{"id":42373,"date":"2025-05-14T14:34:21","date_gmt":"2025-05-14T14:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/progetto-vitale-per-la-sicurezza-energetica-delleuropa-centrale-bloccato-a-causa-della-romania"},"modified":"2025-05-14T14:34:21","modified_gmt":"2025-05-14T14:34:21","slug":"progetto-vitale-per-la-sicurezza-energetica-delleuropa-centrale-bloccato-a-causa-della-romania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/progetto-vitale-per-la-sicurezza-energetica-delleuropa-centrale-bloccato-a-causa-della-romania","title":{"rendered":"Progetto vitale per la sicurezza energetica dell&#8217;Europa centrale, bloccato a causa della Romania"},"content":{"rendered":"<p>Il Corridoio Verticale del Gas Naturale, un importante progetto strategico per la sicurezza energetica dei paesi dell&#8217;Europa centrale e sud-orientale, sta incontrando, a quasi tre anni dal suo inizio, nonostante il dichiarato sostegno politico e finanziario dell&#8217;Unione Europea e degli Stati Uniti, notevoli ostacoli nella sua realizzazione. Per coloro che non conoscono questo progetto, dobbiamo rispondere alla domanda: cos&#8217;\u00e8 questo Corridoio Verticale? Ebbene, il Corridoio Verticale \u00e8 un sistema integrato di gasdotti che consentirebbe il trasporto di gas naturale dalla Grecia (attraverso i terminali GNL di Alexandroupolis) attraverso la Bulgaria e la Romania fino alla Moldavia, all&#8217;Ucraina, all&#8217;Ungheria e alla Slovacchia. L&#8217;obiettivo di questo progetto di infrastruttura energetica \u00e8 quello di ridurre la dipendenza dell&#8217;Europa dal gas proveniente dalla Federazione Russa, nel contesto delle tensioni geopolitiche acuitesi dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina.   <\/p>\n<p>Alla fine del 2022 \u00e8 stata annunciata la firma di un accordo di cooperazione tra Grecia, Bulgaria, Romania e Ungheria, che ha dato il via all&#8217;iniziativa per la costruzione di un sistema integrato di gasdotti, in seguito denominato Corridoio verticale del gas naturale. In un contesto caratterizzato dalla crisi energetica esacerbata dal conflitto tra Russia e Ucraina e dalla dipendenza di Ungheria e Slovacchia dal gas russo, l&#8217;eliminazione della dipendenza dal gas russo \u00e8 diventata una priorit\u00e0 strategica per l&#8217;Unione Europea. <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/laccordo-commerciale-che-ha-scatenato-lindignazione-degli-agricoltori-europei-viene-applicato-provvisoriamente'>L&#8217;accordo commerciale che ha scatenato l&#8217;indignazione degli agricoltori europei viene applicato provvisoriamente<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/un-mondo-online-piu-sicuro-o-piu-sorvegliato'>Un mondo online pi\u00f9 sicuro o pi\u00f9 sorvegliato?<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/le-elezioni-bulgare-e-la-fine-di-una-crisi-quinquennale'>Le elezioni bulgare e la fine di una crisi quinquennale<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<p>Questo cosiddetto &#8220;Corridoio verticale del gas&#8221; \u00e8 stato progettato per estendersi per oltre 1.000 chilometri, con la capacit\u00e0 di invertire il flusso di gas naturale &#8211; dalle fonti a sud (Grecia) ai punti di consumo a nord (Ungheria, Slovacchia, Moldavia e non ultimo Ucraina). L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di rafforzare la sicurezza energetica dei paesi dell&#8217;Europa centrale e sud-orientale. Oltre alla Grecia, alla Bulgaria, alla Romania e all&#8217;Ungheria, anche la Slovacchia, la Moldavia e l&#8217;Ucraina sono coinvolte nel progetto, finanziato anche dagli Stati Uniti attraverso l&#8217;USAID. Sebbene il progetto sia stato inizialmente accolto con entusiasmo e dichiarazioni ottimistiche da parte dei funzionari, sta incontrando grandi difficolt\u00e0, che assomigliano a una &#8220;leggenda metropolitana&#8221;, a causa delle incertezze geopolitiche e del fatto che l&#8217;Europa beneficia ancora del gas russo a prezzi competitivi fornito attraverso la Turchia e il gasdotto Turkstream.   <\/p>\n<p>Da parte greca, DESFA SA (gestore del sistema nazionale greco del gas) e Gastrade, che trasporta gas naturale liquefatto (LNG) dalla stazione FSRU di Alexandroupoli. Il consorzio ICGB, che gestisce il gasdotto Interconnector Greece-Bulgaria (IGB), riunisce anche, su un piano di parit\u00e0, la societ\u00e0 statale bulgara BEH e l&#8217;operatore statale greco DEPA, in collaborazione con la societ\u00e0 italiana Edison. In Bulgaria, l&#8217;operatore statale Bulgartransgaz \u00e8 responsabile della gestione della rete nazionale, mentre negli altri paesi sono coinvolti gli operatori nazionali di trasporto del gas.  <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-42296 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/gas-flame-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1803\"><\/p>\n<p>Pochi giorni prima della Fiera Internazionale di Salonicco 2024, i rappresentanti degli operatori del Corridoio Verticale si sono incontrati (a Salonicco) per ribadire la necessit\u00e0 di utilizzare al meglio le infrastrutture esistenti e di individuare soluzioni per superare i colli di bottiglia sulla rotta del Corridoio Verticale. Nonostante la dichiarazione congiunta firmata da nove aziende, non viene menzionato il fatto che il test di mercato effettuato a luglio per la Grecia non ha suscitato quasi alcun interesse: i potenziali beneficiari non hanno prenotato capacit\u00e0 per i prossimi 15 anni. I critici di varie regioni sottolineano anche la riluttanza degli importatori di gas, che aggiunge ulteriore incertezza all&#8217;avanzamento del progetto.  <\/p>\n<p>Nonostante questi segnali deludenti, gli operatori ritengono che la realizzazione del Corridoio Verticale rimanga essenziale, descrivendo l&#8217;iniziativa come di grande importanza strategica che supera le fluttuazioni di mercato a breve termine. In questo contesto, gli occhi si stanno rivolgendo alla Commissione Europea, alla quale gli operatori chiedono un finanziamento del 50% attraverso il programma Repower EU per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e realizzare la transizione verde. Alla fine dello scorso anno, in ottobre, gli operatori del gas dei paesi coinvolti nel progetto si sono incontrati a Budapest nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa CESEC per l&#8217;interconnessione energetica nell&#8217;Europa centrale e orientale per discutere i dettagli del finanziamento del Corridoio Verticale.  <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Costi e budget dei lavori del Corridoio verticale<\/strong><\/h3>\n<p>Sebbene l&#8217;importo esatto per la modernizzazione dei sistemi di trasmissione non sia stato annunciato ufficialmente, le stime del costo totale dei lavori si aggirano intorno ai 450 milioni di euro. Allo stesso tempo, in Bulgaria sono stati annunciati investimenti per oltre 300 milioni di euro, il che fa pensare che il budget finale potrebbe essere ancora pi\u00f9 alto. In questo quadro, gli operatori del gas si aspettano che la Commissione Europea dia un contributo significativo al finanziamento, riducendo i costi della transizione energetica.  <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Origini ed evoluzione del progetto<\/strong><\/h3>\n<p>Le prime discussioni sulla creazione del Corridoio verticale del gas naturale sono state avviate gi\u00e0 nel 2014 da tre paesi: Grecia, Bulgaria e Romania. Da allora, l&#8217;iniziativa ha attraversato molti momenti difficili e il gasdotto di interconnessione IGB, lungo 182 km e inaugurato nel 2022, \u00e8 solo un segmento completato del progetto. In questa equazione, il pi\u00f9 forte sostenitore del progetto del Corridoio Verticale \u00e8 la Bulgaria, attraverso l&#8217;operatore statale Bulgartransgaz. Bulgartransgaz vuole che questo percorso sul territorio bulgaro diventi un&#8217;alternativa all&#8217;attuale rotta del gas russo verso l&#8217;Europa occidentale, utilizzando fonti alternative negli Stati Uniti, in Qatar, in Egitto e in altri paesi.   <\/p>\n<p>In seguito all&#8217;accordo raggiunto nell&#8217;autunno del 2023 (dopo l&#8217;incontro di Salonicco di ottobre), gli operatori del gas degli Stati coinvolti nel progetto hanno previsto che nel luglio del 2024 venissero effettuati contemporaneamente dei test di mercato tra le societ\u00e0 di importazione e di commercio del gas per valutare la loro disponibilit\u00e0 a utilizzare le capacit\u00e0 aggiuntive previste. In base ai risultati di questi test, si sarebbe dovuta prendere una decisione sugli investimenti aggiuntivi per ampliare le connessioni. Cos\u00ec, con una mossa contestata, Bulgartransgaz (BTG) ha deciso di procedere con la costruzione senza un test di mercato, investendo circa 600 milioni di BGN (equivalenti a 306 milioni di euro, IVA esclusa) senza aver firmato contratti di fornitura. Bulgartransgaz ha sostenuto che, poich\u00e9 la capacit\u00e0 \u00e8 permanente, non \u00e8 necessaria una prenotazione a lungo termine.   <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il consorzio ICGB, responsabile del gasdotto greco-bulgaro, ha mostrato meno interesse di quanto inizialmente previsto. Una delle spiegazioni \u00e8 che la situazione potrebbe chiarirsi con la messa in funzione della stazione FSRU di Alexandroupoli, ma i problemi tecnici, come le perdite nella conduttura che collega la piattaforma galleggiante alla zona terrestre, ne hanno ritardato l&#8217;operativit\u00e0. <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">La Romania ha bloccato gli investimenti nel Corridoio Verticale<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/h3>\n<p>In Romania, lo studio di mercato, condotto da Transgaz (l&#8217;operatore nazionale del gas), ha dato risultati negativi a causa della mancanza di interesse commerciale per i volumi di gas aggiuntivi, il che ha portato all&#8217;annullamento della procedura di investimento e le future misure che lo Stato rumeno dovr\u00e0 adottare rimangono sconosciute. In Slovacchia, il progetto ha ricevuto attenzione solo quando ha aderito all&#8217;iniziativa all&#8217;inizio del 2024. Tuttavia, gli operatori del gas slovacchi non hanno ancora intrapreso azioni concrete per rafforzare il collegamento con la Romania. In Ungheria, che si affida ancora al gas naturale russo, non ci sono stati segnali di intensa mobilitazione da parte delle autorit\u00e0, mentre la Moldavia e l&#8217;Ucraina hanno aderito al progetto relativamente di recente. Sebbene la Bulgaria abbia manifestato l&#8217;intenzione di iniziare a rifornire questi Paesi (Ucraina, Moldavia, Slovacchia, Ungheria e Ucraina) dopo l&#8217;interruzione del transito del gas russo attraverso l&#8217;Ucraina, questi piani sono rimasti allo stadio di desideri non realizzati. In particolare, la Bulgaria \u00e8 l&#8217;unico paese che sta mettendo in pratica l&#8217;espansione delle infrastrutture e l&#8217;aumento della capacit\u00e0 della rete di trasporto del gas. Sebbene questo richieda grandi investimenti, c&#8217;\u00e8 il rischio che i risultati non vengano ripagati. Gli analisti tracciano un parallelo con una situazione simile relativa al contratto con la societ\u00e0 turca BOTAS, in cui la Bulgaria ha prenotato annualmente una notevole capacit\u00e0 di gas, ma non \u00e8 riuscita a capitalizzare questa opportunit\u00e0, con conseguenti costi elevati senza un effettivo utilizzo. Ma l&#8217;operatore del gas BTG \u00e8 ottimista sul fatto che la situazione cambier\u00e0 quando il gas russo smetter\u00e0 di transitare attraverso l&#8217;Ucraina, e a quel punto il gas naturale sar\u00e0 reindirizzato verso l&#8217;Europa occidentale dalla Grecia e dalla Turchia attraverso le infrastrutture bulgare.        <\/p>\n<p>In Grecia, il progetto di sviluppo di terminali di rigassificazione di GNL (per alimentare il Corridoio Verticale) sta procedendo, anche se a un ritmo pi\u00f9 lento, e le preoccupazioni sulla redditivit\u00e0 persistono. In occasione di una conferenza organizzata da The Economist, Maria Rita Galli (direttore del DESFA) ha sottolineato che la volatilit\u00e0 del mercato, esacerbata dalla presenza del gas russo a basso prezzo nella regione mediterranea, rende difficile prendere impegni a lungo termine per i progetti infrastrutturali. Allo stesso tempo, il progetto Vertical Corridor sembra in grado di aumentare la capacit\u00e0 del gasdotto greco-bulgaro da 3 a 5 miliardi di metri cubi all&#8217;anno e Gastrade, in collaborazione con Bulgartransgaz, ha in programma di sviluppare un secondo terminale galleggiante ad Alexandroupoli.  <\/p>\n<p>In Bulgaria si sta lavorando per aumentare la capacit\u00e0 di trasporto ottimizzando tre segmenti della rete: due punti di ingresso rilevati dalla Grecia (i gasdotti Koulata-Siderokastro e Komotini-Stara Zagora) e un collegamento di uscita al confine con la Romania (area di Kardam-Negru Voda). Il piano pi\u00f9 ambizioso della Bulgaria \u00e8 quello di estendere il gasdotto alla Romania, con l&#8217;obiettivo di raddoppiare la capacit\u00e0 a 10 miliardi di metri cubi all&#8217;anno, un progetto che coinvolge partner americani e austriaci. Tuttavia, anche in questo caso, l&#8217;interesse nei test di mercato per l&#8217;espansione della capacit\u00e0 \u00e8 stato sorprendentemente basso, in un contesto di mercato imprevedibile e di prezzi competitivi per il gas fornito dalla Turchia. Inoltre, la Bulgaria sta pianificando un aumento del 50% della capacit\u00e0 di importazione di gas dalla Grecia a partire da gennaio 2026, che porterebbe la capacit\u00e0 annuale a 8 miliardi di metri cubi.   <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Linee guida e prospettive strategiche della Commissione Europea<\/strong><\/h3>\n<p>Secondo le ultime discussioni e riunioni, la Commissione Europea e i Paesi che partecipano al progetto del Corridoio Verticale stanno cercando di individuare soluzioni sostenibili per la ripresa del progetto, con l&#8217;obiettivo di portare a termine l&#8217;iniziativa entro il 2030, in un momento in cui la strategia europea si concentra sulla riduzione della dipendenza dal gas russo entro il 2027. Se il progetto verr\u00e0 realizzato, la Grecia potrebbe diventare un vero e proprio punto di riferimento energetico, garantendo la trasmissione del gas all&#8217;Ucraina, all&#8217;Ungheria e alla Slovacchia, in particolare attraverso il terminale GNL di Alexandroupoli. In questo modo, il Corridoio Verticale aprirebbe l&#8217;accesso a nuovi mercati e stimolerebbe la crescita economica e lo sviluppo di prospettive geopolitiche di ampio respiro.  <\/p>\n<p>A tre anni dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia e dall&#8217;interruzione dei flussi attraverso il territorio ucraino, la Commissione Europea rimane convinta dell&#8217;importanza del progetto, insistendo sul fatto che le soluzioni dovrebbero basarsi sull&#8217;utilizzo delle infrastrutture esistenti e sui programmi di sviluppo a lungo termine, che attualmente consentono il transito di circa 10 miliardi di metri cubi di gas, che potrebbero essere ampliati a 20-25 miliardi di metri cubi all&#8217;anno in condizioni ottimali. Tuttavia, un ostacolo importante \u00e8 rappresentato dall&#8217;elevato livello di tasse di transito applicate dalla Romania e dalla Repubblica di Moldova, che aumenta significativamente i costi di transito e rende l&#8217;intero progetto economicamente impraticabile. Inoltre, le discussioni hanno incluso anche la possibilit\u00e0 di estendere il gasdotto di interconnessione dalla Grecia alla Bulgaria da 3 a 5 miliardi di metri cubi e l&#8217;ICGB \u00e8 alla ricerca di partner di investimento per garantire un finanziamento sostenibile. Questo aumento di capacit\u00e0 aiuterebbe anche a diversificare le fonti di approvvigionamento, includendo ulteriore GNL dai terminali greci e dalle risorse del Caspio, il tutto in un contesto globale di instabilit\u00e0 geopolitica. A livello amministrativo, gli sforzi di Bruxelles si concentrano su una serie di interventi volti a rendere operativo il corridoio, in particolare armonizzando le tariffe tra i vari Paesi, in modo che le attuali differenze (pi\u00f9 evidenti nel caso di Romania e Moldavia) non ostacolino il progetto. La Commissione Europea ha ribadito la sua intenzione di proseguire con l&#8217;implementazione del &#8220;Corridoio Verticale&#8221;, limitandosi all&#8217;utilizzo delle infrastrutture del gas gi\u00e0 esistenti e all&#8217;integrazione di altre strutture che emergeranno nel quadro dei programmi di sviluppo decennali.     <\/p>\n<p>In conclusione, il progetto mira a creare un percorso alternativo per il trasporto del gas dalla Grecia attraverso la Bulgaria e la Romania verso Moldavia, Ucraina, Ungheria e Slovacchia. Tuttavia, le tariffe di transito imposte da Romania e Moldavia, gli alti costi di trasporto da sud a nord e gli ingenti investimenti necessari per espandere l&#8217;infrastruttura sono i principali ostacoli al successo del progetto. L&#8217;iniziativa riunisce gli operatori del gas di sette paesi &#8211; DESFA e Gastrade dalla Grecia, Bulgartransgaz e ICGB dalla Bulgaria, Transgaz dalla Romania, FGSZ dall&#8217;Ungheria, Eustream dalla Slovacchia, VMTG dalla Moldavia e GTSOU dall&#8217;Ucraina &#8211; con l&#8217;obiettivo a lungo termine di trasformare il traffico di gas in 25 miliardi di metri cubi di gas all&#8217;anno, anche se attualmente ne vengono trasportati solo 10 miliardi di metri cubi a costi considerevoli. In definitiva, la Romania si sta rivelando sia un collegamento cruciale che un ostacolo nella realizzazione del Corridoio Verticale, a causa delle elevate tariffe di transito imposte, che aumentano i costi e ritardano l&#8217;avanzamento del progetto. Questa situazione si ripercuote sull&#8217;intero percorso, che si dirama ulteriormente: da un lato verso l&#8217;Ungheria e la Slovacchia, dall&#8217;altro verso la Moldavia e l&#8217;Ucraina.    <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Corridoio Verticale del Gas Naturale, un importante progetto strategico per la sicurezza energetica dei paesi dell&#8217;Europa centrale e sud-orientale, sta incontrando, a quasi tre anni dal suo inizio, nonostante il dichiarato sostegno politico e finanziario dell&#8217;Unione Europea e degli Stati Uniti, notevoli ostacoli nella sua realizzazione. 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