{"id":34001,"date":"2024-10-04T07:50:10","date_gmt":"2024-10-04T07:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/transizione-verde-la-differenza-tra-percezione-e-azione"},"modified":"2024-10-04T07:50:10","modified_gmt":"2024-10-04T07:50:10","slug":"transizione-verde-la-differenza-tra-percezione-e-azione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/transizione-verde-la-differenza-tra-percezione-e-azione","title":{"rendered":"Transizione verde: la differenza tra percezione e azione"},"content":{"rendered":"<p>Cosa pensano i cittadini dell\u2019Unione Europea del cambiamento climatico, del Green Deal europeo e, pi\u00f9 in generale, delle politiche legate alla transizione verde che potrebbero incidere profondamente sulla quotidianit\u00e0 dei Paesi membri? Ma soprattutto, a fronte di queste politiche e delle ideologie che le guidano e raccontano, come agiscono nella vita di tutti i giorni? Sono domande complicate alle quali per\u00f2 sarebbe utilissimo dare una risposta, soprattutto se si vuole andare incontro alla volont\u00e0 e alle aspettative dei tanti cittadini europei veramente attenti alle dinamiche ambientali e alla protezione del pianeta e delle sue risorse pi\u00f9 preziose. Purtroppo, rispondere a questi quesiti \u00e8 molto complesso: una qualche interpretazione delle dinamiche che si innestano tra i cittadini dei Paesi membri dell\u2019UE l\u2019ha provata a delineare un recentissimo studio dell\u2019ECR Party dal titolo     <em>&#8220;Balancing Ambition and Reality. A Sober Examination of Challenges in the EU&#8217;s Green Transition&#8221;. <\/em> REALISMO, OGGETTIVIT\u00c0 E COMPORTAMENTO<br \/>Il report dell\u2019ECR Party ha l\u2019obiettivo di cercare un percorso che sia realistico e oggettivo nel dibattito sulla transizione verde in Europa, rintracciando nella realt\u00e0 dei fatti, dei dati e degli indicatori delle politiche economiche e industriali dell\u2019Unione Europea, una linea da seguire che sia al riparo dalle ideologie fini a se stesse. Rappresenta un tentativo di riportare il dibattito dalla partigianeria delle segreterie e delle cancellerie alla sobriet\u00e0 della quotidianit\u00e0 dei cittadini europei; un\u2019analisi che non pu\u00f2 non partire dai dati e dalle aspettative socio-economiche di ogni Stato membro. Lo studio pubblicato dall\u2019ECR Party punta, quindi, a costruire una valutazione del Green Deal dell\u2019Unione Europea &#8211; oltre alla transizione verde in senso pi\u00f9 ampio &#8211; concentrandosi sui comportamenti reali dei cittadini e cercando un difficile equilibrio tra l\u2019ambizione degli obiettivi che sono stati posti per i prossimi decenni e la realt\u00e0 dei fatti. <br \/>IL GREEN DEAL E LE POLITICHE EUROPEE<br \/>Ma di cosa parliamo quando ci riferiamo al green deal e alle politiche europee legate alla transizione verde? Forse prima di proseguire con l\u2019analisi delle dinamiche e delle percezioni che guidano l\u2019agire dei cittadini dell\u2019UE, conviene sottolineare alcuni aspetti fondamentali delle politiche europee in fatto di ambiente e di transizione verde attualmente al centro del dibattito nei Paesi Membri. Partendo dal Green Deal, bisogna sottolineare come il Consiglio sia arrivato all\u2019approvazione nel maggio 2021, dopo un accordo provvisorio raggiunto dal Parlamento europeo appena un mese prima. Si parte dalla concezione che i cambiamenti climatici e il degrado dell\u2019ambiente rappresentino ad oggi una gravissima minaccia per l\u2019ecosistema continentale e mondiale. L\u2019obiettivo proposto \u00e8, quindi, quello di attivare una profonda trasformazione all\u2019interno dei Paesi membri per portare l\u2019Unione ad essere un\u2019economia moderna, competitiva e molto efficiente. Sul fronte dei dati e degli obiettivi immediatamente misurabili, l\u2019idea del Green Deal Europeo \u00e8 quella di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, tenendo conto dei livelli inziali del 1990. Successivamente, l\u2019attenzione \u00e8 per il processo che dovrebbe portare il continente europeo, entro il 2050, ad essere ad impatto climatico zero seguendo il principio della neutralit\u00e0 climatica. Per quanto riguarda i finanziamenti, ricordiamo che circa un terzo dei 1.800 miliardi di euro di investimenti del piano per la ripresa NextGenerationEU, assieme al bilancio settennale dell&#8217;Unione Europea, saranno destinati a finanziare proprio il Green Deal. Sono quindi state avanzate dalla Commissione Europea una serie di proposte trasformative dell\u2019economia dell\u2019Unione, soprattutto in materia di trasporti, clima ed energia. <br \/>COSA NE PENSANO I CITTADINI DELL\u2019UNIONE EUROPEA<br \/>Non possiamo dimenticare che l\u2019Unione Europea \u00e8 soprattutto espressione dei suoi cittadini, delle nazioni e dei Governi che gli stessi europei scelgono con il loro voto. Quindi risulta quantomeno necessario analizzare il comportamento dei singoli per comprendere quale sia lo stato d\u2019animo in relazione alle questioni della transizione verde e del Green Deal. \u00c8 il Report dell\u2019ECR Party a richiamare i dati forniti dalla Commissione europea in merito proprio alle azioni per il clima. Secondo questi dati, infatti, sarebbero oltre tre quarti (78%) gli europei che riconoscono la rilevanza delle questioni ambientali. In particolare, ne evidenziano l\u2019importanza soprattutto sotto il profilo dell\u2019impatto che queste hanno o potrebbero avere in futuro sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute.                  Sempre dalla Commissione arriva poi un\u2019ulteriore conferma che attesta come circa quattro intervistati su cinque (84%) sarebbero d&#8217;accordo nel ritenere che la legislazione ambientale dell&#8217;UE sia assolutamente necessaria per garantire la protezione dell&#8217;ambiente nel loro Paese, che altrimenti sarebbe a serio rischio. Posizioni importanti che, qualora venissero prese come dati certi, riferirebbero di una propensione assoluta e senza ombre o ripensamenti all\u2019attuazione delle politiche ambientali europee o, quantomeno, a dei principi e a delle buone pratiche che qualsiasi cittadino dell\u2019Unione Europea potrebbe mettere in pratica autonomamente e su base quotidiana. Ma le cose potrebbero cambiare radicalmente se si passasse dalle affermazioni alle azioni, cio\u00e8 dalle ideologie alle iniziative reali intraprese dai singoli cittadini nel quadro della transizione verde. Persino sulla volont\u00e0, in futuro, di intraprendere comportamenti virtuosi, la situazione cambierebbe radicalmente. <br \/>COSA FANNO I CITTADINI DELL\u2019UNIONE<br \/>I dati forniti dalla Commissione Europea e richiamati nel report dell\u2019ECR Party sono interessanti soprattutto perch\u00e9 riflettono un sostegno ideale e generale al concetto di azione in ambito ambientale. Allo stesso tempo, per\u00f2, non richiamano azioni concrete e nemmeno la volont\u00e0 che queste vengano effettivamente intraprese in un prossimo e imminente futuro. Si tratta, quindi, di posizioni assolutamente importanti ma dettate dall\u2019ideologia piuttosto che dalla sobriet\u00e0 e dalla realt\u00e0 dei fatti. La situazione, infatti, cambia radicalmente quando si arriva a chiedere ai cittadini dell\u2019Unione Europea di esprimersi su aspetti specifici del Green Deal o delle politiche inerenti al clima pi\u00f9 in generale. In questi casi le opinioni sono molto diverse e variegate rispetto al quasi plebiscito dettato dall\u2019ideologia. Il report utilizza in questo caso i dati di una rilevazione condotta dall\u2019OCSE in 20 tra i maggiori paesi emettitori di anidride carbonica. In questo caso quello che si rileva \u00e8 una sostanziale differenza tra il riconoscimento del cambiamento climatico come un problema di rilevanza mondiale e urgente, e la reale volont\u00e0 di intraprendere delle azioni concrete per contrastare fattivamente questo fenomeno. Tra le domande effettuate c\u2019\u00e8 la concreta volont\u00e0 di adottare comportamenti specifici finalizzati alla diminuzione delle emissioni di gas serra, come ad esempio la riduzione degli spostamenti con auto private, e la diminuzione dei gradi del riscaldamento all\u2019interno delle abitazioni e dei luoghi di lavoro. Una disponibilit\u00e0 che tra i cittadini &#8211; non solo europei &#8211; sembra molto pi\u00f9 limitata rispetto alle posizioni ideologiche. L\u2019esempio pi\u00f9 importante riguarda proprio la disponibilit\u00e0 alla limitazione alla guida, che arriva a superare il 50% soltanto nei Paesi dove il tasso di persone che guidano \u00e8 comunque molto basso. Basti pensare che, come richiama lo studio, in Paesi storicamente sensibili alle tematiche ambientali, come la Danimarca o la Francia, solo nel 33% e nel 32% dei casi gli intervistati hanno espresso la loro disponibilit\u00e0 a limitare l\u2019uso dell\u2019auto privata. Una situazione molto simile anche per la limitazione del riscaldamento o del raffreddamento dell\u2019abitazione. Solo nel 33% dei casi i cittadini danesi sono disponibili, in Germania il 36% e in Francia il 39%. <br \/>SOBRIET\u00c0 E REALISMO NELLE POLITICHE EUROPEE<br \/>Anche le indagini condotte dalla Commissione europea rilevano una dissonanza tra la percezione del problema e la volont\u00e0 di agire per arginarlo. Un sondaggio dell&#8217;Eurobarometer del 2023 rivela un divario tra queste due posizioni, con circa il 77% dei cittadini dell&#8217;UE pronti a riconoscere che il cambiamento climatico sia un problema enorme, ma con solo il 58% che si dice pronto ad adottare energie rinnovabili, a migliorare l&#8217;efficienza energetica e ad accelerare la transizione verde.                    La dipendenza dall\u2019energia e dalle emissioni gioca sicuramente un ruolo cruciale in queste dinamiche e l\u2019approccio ideologico alla transizione verde di certo non aiuta nella creazione di una vera volont\u00e0 di cambiamento tra i cittadini europei. Anche le politiche del Green Deal e le altre iniziative intraprese a livello comunitario dovranno di certo fare i conti con la sobriet\u00e0 all\u2019interno di questo dibattito, cos\u00ec come richiamato dallo stesso studio presentato dall\u2019ECR Party. <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa pensano i cittadini dell\u2019Unione Europea del cambiamento climatico, del Green Deal europeo e, pi\u00f9 in generale, delle politiche legate alla transizione verde che potrebbero incidere profondamente sulla quotidianit\u00e0 dei Paesi membri? Ma soprattutto, a fronte di queste politiche e delle ideologie che le guidano e raccontano, come agiscono nella vita di tutti i giorni? 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