quello che chiamano &#8220;neoliberismo&#8221;. Forse esagerano l&#8217;influenza della Societ\u00e0. John Maynard Keynes pretendeva troppo quando scrisse: &#8220;Le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":52,"featured_media":23102,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[936,1000,911,1296],"editorial-positions":[],"regions":[322],"types":[451],"class_list":["post-23123","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-berlin","tag-conservatism","tag-liberalism","tag-neo-liberalism","regions-central-europe-it","types-opinion-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Uno sguardo alla storia - The Conservative<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Uno sguardo alla storia - The Conservative\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Gli intellettuali di sinistra hanno scoperto che un &#8220;collettivo di pensiero&#8221; chiamato Mont Pelerin Society \u00e8 stato silenziosamente influente negli ultimi decenni. Ora stanno pubblicando un libro dopo l&#8217;altro su questo tema, dando la colpa del successo di quello che chiamano &#8220;neoliberismo&#8221;. Forse esagerano l&#8217;influenza della Societ\u00e0. John Maynard Keynes pretendeva troppo quando scrisse: &#8220;Le [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"The Conservative\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/hannes.h.gissurarson\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-03-21T22:08:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-03-21T22:09:30+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2511\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1506\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Hannes Gissurarson\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@GissurarsonH\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Hannes Gissurarson\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"17 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\"},\"author\":{\"name\":\"Hannes Gissurarson\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/1ad87a8ad5264ccc45d5f06b3453edd4\"},\"headline\":\"Uno sguardo alla storia\",\"datePublished\":\"2024-03-21T22:08:33+00:00\",\"dateModified\":\"2024-03-21T22:09:30+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\"},\"wordCount\":3543,\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg\",\"keywords\":[\"berlin\",\"Conservatism\",\"liberalism\",\"neo-liberalism\"],\"articleSection\":[\"Cultura\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\",\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\",\"name\":\"Uno sguardo alla storia - The Conservative\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg\",\"datePublished\":\"2024-03-21T22:08:33+00:00\",\"dateModified\":\"2024-03-21T22:09:30+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/1ad87a8ad5264ccc45d5f06b3453edd4\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg\",\"width\":2511,\"height\":1506},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Uno sguardo alla storia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website\",\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\",\"name\":\"The Conservative\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/1ad87a8ad5264ccc45d5f06b3453edd4\",\"name\":\"Hannes Gissurarson\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/0df0c7b2d7737f05be07de287bfb50d5bcff1d1b9da9022bf916a76aab2fa6b2?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/0df0c7b2d7737f05be07de287bfb50d5bcff1d1b9da9022bf916a76aab2fa6b2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Hannes Gissurarson\"},\"description\":\"Professor Emeritus of Politics at the University of Iceland.\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/hannes.h.gissurarson\",\"https:\/\/www.instagram.com\/hannes1953\/\",\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/hannes-gissurarson-90485239\/\",\"https:\/\/x.com\/GissurarsonH\",\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hannes_Hlmsteinn_Gissurarson\"],\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/author\/hannes-euaff-2023-2024\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Uno sguardo alla storia - The Conservative","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Uno sguardo alla storia - The Conservative","og_description":"Gli intellettuali di sinistra hanno scoperto che un &#8220;collettivo di pensiero&#8221; chiamato Mont Pelerin Society \u00e8 stato silenziosamente influente negli ultimi decenni. Ora stanno pubblicando un libro dopo l&#8217;altro su questo tema, dando la colpa del successo di quello che chiamano &#8220;neoliberismo&#8221;. Forse esagerano l&#8217;influenza della Societ\u00e0. John Maynard Keynes pretendeva troppo quando scrisse: &#8220;Le [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia","og_site_name":"The Conservative","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/hannes.h.gissurarson","article_published_time":"2024-03-21T22:08:33+00:00","article_modified_time":"2024-03-21T22:09:30+00:00","og_image":[{"width":2511,"height":1506,"url":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Hannes Gissurarson","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@GissurarsonH","twitter_misc":{"Scritto da":"Hannes Gissurarson","Tempo di lettura stimato":"17 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia"},"author":{"name":"Hannes Gissurarson","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/1ad87a8ad5264ccc45d5f06b3453edd4"},"headline":"Uno sguardo alla storia","datePublished":"2024-03-21T22:08:33+00:00","dateModified":"2024-03-21T22:09:30+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia"},"wordCount":3543,"image":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg","keywords":["berlin","Conservatism","liberalism","neo-liberalism"],"articleSection":["Cultura"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia","url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia","name":"Uno sguardo alla storia - The Conservative","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg","datePublished":"2024-03-21T22:08:33+00:00","dateModified":"2024-03-21T22:09:30+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/1ad87a8ad5264ccc45d5f06b3453edd4"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#primaryimage","url":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MPS.Hayek_.1956.jpeg","width":2511,"height":1506},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uno-sguardo-alla-storia#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.theconservative.online\/it"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Uno sguardo alla storia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website","url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it","name":"The Conservative","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.theconservative.online\/it?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/1ad87a8ad5264ccc45d5f06b3453edd4","name":"Hannes Gissurarson","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/0df0c7b2d7737f05be07de287bfb50d5bcff1d1b9da9022bf916a76aab2fa6b2?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/0df0c7b2d7737f05be07de287bfb50d5bcff1d1b9da9022bf916a76aab2fa6b2?s=96&d=mm&r=g","caption":"Hannes Gissurarson"},"description":"Professor Emeritus of Politics at the University of Iceland.","sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/hannes.h.gissurarson","https:\/\/www.instagram.com\/hannes1953\/","https:\/\/www.linkedin.com\/in\/hannes-gissurarson-90485239\/","https:\/\/x.com\/GissurarsonH","https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hannes_Hlmsteinn_Gissurarson"],"url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/author\/hannes-euaff-2023-2024"}]}},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/52"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23123"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23129,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23123\/revisions\/23129"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23123"},{"taxonomy":"editorial-positions","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial-positions?post=23123"},{"taxonomy":"regions","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/regions?post=23123"},{"taxonomy":"types","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types?post=23123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}