{"id":24654,"date":"2024-04-12T19:57:34","date_gmt":"2024-04-12T19:57:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/il-premier-armeno-pashinyan-incontra-i-leader-occidentali-a-bruxelles"},"modified":"2024-04-12T20:00:18","modified_gmt":"2024-04-12T20:00:18","slug":"il-premier-armeno-pashinyan-incontra-i-leader-occidentali-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/il-premier-armeno-pashinyan-incontra-i-leader-occidentali-a-bruxelles","title":{"rendered":"Il premier armeno Pashinyan incontra i leader occidentali a Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p>Non capita spesso che i media parlino della regione caucasica, attualmente sotto i riflettori per l&#8217;Ucraina e Israele. La verit\u00e0, tuttavia, \u00e8 che il Caucaso \u00e8 stato coinvolto in conflitti armati e instabilit\u00e0 da quando i tre Paesi di questa regione (Armenia, Azerbaigian e Georgia) hanno ottenuto l&#8217;indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica nel 1991.<\/p>\n<p>Una delle nazioni pi\u00f9 colpite, soprattutto negli ultimi anni, \u00e8 l&#8217;antica Armenia, una nazione minuscola ma baluardo del cristianesimo nel Caucaso, una delle prime nazioni cristiane del mondo e che, nonostante abbia una popolazione di soli 2,8 milioni di persone all&#8217;interno dei suoi confini, ha una diaspora di oltre 7 milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, ha anche subito le brutali conseguenze di trovarsi in una regione che \u00e8 stata al centro di scontri e rivalit\u00e0 tra imperi, come quello russo, ottomano e persiano, che per secoli si sono contesi l&#8217;egemonia nella regione.<\/p>\n<p>Gli armeni hanno perso la loro nazionalit\u00e0 nel XIV secolo e l&#8217;hanno riconquistata solo brevemente nel 1918, per poi essere assorbiti dall&#8217;URSS nel 1920. Durante questo periodo, all&#8217;inizio del XX secolo, gli armeni hanno vissuto anche uno degli eventi pi\u00f9 traumatici della loro storia, ovvero il Genocidio armeno perpetrato dall&#8217;Impero Ottomano, dominato dai musulmani, tra il 1915 e il 1917, e che potrebbe aver causato la morte di ben 1,5 milioni di persone.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra grande sfida che gli armeni hanno dovuto affrontare \u00e8 il vicino Azerbaigian, uno Stato musulmano molto pi\u00f9 grande, popoloso e ricco di risorse, ma che non ha l&#8217;antichit\u00e0 nazionale e culturale dell&#8217;Armenia. L&#8217;espansionismo territoriale dell&#8217;Azerbaigian ha portato a intensi conflitti etnici che hanno raggiunto il culmine all&#8217;inizio del 1900, quando l&#8217;Armenia e l&#8217;Azerbaigian hanno ottenuto l&#8217;indipendenza, di nuovo negli anni &#8217;90, quando l&#8217;URSS \u00e8 crollata ed entrambi gli Stati hanno riacquistato l&#8217;indipendenza, e poi sporadicamente negli anni 2000, con picchi notevoli negli anni 2020.<\/p>\n<p>Gran parte del conflitto si \u00e8 incentrato sul Nagorno-Karabakh (Artsakh in armeno), una piccola regione montuosa che \u00e8 un&#8217;enclave etnicamente armena completamente circondata dall&#8217;Azerbaigian e riconosciuta a livello internazionale come parte dei confini internazionali sovrani dello Stato azero. L&#8217;Unione Sovietica, esperta nel &#8220;divide et impera&#8221; e nella cinica manipolazione dei confini etnici, decise nel 1921 di fare del Nagorno-Karabakh una regione autonoma all&#8217;interno della Repubblica Socialista Sovietica Azera, una situazione fortemente osteggiata dalla popolazione etnicamente armena della regione e che port\u00f2 a pesanti discriminazioni e repressioni nei confronti degli armeni e della loro cultura durante il periodo sovietico.<\/p>\n<p>Sebbene il conflitto etnico su larga scala sia stato tenuto a bada durante il periodo sovietico, il crollo dell&#8217;URSS negli anni &#8217;90 e il conseguente vuoto di potere hanno portato a un&#8217;esplosione del conflitto etnico tra Armenia e Azerbaigian. In particolare, la Prima guerra del Nagorno-Karabakh (1988-1994) \u00e8 scoppiata durante il crollo dell&#8217;URSS, quando, mentre l&#8217;Azerbaigian si avviava a dichiarare l&#8217;indipendenza, il Nagorno-Karabakh ha tentato di separarsi dall&#8217;Azerbaigian e di unirsi all&#8217;Armenia. Nel 1994 \u00e8 stato firmato un cessate il fuoco che ha portato all&#8217;indipendenza de facto del Nagorno-Karabakh come Repubblica dell&#8217;Artsakh, anche se con stretti legami con l&#8217;Armenia. La seconda guerra del Nagorno-Karabakh \u00e8 scoppiata nel 2020 quando l&#8217;Azerbaigian ha invaso l&#8217;Artsakh. Questa volta, per\u00f2, l&#8217;equilibrio di potere tra Armenia e Azerbaigian si era sostanzialmente spostato e la guerra port\u00f2 l&#8217;Azerbaigian a prendere il controllo di gran parte delle terre dell&#8217;Artsakh. Il cessate il fuoco firmato nel 2020 non ha portato a una pace duratura: l&#8217;Azerbaigian ha imposto un blocco all&#8217;Armenia nel 2022 e ha lanciato una nuova invasione nel 2023.<\/p>\n<p>Questa terza guerra si \u00e8 conclusa con l&#8217;occupazione azera dell&#8217;Artsakh, la dissoluzione di questo staterello e un esodo di massa degli armeni dalla loro patria storica. Inoltre, ci sono stati scontri di confine tra l&#8217;Azerbaigian e l&#8217;Armenia vera e propria e l&#8217;Azerbaigian ha occupato numerosi villaggi armeni di confine. Inoltre, si teme che l&#8217;Azerbaigian possa puntare gli occhi sul territorio dell&#8217;Armenia vera e propria. In parte risponde a questioni interne e al nazionalismo azero e pan-turco, in quanto il dittatore Aliyev, forte nazionalista azero, potrebbe cercare di creare un corridoio terrestre tra la terraferma dell&#8217;Azerbaigian e l&#8217;exclave azera di Nakhchivan, che \u00e8 tagliata fuori dal resto dell&#8217;Azerbaigian dalla provincia armena di Syunik. Questo, a sua volta, permetterebbe la creazione di un corridoio pan-turco, che soddisferebbe le ambizioni nazionaliste pan-turche del leader azero Aliyev e del suo alleato turco Erdogan, collegando l&#8217;Azerbaigian (e gli altri Stati turchi dell&#8217;Asia centrale) alla Turchia.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra importante ragione della belligeranza dell&#8217;Azerbaigian \u00e8 il contesto geopolitico volatile e la complessa rete di interessi economici e politici nel Caucaso. In primo luogo, la brutale invasione russa dell&#8217;Ucraina ha destabilizzato il Caucaso, distogliendo l&#8217;attenzione della Russia da quello che storicamente era il suo cortile di casa e creando una finestra di opportunit\u00e0 favorevole per aspiranti egemoni regionali come la Turchia, che ha appoggiato le ambizioni territoriali dei suoi alleati azeri per creare un &#8220;Grande Azerbaigian&#8221;, cercando al contempo di costruire una sorta di &#8220;Impero turco&#8221;. In definitiva, l&#8217;impresa imperialista della Russia in Ucraina ha rafforzato altri imperialisti e revisionisti territoriali come l&#8217;azero Aliyev.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l&#8217;onere imposto alla Russia dalla guerra in Ucraina le ha precluso la possibilit\u00e0 di rispettare l&#8217;impegno assunto nei confronti del suo tradizionale alleato, l&#8217;Armenia. L&#8217;Armenia \u00e8 stata strettamente alleata della Russia fin dal crollo dell&#8217;URSS ed era membro dell&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), che era, per cos\u00ec dire, la controparte della NATO nello spazio post-sovietico. Le relazioni tra Armenia e Russia si sono tuttavia deteriorate dopo il conflitto con l&#8217;Azerbaigian, quando l&#8217;Armenia, in difficolt\u00e0, ha accusato la Russia di non aver difeso il suo territorio dagli artigli dell&#8217;Azerbaigian. In questo contesto, l&#8217;Armenia ha congelato la sua partecipazione alla CSTO e si \u00e8 orientata verso l&#8217;Occidente in cerca di alleati contro l&#8217;Azerbaigian.<\/p>\n<p>L&#8217;assistenza da parte dell&#8217;Occidente a questa nazione cristiana non \u00e8 tuttavia arrivata, a causa della complessit\u00e0 geopolitica. L&#8217;Occidente si \u00e8 impegnato retoricamente a difendere la sovranit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 territoriale armena. Proprio la scorsa settimana, il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell e il Segretario di Stato americano Anthony Blinken hanno incontrato a Bruxelles il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan. La Von der Leyen ha ribadito la sua &#8220;promessa di stare al fianco dell&#8217;Armenia&#8221;, ha affermato che &#8220;l&#8217;UE e l&#8217;Armenia sono sempre pi\u00f9 allineate nei valori e negli interessi&#8221; e che il prossimo passo \u00e8 &#8220;una nuova e ambiziosa agenda di partenariato tra l&#8217;Unione europea e l&#8217;Armenia&#8221;. Il capo dell&#8217;UE ha anche fatto riferimento alla &#8220;situazione degli sfollati armeni del Karabakh&#8221;. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno tenuto esercitazioni militari congiunte in Armenia a settembre come dimostrazione di forza.<\/p>\n<p>Tuttavia, la realt\u00e0 \u00e8 che l&#8217;Occidente \u00e8 di fatto limitato e probabilmente tenuto in ostaggio dall&#8217;Azerbaigian a causa di interessi economici. Sebbene l&#8217;Armenia sia una nazione cristiana culturalmente ricca che, in termini di valori, fa parte della famiglia occidentale, \u00e8 scarsa di risorse e relativamente pi\u00f9 debole. Al contrario, l&#8217;Azerbaigian \u00e8 ricco di risorse e dispone di un forte esercito sostenuto da Turchia e Israele. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente importante perch\u00e9 l&#8217;UE \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 dipendente dal gas dell&#8217;Azerbaigian, soprattutto dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina e l&#8217;interruzione delle importazioni dalla Russia.<\/p>\n<p>In effetti, le esportazioni di gas dell&#8217;Azerbaigian verso l&#8217;UE sono aumentate nel 2022, passando da 19 miliardi di metri cubi nel 2021 a 22,3 miliardi nel 2022 (in effetti, l&#8217;UE e l&#8217;Azerbaigian hanno firmato un accordo preliminare nel 2022 per raddoppiare i flussi di gas entro il 2027). Ci\u00f2 ha profonde implicazioni geopolitiche per l&#8217;Europa, in quanto questa dipendenza energetica limita l&#8217;autonomia di politica estera dell&#8217;UE e la rende ostaggio dell&#8217;Azerbaigian. Pertanto, \u00e8 imperativo che l&#8217;UE ripensi la sua strategia geopolitica e valuti se \u00e8 disposta ad abbandonare una nazione cristiana all&#8217;espansionismo imperialista dell&#8217;Azerbaigian, non solo per ci\u00f2 che comporterebbe in termini morali, ma anche perch\u00e9 creerebbe un altro precedente di revisionismo territoriale incontrollato e ci\u00f2 che potrebbe significare per altre nazioni minacciate da vicini espansionisti (ad esempio Moldavia, Polonia, Georgia e Stati baltici in Europa).<\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non capita spesso che i media parlino della regione caucasica, attualmente sotto i riflettori per l&#8217;Ucraina e Israele. La verit\u00e0, tuttavia, \u00e8 che il Caucaso \u00e8 stato coinvolto in conflitti armati e instabilit\u00e0 da quando i tre Paesi di questa regione (Armenia, Azerbaigian e Georgia) hanno ottenuto l&#8217;indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica nel 1991. 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