{"id":32867,"date":"2024-08-29T12:23:09","date_gmt":"2024-08-29T12:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/la-protezione-del-patrimonio-audiovisivo-europeo"},"modified":"2024-08-29T12:23:09","modified_gmt":"2024-08-29T12:23:09","slug":"la-protezione-del-patrimonio-audiovisivo-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-protezione-del-patrimonio-audiovisivo-europeo","title":{"rendered":"La protezione del patrimonio audiovisivo europeo"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2001, il Consiglio d&#8217;Europa ha adottato la Convenzione europea per la protezione del patrimonio audiovisivo, ritenendo che il materiale di immagini in movimento sia parte integrante del patrimonio culturale europeo e debba essere protetto per i posteri.<br \/>\nLa Convenzione descrive l&#8217;immagine in movimento sia come una forma d&#8217;arte che come una registrazione del nostro passato, quindi con possibilit\u00e0 culturali, scientifiche e di ricerca.<br \/>\nIl materiale in movimento comprende sia le opere cinematografiche che altre registrazioni con qualsiasi mezzo, con l&#8217;unica condizione di trasmettere un&#8217;impressione di movimento.<br \/>\nDi conseguenza, comprende la televisione, ma non la radio.<br \/>\nIl principale strumento di protezione \u00e8 l&#8217;obbligo per i paesi che lo ratificano di depositare il materiale audiovisivo prodotto o coprodotto in quel paese.<br \/>\nIl deposito legale garantisce l&#8217;esistenza di almeno una copia della produzione, oltre al restauro del materiale per preservarlo dal deterioramento.<br \/>\nIl deposito delle produzioni nazionali di ciascun paese dopo l&#8217;entrata in vigore della convenzione \u00e8 obbligatorio.<br \/>\nTuttavia, la Convenzione promuove anche il deposito volontario, ad esempio per le produzioni straniere e le immagini in movimento prodotte prima della Convenzione.<br \/>\nIl deposito volontario riguarda anche il materiale accessorio, come ad esempio il materiale tecnico derivante dalla produzione (v.gr. attrezzature di ripresa), gli articoli associati alla diffusione e allo sfruttamento delle immagini in movimento (v.gr. manifesti).<br \/>\nNonostante il carattere obbligatorio del deposito legale, sono i paesi che lo ratificano a decidere in ultima istanza quale sia il proprio patrimonio audiovisivo.<br \/>\nTale decisione non deve essere arbitraria o discriminatoria.<br \/>\nTuttavia, si tratta di un riconoscimento implicito del fatto che il patrimonio audiovisivo \u00e8 prima nazionale e poi europeo, in quanto combinazione dei rispettivi patrimoni nazionali.<br \/>\nIl materiale depositato deve essere originale o un materiale da cui sia possibile ricostruire la qualit\u00e0 originale.<br \/>\nGli enti archivistici possono essere pubblici o privati, ma non possono essere controllati da chi svolge principalmente attivit\u00e0 a scopo di lucro nel settore dei media.<br \/>\nOltre alla convenzione, il Consiglio d&#8217;Europa ha adottato un protocollo sulla protezione delle produzioni televisive, a causa della loro disponibilit\u00e0 praticamente universale, della loro quantit\u00e0 e del loro ruolo di specchio di tutti i settori e gli aspetti della societ\u00e0.<br \/>\nLa produzione televisiva esclude il materiale di immagini in movimento trasmesso su richiesta individuale e il materiale di immagini in movimento interattivo, ovvero i servizi di video-on-demand (VOD) e le piattaforme di condivisione video (VSP) non sono coperti dal protocollo.<br \/>\nData la crescente importanza dei prodotti VOD, multimediali e interattivi, questi sono coperti dalle disposizioni della convenzione, ma non dal protocollo.<br \/>\nAnche le produzioni televisive sono soggette a deposito legale, ma il protocollo consente esplicitamente ai paesi di valutare, selezionare o campionare le produzioni che considerano appartenenti al proprio patrimonio audiovisivo.<br \/>\nNel caso di altre produzioni (ad esempio quelle cinematografiche), questa considerazione \u00e8 implicita ma non esplicita.<br \/>\nSi pu\u00f2 notare una qualit\u00e0 meno esaustiva del deposito legale per le produzioni televisive.<br \/>\nLe emittenti possono fungere da enti depositari, se cos\u00ec designati da un paese, sia per le produzioni trasmesse da loro che, se entrambe le parti sono d&#8217;accordo, da altre emittenti.                     Questo costituisce un&#8217;altra differenza tra la produzione televisiva e altre forme di immagini in movimento, in particolare il cinema, per il quale gli enti archivistici possono essere privati, ma non possono essere controllati da chi \u00e8 principalmente impegnato in attivit\u00e0 a scopo di lucro nel settore dei media, come lo sono le emittenti.<br \/>\nAd oggi, la convenzione \u00e8 stata ratificata solo da otto Stati membri dell&#8217;Unione Europea (Croazia, Francia, Germania, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Repubblica Slovacca), mentre il protocollo \u00e8 stato ratificato solo da quattro (Francia, Germania, Lituania e Repubblica Slovacca).<br \/>\nPrima della convenzione e del protocollo, il Consiglio d&#8217;Europa aveva adottato la Convenzione europea sulla coproduzione cinematografica del 1992 per promuovere il cinema europeo attraverso la cooperazione culturale.<br \/>\nQuesto precedente accordo internazionale gode di uno status di ratifica molto pi\u00f9 ampio, che comprende tutti i 27 Stati membri dell&#8217;Unione Europea.<br \/>\nFonte dell&#8217;immagine: Trypadvisor    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2001, il Consiglio d&#8217;Europa ha adottato la Convenzione europea per la protezione del patrimonio audiovisivo, ritenendo che il materiale di immagini in movimento sia parte integrante del patrimonio culturale europeo e debba essere protetto per i posteri. 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