{"id":42216,"date":"2025-05-02T15:16:26","date_gmt":"2025-05-02T15:16:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica"},"modified":"2025-05-02T15:16:26","modified_gmt":"2025-05-02T15:16:26","slug":"la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica","title":{"rendered":"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica"},"content":{"rendered":"<p>Dalla caduta del regime comunista nel 1989, la Romania ha raggiunto il debito estero pi\u00f9 alto della sua storia. Per la Romania, l&#8217;anno appena trascorso \u00e8 la ciliegina sulla torta della realt\u00e0 economica, una realt\u00e0 estremamente dolorosa che, unita a un deficit di bilancio del 9,3% del PIL e a un indebitamento di 200 miliardi di euro (50 miliardi di euro solo nel 2024), ha reso la Romania lo Stato membro dell&#8217;UE pi\u00f9 indebitato. Un aspetto che non pu\u00f2 essere trascurato \u00e8 il fatto che solo quest&#8217;anno la Romania ha preso in prestito 1 miliardo di euro ogni 10 giorni (9 miliardi di euro nei primi 3 mesi). Con questo deficit di bilancio record, la Romania \u00e8 in cima alla sgradevole classifica dell&#8217;Unione Europea, seguita da Polonia e Francia. Nonostante le promesse del governo, gli impegni internazionali e le misure una tantum attuate in ritardo dalla coalizione al governo, lo squilibrio strutturale delle finanze pubbliche \u00e8 peggiorato di recente, generando un clima di incertezza fiscale che mette in discussione la stabilit\u00e0 economica della Romania, che rischia di raggiungere il rating junk nei prossimi anni.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Un deficit elevato \u00e8 sintomo di una politica economica senza bussola<\/strong><\/h3>\n<p>Secondo gli ultimi dati ufficiali, la Romania chiuder\u00e0 il 2024 con un deficit di bilancio stimato al 9,3% del prodotto interno lordo (PIL). Come gi\u00e0 detto, si tratta del valore pi\u00f9 alto di tutta l&#8217;Unione Europea. Ecco perch\u00e9 questo squilibrio di bilancio non \u00e8 un semplice indicatore economico perch\u00e9 riflette profondit\u00e0 strutturali, inefficienze amministrative e, soprattutto, l&#8217;incapacit\u00e0 cronica dell&#8217;attuale classe politica di attuare vere riforme economiche in un clima elettorale teso.  <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Un deficit cos\u00ec elevato indica che lo Stato rumeno spende molto di pi\u00f9 di quanto riesce a incassare. Questo \u00e8 il risultato delle politiche populiste adottate durante la campagna elettorale, in cui le promesse di aumento dei salari e delle pensioni, insieme agli sgravi fiscali elettorali, non sono supportate da una base di entrate reale e sostenibile. Il problema \u00e8 reso ancora pi\u00f9 grave dal fatto che il deficit di bilancio della Romania \u00e8 accompagnato da un aumento accelerato del debito pubblico. Da un livello del 35% del PIL nel 2019, la Romania ha raggiunto un debito estero di quasi il 55% in soli cinque anni. Se questa traiettoria continua, senza aggiustamenti significativi, il Paese rischia di superare la soglia critica del 100% del PIL nel prossimo decennio, una spirale pericolosa che potrebbe portare a una crisi finanziaria e alla perdita di fiducia degli investitori.    <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/agile-leuropa-intensifica-gli-sforzi-per-la-difesa-ma-e-in-ritardo-nella-strategia'>AGILE: L&#8217;Europa intensifica gli sforzi per la difesa, ma \u00e8 in ritardo nella strategia<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-lotta-contro-limmigrazione-clandestina-ha-appena-preso-una-nuova-piega-molto-piu-decisiva'>La lotta contro l&#8217;immigrazione clandestina ha appena preso una nuova piega, molto pi\u00f9 decisiva<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/lue-affronta-la-carenza-di-personale-sanitario-con-piani-per-semplificare-il-riconoscimento-delle-qualifiche-mediche'>L&#8217;UE affronta la carenza di personale sanitario con piani per semplificare il riconoscimento delle qualifiche mediche<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Il modello economico della Romania \u00e8 esaurito<\/strong><\/h3>\n<p>La principale fonte dello squilibrio fiscale \u00e8 l&#8217;architettura economica della Romania. Il modello di crescita guidato dai consumi, sostenuto dalle importazioni e dai deficit strutturali, ha mostrato i suoi limiti e ha implicitamente raggiunto i suoi limiti. Mentre altri paesi della regione hanno sfruttato gli investimenti pubblici e i fondi europei per sviluppare le infrastrutture e la capacit\u00e0 produttiva, la Romania non \u00e8 riuscita a trasformare gli impulsi di crescita economica in sviluppo sostenibile. Le rigide spese pubbliche, come i salari e le pensioni del settore pubblico, soprattutto quelle speciali, sono arrivate a consumare oltre il 90% delle entrate statali ricorrenti. Questo lascia poco spazio agli investimenti o alla risposta alle crisi. Inoltre, il rinvio delle riforme fiscali, per paura di un impatto elettorale negativo su chi \u00e8 al potere, aggrava la vulnerabilit\u00e0 del bilancio. L&#8217;aumento dell&#8217;IVA o l&#8217;introduzione di un&#8217;aliquota fissa senza eccezioni sono soluzioni sistematicamente evitate dai governi, anche se queste misure sembrano diventare inevitabili nel prossimo periodo.      <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Il fallimento della riforma fiscale e i costi del rinvio di misure impopolari<\/strong><\/h3>\n<p>La Romania si \u00e8 impegnata con la Commissione Europea a ridurre gradualmente il deficit al di sotto del 3% del PIL nei prossimi sette anni in cambio di flessibilit\u00e0 di bilancio per consentire gli investimenti. Ma la riforma fiscale, inizialmente prevista per l&#8217;aprile 2025, \u00e8 gi\u00e0 stata rinviata (la causa principale sono le elezioni presidenziali di maggio) al gennaio 2026, a dimostrazione della mancanza di volont\u00e0 politica e dell&#8217;assenza di una strategia coerente da parte dell&#8217;attuale coalizione di governo. Invece di un pacchetto completo di misure, sono state apportate modifiche minori: un aumento dell&#8217;imposta sui dividendi, delle imposte sulle societ\u00e0 e la restrizione delle agevolazioni fiscali in alcuni settori (informatica, agricoltura ed edilizia). Queste misure hanno portato entrate modeste, insufficienti a coprire i buchi causati dall&#8217;espansione della spesa pubblica.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Le analisi di Erste Bank e del Fiscal Council avvertono che la Romania rischia una vera e propria &#8220;curva di sacrificio&#8221;, simile a quella del 2009-2010, ma questa volta senza la protezione di un accordo con il FMI. Le agenzie di rating hanno gi\u00e0 reagito: tutti e tre i principali istituti &#8211; Fitch, Moody&#8217;s e S&amp;P &#8211; hanno abbassato l&#8217;outlook del Paese, indicando un possibile declassamento allo stato di &#8220;spazzatura&#8221;. <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Un contesto politico tossico<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;anno 2024 \u00e8 stato caratterizzato da una forte instabilit\u00e0 politica. L&#8217;annullamento delle elezioni presidenziali ha provocato reazioni internazionali negative sullo stato di diritto in Romania, gli scandali interni alla coalizione di governo e l&#8217;opposizione frammentata hanno portato al rinvio delle misure economiche. In questo clima, qualsiasi tentativo di riforma fiscale di ampio respiro diventa estremamente difficile. Il governo, pi\u00f9 preoccupato di mantenere il sostegno elettorale che la stabilit\u00e0 macroeconomica, ha preferito rimandare le decisioni difficili, alimentando una spirale di incertezza. Questa volatilit\u00e0 politica ha avuto un&#8217;eco diretta sui mercati finanziari internazionali: i rendimenti dei titoli di stato sono aumentati e la Romania ha dovuto contrarre prestiti a tassi di interesse sempre pi\u00f9 alti. Le previsioni economiche per il 2025 sono pessime.     <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Il fabbisogno finanziario supera i 50 miliardi di euro, una cifra enorme che mette ulteriore pressione sul gi\u00e0 fragile bilancio.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>La Romania ha il pi\u00f9 grande deficit delle partite correnti dell&#8217;UE<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/strong><\/h3>\n<p>Il deficit delle partite correnti \u00e8 la seconda bomba ad orologeria per l&#8217;economia rumena.<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Oltre al deficit di bilancio, la Romania presenta anche il pi\u00f9 grande deficit delle partite correnti tra i 27 Paesi dell&#8217;UE. Il crescente divario tra importazioni ed esportazioni indica una profonda vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;economia reale: una mancanza di competitivit\u00e0 e un&#8217;eccessiva dipendenza dai consumi interni. Questa doppia carenza, fiscale ed esterna, delinea un quadro allarmante che dovrebbe mobilitare le autorit\u00e0 ad agire in modo rapido e coerente.  <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Scenari per il futuro: aggiustamento doloroso o reinvenzione economica<\/strong><\/h3>\n<p>La Romania ha essenzialmente due opzioni per riequilibrare l&#8217;economia. La prima \u00e8 un duro aggiustamento, imposto dall&#8217;esterno &#8211; attraverso declassamenti del rating, strozzature nei finanziamenti o addirittura una nuova crisi economica come quella del 2009. Questo scenario comporta tagli improvvisi alla spesa, aumenti delle tasse e un forte calo del tenore di vita. La seconda opzione \u00e8 una riforma interna in cui il governo ristruttura il bilancio, razionalizza la riscossione delle imposte, riduce gli sprechi e reindirizza i fondi pubblici verso investimenti produttivi. Questa reinvenzione economica dovrebbe avere tre pilastri. Il primo pilastro sarebbe la riforma del sistema fiscale, con l&#8217;eliminazione delle esenzioni e il riequilibrio della pressione fiscale. Il secondo pilastro sarebbe la digitalizzazione della pubblica amministrazione per combattere l&#8217;evasione fiscale e aumentare l&#8217;efficienza della riscossione. Il terzo pilastro della reinvenzione economica consisterebbe nel riorientare le politiche di spesa, concentrandosi su investimenti, istruzione e infrastrutture.       <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>La Romania in un contesto economico internazionale fragile<\/strong><\/h3>\n<p>A livello globale, le tensioni commerciali sui dazi con gli Stati Uniti, le riconfigurazioni geopolitiche e il crescente protezionismo stanno influenzando le esportazioni e le prospettive di crescita dei Paesi emergenti. Per la Romania, che dipende dal commercio e dai finanziamenti esterni, questi sviluppi potrebbero amplificare i rischi. Moody&#8217;s avverte che senza una diversificazione economica e una strategia coerente di attrazione degli investimenti, la Romania rischia di diventare sempre pi\u00f9 economicamente irrilevante nella regione. Una crisi prevedibile e un&#8217;opportunit\u00e0 storica Il deficit record del 2024 non \u00e8 solo un dato, \u00e8 il segnale di una crisi imminente, ma anche un&#8217;opportunit\u00e0 per resettare. La Romania pu\u00f2 evitare il disastro solo se intraprende con coraggio e responsabilit\u00e0 riforme economiche che possono essere dolorose ma necessarie. La storia recente ha dimostrato che evitare la verit\u00e0 economica porta al collasso. Al contrario, una visione chiara della realt\u00e0 pu\u00f2 ripristinare la fiducia degli investitori e la speranza dei cittadini.      <\/p>\n<p>Le elezioni presidenziali del maggio 2025 saranno un test non solo politico ma anche economico. La Romania sar\u00e0 in grado di superare gli interessi del momento e di costruire un percorso sostenibile? Oppure rimanderemo ancora una volta decisioni difficili, spingendo il Paese sull&#8217;orlo del baratro? La risposta a questa domanda decider\u00e0 il futuro di un&#8217;intera generazione.   <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Romania 2009 vs. Grecia: due crisi, due lezioni<\/strong><\/h3>\n<p>Per comprendere appieno i rischi attuali e la strada che la Romania sta percorrendo, \u00e8 essenziale guardare al passato e analizzare come altri paesi europei hanno reagito a crisi simili. Per farlo, abbiamo preso in considerazione due esempi evidenti: La Romania nel 2009-2010 e la Grecia nel 2010-2018. Sebbene entrambi i Paesi siano stati gravemente colpiti dalla recessione, le decisioni prese e il trattamento applicato dai creditori internazionali sono stati fondamentalmente diversi.  <\/p>\n<p>Nel 2009-2010 la Romania si \u00e8 affidata all&#8217;austerit\u00e0, non alla ristrutturazione. La crisi finanziaria globale del 2008 ha colpito con estrema rapidit\u00e0 l&#8217;economia della Romania, gi\u00e0 alle prese con un crescente deficit di bilancio e un fragile modello economico basato su consumi e investimenti speculativi. Per rilanciare l&#8217;economia, nel 2009 il governo rumeno ha firmato un accordo di prestito del valore di circa 20 miliardi di euro con il FMI, la Banca Mondiale e la Commissione Europea. In cambio di questi fondi, il governo \u00e8 stato obbligato ad attuare un duro programma di austerit\u00e0. Questo programma di austerit\u00e0 ha visto il taglio degli stipendi del settore pubblico del 25%, il congelamento delle pensioni, l&#8217;aumento dell&#8217;IVA dal 19% al 24% e la soppressione di migliaia di posti di lavoro nel pubblico impiego.    <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Le decisioni prese nel 2009 hanno rappresentato un punto di svolta e sono state dolorose, ma nel breve termine hanno avuto l&#8217;effetto desiderato: il deficit \u00e8 stato ridotto e i mercati finanziari hanno riacquistato fiducia. Ma il costo sociale \u00e8 stato enorme. Il tenore di vita \u00e8 diminuito drasticamente, molti cittadini sono emigrati nei paesi dell&#8217;Europa occidentale in cerca di una vita migliore e la fiducia nello Stato si \u00e8 profondamente erosa. La Romania non ha beneficiato di una ristrutturazione del debito come altri paesi dell&#8217;UE. I debiti sono stati pagati per intero, con gli interessi. L&#8217;austerit\u00e0 \u00e8 stata la soluzione scelta dal governo dell&#8217;epoca, con risultati alterni, ma senza l&#8217;alternativa offerta ad altri nello stesso periodo.     <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Grecia: default parziale e cancellazione del debito<\/strong><\/h3>\n<p>A differenza della gestione della crisi economica del 2009-2010 da parte della Romania, la Grecia, che all&#8217;epoca si trovava in una situazione economica molto peggiore, alla fine ha beneficiato di una massiccia ristrutturazione del debito. Dal 2010, lo Stato greco ha ricevuto tre pacchetti di salvataggio per un totale di oltre 300 miliardi di euro dalla troika FMI-BCE-CE. Parallelamente, nel 2012, \u00e8 avvenuto il pi\u00f9 grande haircut della storia economica moderna: oltre 100 miliardi di euro di debito pubblico greco nei confronti di creditori privati sono stati cancellati dai libri contabili. Questa ristrutturazione, unita alle riforme strutturali e a un doloroso periodo di aggiustamento, ha permesso alla Grecia di evitare il collasso totale. Paradossalmente, nonostante le politiche di austerit\u00e0 siano state severe anche in questo caso &#8211; con tagli ai salari, aumenti delle tasse e privatizzazioni di massa &#8211; il sostegno istituzionale ricevuto dalla Grecia \u00e8 stato di gran lunga superiore a quello offerto alla Romania. Il FMI era disposto ad accettare le perdite in Grecia, ma ha mantenuto la rigidit\u00e0 in Romania.      Perch\u00e9? La risposta sta in gran parte nella posta in gioco geopolitica e sistemica. La Grecia faceva parte dell&#8217;area dell&#8217;euro e un default totale avrebbe scosso l&#8217;intera moneta unica. La Romania, in quanto non membro dell&#8217;eurozona, \u00e8 stata trattata come un laboratorio di austerit\u00e0 piuttosto che come un paziente del sistema.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Cosa possiamo imparare da questi due casi?<\/strong><\/h3>\n<p>Il confronto evidenzia due modelli di gestione della crisi. La Romania ha scelto la disciplina fiscale a tutti i costi, sostenendo l&#8217;intero costo dell&#8217;aggiustamento. La Grecia ha ottenuto concessioni massicce, nonostante le politiche interne fossero considerate populiste e instabili. Questa differenza deve far sorgere seri interrogativi nei decisori politici di oggi. La Romania sembra essere di nuovo sull&#8217;orlo di un precipizio di bilancio, ma il contesto geopolitico \u00e8 diverso e l&#8217;UE non conceder\u00e0 pi\u00f9 facilmente clemenza finanziaria. La lezione importante \u00e8 che senza una vera riforma interna, nessuna riduzione del debito potr\u00e0 venire in soccorso dell&#8217;economia rumena.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla caduta del regime comunista nel 1989, la Romania ha raggiunto il debito estero pi\u00f9 alto della sua storia. Per la Romania, l&#8217;anno appena trascorso \u00e8 la ciliegina sulla torta della realt\u00e0 economica, una realt\u00e0 estremamente dolorosa che, unita a un deficit di bilancio del 9,3% del PIL e a un indebitamento di 200 miliardi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":42199,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[162],"tags":[599,2259],"editorial-positions":[42],"regions":[331,349],"types":[451],"class_list":["post-42216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica-it","tag-european-union","tag-romania-deb","editorial-positions-focus","regions-eastern-europe-it","regions-southern-europe-it","types-opinion-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica - The Conservative<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica - The Conservative\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dalla caduta del regime comunista nel 1989, la Romania ha raggiunto il debito estero pi\u00f9 alto della sua storia. Per la Romania, l&#8217;anno appena trascorso \u00e8 la ciliegina sulla torta della realt\u00e0 economica, una realt\u00e0 estremamente dolorosa che, unita a un deficit di bilancio del 9,3% del PIL e a un indebitamento di 200 miliardi [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"The Conservative\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-05-02T15:16:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Eugen Olariu\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Eugen Olariu\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\"},\"author\":{\"name\":\"Eugen Olariu\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/c72196113caaab789ddf6506f042d7a6\"},\"headline\":\"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica\",\"datePublished\":\"2025-05-02T15:16:26+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\"},\"wordCount\":2066,\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg\",\"keywords\":[\"European Union\",\"Romania deb\"],\"articleSection\":[\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\",\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\",\"name\":\"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica - The Conservative\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg\",\"datePublished\":\"2025-05-02T15:16:26+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/c72196113caaab789ddf6506f042d7a6\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1280},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website\",\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\",\"name\":\"The Conservative\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/c72196113caaab789ddf6506f042d7a6\",\"name\":\"Eugen Olariu\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/215dce09d7b733a4af1c5f8bc6411adc6da93694bfdc54cbdef838b45c4b2eb2?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/215dce09d7b733a4af1c5f8bc6411adc6da93694bfdc54cbdef838b45c4b2eb2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Eugen Olariu\"},\"url\":\"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/author\/homemedia-euaff-2025-2026\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica - The Conservative","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica - The Conservative","og_description":"Dalla caduta del regime comunista nel 1989, la Romania ha raggiunto il debito estero pi\u00f9 alto della sua storia. Per la Romania, l&#8217;anno appena trascorso \u00e8 la ciliegina sulla torta della realt\u00e0 economica, una realt\u00e0 estremamente dolorosa che, unita a un deficit di bilancio del 9,3% del PIL e a un indebitamento di 200 miliardi [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica","og_site_name":"The Conservative","article_published_time":"2025-05-02T15:16:26+00:00","og_image":[{"width":1920,"height":1280,"url":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Eugen Olariu","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Eugen Olariu","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica"},"author":{"name":"Eugen Olariu","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/c72196113caaab789ddf6506f042d7a6"},"headline":"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica","datePublished":"2025-05-02T15:16:26+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica"},"wordCount":2066,"image":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg","keywords":["European Union","Romania deb"],"articleSection":["Politica"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica","url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica","name":"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica - The Conservative","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg","datePublished":"2025-05-02T15:16:26+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/c72196113caaab789ddf6506f042d7a6"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#primaryimage","url":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg","width":1920,"height":1280},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-romania-tra-il-rischio-di-crollo-economico-e-la-possibilita-di-una-riforma-storica#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.theconservative.online\/it"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Romania tra il rischio di crollo economico e la possibilit\u00e0 di una riforma storica"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#website","url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it","name":"The Conservative","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.theconservative.online\/it?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/c72196113caaab789ddf6506f042d7a6","name":"Eugen Olariu","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.theconservative.online\/it#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/215dce09d7b733a4af1c5f8bc6411adc6da93694bfdc54cbdef838b45c4b2eb2?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/215dce09d7b733a4af1c5f8bc6411adc6da93694bfdc54cbdef838b45c4b2eb2?s=96&d=mm&r=g","caption":"Eugen Olariu"},"url":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/author\/homemedia-euaff-2025-2026"}]}},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42216"},{"taxonomy":"editorial-positions","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial-positions?post=42216"},{"taxonomy":"regions","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/regions?post=42216"},{"taxonomy":"types","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types?post=42216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}