{"id":31248,"date":"2024-07-25T09:39:42","date_gmt":"2024-07-25T09:39:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/per-uneconomia-europea-piu-blu"},"modified":"2024-07-25T09:39:42","modified_gmt":"2024-07-25T09:39:42","slug":"per-uneconomia-europea-piu-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/per-uneconomia-europea-piu-blu","title":{"rendered":"Per un&#8217;economia europea pi\u00f9 blu"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019estate \u00e8 sicuramente il periodo di maggiore intensit\u00e0 per il turismo nei paesi dell\u2019Unione Europea. Oltre alle grandi capitali, alle montagne e ai siti di interesse culturale, come ogni anno sono le mete balneari quelle che vedranno un maggior numero di presenze, in special modo sulle coste Sud dell\u2019Europa che si affacciano sul Mediterraneo. Naturalmente per il mare europeo il fenomeno turistico rappresenta un elemento di vitale importanza, soprattutto per paesi come l\u2019Italia che conta circa 7.500 chilometri di coste, su un totale che in Europa si attesta a circa 89mila chilometri. Politiche attente al turismo e al suo sviluppo (analizzando e sostenendo tutti gli aspetti del comparto) sono quindi essenziali da introdurre a livello europeo e da recepire su quello nazionale. Restano per\u00f2 altri fattori che non possono essere tralasciati. In primis lo sviluppo di quella che comunemente viene chiama \u201ceconomia del mare\u201d. Si tratta della tutela di tutte quelle imprese che hanno fatto del mare il loro business, a partire dalla balneazione, per passare alla nautica, alla cantieristica e al commercio. L\u2019attenzione ad ognuno di questi settori deve essere altissima ed espressa attraverso politiche comuni certe e che siano anche indirizzate alla sostenibilit\u00e0 nel tempo di quella grande risorsa che \u00e8 appunto il mare per i paesi membri dell\u2019Unione Europea. Servono quindi delle innovative e urgentissime strategie di sviluppo che abbraccino l\u2019economia marittima in ogni suo aspetto. <br \/><strong>IL TURISMO<\/strong><br \/>Una delle maggiori risorse, soprattutto per i paesi che hanno un affaccio sul Mediterraneo, \u00e8 sicuramente il turismo balneare. Per rendere il settore turistico pi\u00f9 forte, stabile, sicuro e sostenibile nel tempo, stagione dopo stagione, \u00e8 importante la difesa e il sostegno alle imprese che si occupano di queste attivit\u00e0. In particolare in Italia, dove queste iniziative rappresentano un\u2019assoluta eccellenza nel settore, serve una corretta ed equa applicazione della direttiva Bolkestein, cos\u00ec da assicurare il giusto connubio tra interesse pubblico e iniziativa imprenditoriale privata. Solo attraverso questa collaborazione si pu\u00f2 aspirare ad uno sviluppo serio e costante del settore. Naturalmente anche lo sviluppo turistico deve avere una prospettiva europea. La sua valorizzazione deve necessariamente passare per una nuova e pi\u00f9 fattiva cooperazione tra gli Stati membri dell\u2019Unione Europea. In quest\u2019ottica sar\u00e0 possibile massimizzare il potenziale e l\u2019attrattiva europea costruendo, e alimentando con politiche adatte, una rete delle eccellenze di questo comparto. <br \/><strong>I PORTI E IL COMPARTO NAUTICO<\/strong><br \/>La cura e lo sviluppo del turismo non pu\u00f2 prescindere anche dall\u2019interesse dell\u2019Unione Europea per le politiche della nautica e dei porti. Su questo tema sono diverse le azioni da intraprendere che, in ogni caso, non possono tralasciare le politiche dedicate e volte all\u2019integrazione a livello europeo. I porti, in particolare, hanno bisogno di un interesse che non si riduca ad interventi spot, ma che si delinei sul lungo periodo: solo cos\u00ec si potr\u00e0 parlare realmente di politiche di rilancio. Il sostegno alle attivit\u00e0 dei porti turistici \u00e8 un elemento di forza che pu\u00f2 pervadere l\u2019intero territorio e non rimanere legato alla stretta pertinenza del porto. C\u2019\u00e8 poi da considerare il valore (intrinseco e molto spesso inespresso) che possono rappresentare gli scali commerciali al momento in disuso. <\/p>\n<p>                    Le modifiche subite negli ultimi decenni dal commercio mondiale, la stazza delle imbarcazioni e non ultime le politiche fiscali e commerciali (di cui parleremo pi\u00f9 avanti), hanno infatti portato alcuni hub, in passato molto trafficati, ad essere sottoutilizzati quando non proprio deserti. La perdita del valore commerciale di questi siti non pu\u00f2 rappresentare la fine dell\u2019economia per quei territori, ma deve essere fattore per una diversa e pi\u00f9 sostenibile ripresa. Per questo devono essere studiate e attuate delle politiche di riqualificazione di questi luoghi, magari con una trasformazione in porti turistici, sempre nell\u2019ottica di rete. <br \/>\u00c8 quindi lo sviluppo del turismo nautico l\u2019altro elemento su cui puntare. Per rendere pi\u00f9 facile la navigazione e lo sfruttamento dei vari hub serve per\u00f2 agire anche dal punto di vista amministrativo, attraverso la revisione, l\u2019uniformazione e l\u2019armonizzazione di tutti i titoli nautici all\u2019interno dei confini dell\u2019Unione Europea. In questo modo l\u2019integrazione in questo settore risulter\u00e0 completata, oltre a divenire un acceleratore dello sviluppo. L\u2019attenzione deve poi essere rivolta anche all\u2019entroterra. I porti, infatti, devono diventare dei veri portali d\u2019accesso, degli snodi di intermodalit\u00e0 utili alla fruizione e allo sviluppo dell\u2019entroterra anche a diversi chilometri dalla costa. In modo da porre ulteriori possibilit\u00e0 di sviluppo a tutto il territorio europeo. Sono queste le politiche attente all\u2019intero settore e a tutta la filiera che possono realmente cambiare la prospettiva del turismo del nostro continente.<br \/><strong>L\u2019ECONOMIA DEL MARE <\/strong><br \/>Sul lungo periodo, le politiche europee devono poi fare i conti con la necessit\u00e0 di sostegno all\u2019economia del mare anche sotto il profilo commerciale e di produzione. In primis, la pesca deve tornare ad essere al centro delle attenzioni dei paesi membri, che devono riconoscerne l\u2019importanza sotto il profilo socio-economico. Le normative che possono scaturire da questa rinnovata attenzione devono essere rispettose dei vari contesti nazionali e locali, cos\u00ec da garantire non soltanto la sostenibilit\u00e0 delle risorse e la redditivit\u00e0 per i pescatori, ma anche la protezione del bagaglio sociale e culturale che questo settore economico rappresenta per la storia dei territori e delle popolazioni costiere. Una maggiore attenzione alla tradizione di questo settore pu\u00f2 essere anche, ove possibile, un volano per la crescita del comparto turistico. In questo caso spinto, per esempio, dalle specificit\u00e0 gastronomiche offerte dall\u2019economia del mare.<br \/>Anche i cantieri navali europei, centrali nell\u2019economia e nell\u2019industria pesante, rappresentano un know-how da tutelare e arricchire. Sicuramente un\u2019agevolazione dal punto di vista della competitivit\u00e0 fiscale potrebbe essere un elemento di forza rispetto ai competitor internazionali. Questo soprattutto nell\u2019ottica di non perdere grandi commesse, che verrebbero altrimenti attirate al di fuori dei confini dell\u2019Unione Europea da prospettive di maggiori agevolazioni fiscali. Se la competenza dei cantieri navali europei \u00e8 fuori discussione, questa deve essere anche sostenuta da prospettive e politiche che invitino gli investitori a puntare sulla qualit\u00e0 del comparto. Allo stesso tempo anche la previsione, sempre sul medio e lungo periodo, di fonti continuative di finanziamento per lo sviluppo della filiera pu\u00f2 rappresentare un fattore realmente trainante per il settore. <br \/><strong>LE NORME ETS<\/strong><br \/>C\u2019\u00e8 poi un testo dolente sul quale serve agire, anche con una certa fretta, cos\u00ec da non compromettere le realt\u00e0 economiche che fanno del commercio marittimo il loro asset principale. Si tratta dei costi introdotti a partire dallo scorso anno dalle normative ETS in merito alle emissioni.<\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/lettera-da-katowice'>Lettera da Katowice<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/laccordo-di-turnberry-e-la-fragilita-delle-relazioni-transatlantiche-il-ruolo-strategico-dellunione-europea'>L&#8217;accordo di Turnberry e la fragilit\u00e0 delle relazioni transatlantiche: Il ruolo strategico dell&#8217;Unione Europea<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-tradizione-danese-della-liberta'>La tradizione danese della libert\u00e0<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<p>                    Una serie di principi che purtroppo stanno penalizzando i porti europei rispetto ai loro competitor internazionali. Il costo di questa tassazione, che ricade sulle navi che ormeggiano ai porti del nostro continente, potrebbe portare ad un crollo dei traffici in particolare negli hub (uno fra tutti quello di Gioia Tauro). La conseguenza diretta \u00e8 lo spostamento verso aree non soggette a questa direttiva che creerebbe cos\u00ec una distorsione innaturale della concorrenza, oltre che un impatto molto negativo sui porti italiani ed europei. \u00c8 impensabile che questa attenzione nei confronti delle emissioni possa portare il commercio marittimo ad allontanarsi dai porti dell\u2019Europa, andando a privilegiare localit\u00e0 e hub pi\u00f9 lontani. Soprattutto se pensiamo poi alla necessit\u00e0 di far arrivare in ogni caso le merci sul mercato continentale. Un\u2019attivit\u00e0, questa, che potrebbe anche far aumentare le emissioni in altri settori dei trasporti, facendo poi ricadere i costi sulle economie dei Paesi membri.     <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate \u00e8 sicuramente il periodo di maggiore intensit\u00e0 per il turismo nei paesi dell\u2019Unione Europea. Oltre alle grandi capitali, alle montagne e ai siti di interesse culturale, come ogni anno sono le mete balneari quelle che vedranno un maggior numero di presenze, in special modo sulle coste Sud dell\u2019Europa che si affacciano sul Mediterraneo. 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