{"id":44195,"date":"2025-07-29T22:03:48","date_gmt":"2025-07-29T22:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/accordo-economico-usa-ue-compromesso-o-concessione"},"modified":"2025-07-29T22:03:48","modified_gmt":"2025-07-29T22:03:48","slug":"accordo-economico-usa-ue-compromesso-o-concessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/accordo-economico-usa-ue-compromesso-o-concessione","title":{"rendered":"Accordo economico USA-UE: Compromesso o concessione?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti insieme hanno un mercato di oltre 800 milioni di cittadini e rappresentano quasi il 44% del PIL mondiale. Il recente accordo commerciale UE-USA \u00e8 forse il pi\u00f9 grande accordo commerciale mai concluso a livello globale. Dietro le dichiarazioni di vari politici che considerano il recente accordo commerciale un grande successo, c&#8217;\u00e8 una realt\u00e0 difficile da digerire. La realt\u00e0 \u00e8 che i paesi dell&#8217;Unione Europea, e di fatto l&#8217;intero continente europeo, hanno perso economicamente la battaglia con gli Stati Uniti. Inoltre, oltre alle concessioni tariffarie, l&#8217;UE ha accettato anche concessioni sulla politica climatica. Come mai, ti chiederai? Ebbene, con questo accordo l&#8217;UE si \u00e8 impegnata a diventare un acquirente garantito dei costosi combustibili fossili prodotti dagli Stati Uniti (un petro-gasostato) che se ne infischia di intervenire su quella che possiamo definire la pi\u00f9 grande sfida dell&#8217;umanit\u00e0: il disastro climatico globale che, come si pu\u00f2 vedere, sta creando grandi problemi in tutto il mondo attraverso migliaia di disastri naturali causati principalmente dal riscaldamento globale. D&#8217;altra parte, l&#8217;UE, che sta sviluppando una relazione commerciale sempre pi\u00f9 antagonista con la Cina (una delle maggiori potenze economiche del mondo), ha accettato, con l&#8217;accordo firmato, di essere ridotta allo status di pagatore di una tariffa protettiva nei confronti degli Stati Uniti. Se guardiamo realisticamente, la societ\u00e0 europea prima o poi pagher\u00e0 il costo di questo accordo.        <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Donald Trump, vittoria miliare nella guerra dei dazi<\/strong><\/h3>\n<p>Gli analisti economici ritengono che con l&#8217;accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, recentemente concluso, il presidente Donald Trump abbia ottenuto un&#8217;importante vittoria sulla bilancia commerciale transatlantica. A partire dal 1\u00b0 agosto, l&#8217;UE permetter\u00e0 alla maggior parte delle merci statunitensi di entrare nel mercato europeo senza dazi, mentre le esportazioni di merci europee verso il mercato statunitense saranno tassate al 15%. L&#8217;UE si impegna inoltre ad acquistare energia statunitense per un valore di 750 miliardi di dollari (250 miliardi all&#8217;anno) e a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi tre anni. Per quanto riguarda l&#8217;industria degli armamenti, si tratta di una triste notizia per Francia e Germania, che speravano, grazie alle crescenti risorse finanziarie destinate alla difesa, di poter attingere alle proprie industrie per la produzione di armi. L&#8217;UE acquister\u00e0 tecnologia militare prodotta negli Stati Uniti, creando disagi alle economie dei due Paesi. D&#8217;altra parte, la sovranit\u00e0 energetica dell&#8217;UE tende a essere minata dalle politiche del programma Green Deal e dalla sostituzione del gas e del petrolio russi con gas e petrolio liquefatti molto pi\u00f9 costosi provenienti dagli Stati Uniti. Nel caso del trasporto di questi prodotti attraverso l&#8217;Atlantico, non ha senso interrogarsi sull&#8217;inquinamento creato dalle navi che porteranno questi prodotti in Europa.      <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-soluzione-sbagliata'>La soluzione sbagliata<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/pedro-il-grande-tra-autonomia-e-teatro'>Pedro, il Grande? 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Per i semiconduttori americani, i dazi doganali saranno pari a zero, i CIP prodotti negli Stati Uniti per le giga-fabbriche di intelligenza artificiale non saranno soggetti a tassazione, il che render\u00e0 i produttori europei meno competitivi rispetto alle aziende americane e l&#8217;Europa precipiter\u00e0 in una dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Un altro settore economico che verr\u00e0 colpito duramente \u00e8 quello automobilistico. Le auto prodotte in Europa saranno pi\u00f9 costose del 15% negli Stati Uniti, il che sicuramente affosser\u00e0 il settore automobilistico europeo. La tassa del 50% che gli americani imporranno sui prodotti in acciaio e alluminio strangoler\u00e0 l&#8217;intero settore metallurgico europeo e per quanto riguarda l&#8217;industria farmaceutica, nessuno \u00e8 in grado di dire esattamente quale sar\u00e0 l&#8217;impatto economico. La triste realt\u00e0 \u00e8 che il commercio UE-USA eliminer\u00e0 molte aziende europee e approfondir\u00e0 la dipendenza dagli interessi aziendali nordamericani, mentre l&#8217;intera industria europea viene strategicamente smantellata.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Prima delle nuove misure economiche annunciate all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, la tariffa media sui beni europei importati negli Stati Uniti era solo dell&#8217;1,47%, mentre la media europea sui prodotti statunitensi era dell&#8217;1,35%. L&#8217;accordo tra USA e UE rappresenta quindi una soluzione di compromesso in un momento di tensione nelle relazioni economiche transatlantiche. Anche se l&#8217;aver evitato le tariffe del 30% \u00e8 considerata una vittoria fondamentale, l&#8217;impatto a lungo termine sulle economie europee, in particolare sulle industrie orientate all&#8217;esportazione, \u00e8 ancora da valutare. Ursula von der Leyen ha sottolineato che &#8220;l&#8217;accordo offre stabilit\u00e0 in un momento di incertezza&#8221;, ma resta da vedere in che misura sar\u00e0 percepito come equo da tutti gli Stati membri dell&#8217;UE.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Avviso agli Stati Uniti: nessun rinvio dopo il 1\u00b0 agosto<\/strong><\/h3>\n<p>Il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick ha annunciato, pochi giorni prima della firma dell&#8217;accordo tra Stati Uniti e Unione Europea, che la sospensione dei dazi messa in atto dall&#8217;amministrazione guidata da Donald Trump non sar\u00e0 estesa oltre il 1\u00b0 agosto. L&#8217;annuncio \u00e8 stato fatto prima dei negoziati transatlantici tra Stati Uniti e Unione Europea in Scozia. Se tali negoziati non avessero portato a un accordo, Washington avrebbe pensato di imporre tariffe del 30% sui beni europei importati negli Stati Uniti. La politica commerciale del Presidente Trump (da quando \u00e8 entrato in carica per il suo secondo mandato a gennaio) pu\u00f2 essere definita dall&#8217;uso delle tariffe come principale strumento di leva negoziale e l&#8217;avvicinarsi della scadenza del 1\u00b0 agosto ha portato i negoziati a un punto cruciale. In questo contesto, il Presidente degli Stati Uniti e il Presidente della Commissione Europea hanno discusso della riduzione dei dazi e della prevenzione di un&#8217;escalation commerciale nel golf resort di propriet\u00e0 di Donald Trump a Turnberry, in Scozia. A seguito di questi colloqui, il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato che le due parti (Stati Uniti e Unione Europea) hanno raggiunto un accordo provvisorio in base al quale la tariffa sui beni europei importati negli Stati Uniti sar\u00e0 del 15% invece del 30% annunciato in precedenza. Donald Trump ha definito l&#8217;accordo &#8220;reciprocamente vantaggioso&#8221;, mentre Ursula von der Leyen ha affermato che rappresenta &#8220;il miglior risultato possibile&#8221; date le circostanze.      <\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Le reazioni dei leader dell&#8217;UE: dall&#8217;acquiescenza all&#8217;indignazione<\/strong><\/h3>\n<p>Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accolto l&#8217;accordo come un modo per evitare un conflitto commerciale, ma ha espresso preoccupazione per l&#8217;impatto sull&#8217;industria automobilistica. Il taglio delle tariffe dal 27,5% al 15% fornisce la necessaria chiarezza, ma i costi rimangono elevati. I margini di profitto potrebbero aumentare di circa il 10%, mentre i risultati operativi dovrebbero diminuire tra il 10% e il 15% rispetto all&#8217;anno precedente. In Francia, gli esponenti dell&#8217;opposizione sono stati molto critici dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea: Marine Le Pen ha descritto l&#8217;accordo come una &#8220;capitolazione&#8221; politica ed economica e Jean-Luc M\u00e9lenchon ha accusato l&#8217;accordo di cedere la sovranit\u00e0 francese. Il deputato socialista Pierre Jouvet ha paragonato l&#8217;accordo a un atto di &#8220;vasalizzazione&#8221; economica. La prevenzione di una guerra commerciale \u00e8 stata accolta con favore, ma si attendono ulteriori chiarimenti prima di esprimere un giudizio definitivo.     <\/p>\n<p>Da un punto di vista politico-economico, (in base alla quota di esportazioni nazionali verso gli USA prevista da Eurostat per il 2023) i paesi dell&#8217;UE pi\u00f9 esposti alle esportazioni verso gli USA sono Irlanda, Finlandia, Italia e Germania. Francia e Spagna hanno quote molto pi\u00f9 basse (inferiori al 5%) e i Paesi Bassi ~4,7%. L&#8217;Irlanda, con circa il 26,6%, \u00e8 di gran lunga la pi\u00f9 dipendente, in quanto le esportazioni di prodotti farmaceutici e tecnologici sono le pi\u00f9 esposte alle nuove tariffe.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-42195 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.theconservative.online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/money-and-clock-.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1280\"><\/p>\n<p>I settori pi\u00f9 colpiti sono principalmente quello automobilistico e dei trasporti, delle apparecchiature elettroniche e industriali, dei prodotti chimici e farmaceutici. Aziende come Volkswagen, Porsche, BMW e Mercedes hanno subito costi enormi a causa di tariffe fino al 27,5%. La riduzione al 15% ha un impatto relativamente positivo ma comunque significativo. Porsche ha registrato costi per 1,4 miliardi di dollari solo nel trimestre precedente, GM e Stellantis rispettivamente per 1,1 e 0,35 miliardi di dollari. Sebbene le esportazioni farmaceutiche siano consistenti (22-23% delle esportazioni totali dell&#8217;UE verso gli Stati Uniti), sembrano essere escluse da alcune clausole tariffarie. Tuttavia, l&#8217;industria chimica critica il livello tariffario del 15% come eccessivo. La Francia e la Spagna hanno un&#8217;esposizione relativamente modesta verso gli Stati Uniti e le multinazionali di livello globale rendono la tariffa del 15% sopportabile in questi due Paesi. Va ricordato che il settore dei servizi sta compensando alcune delle perdite, in quanto il deficit di servizi dell&#8217;UE con gli Stati Uniti nel 2023 era di circa 109 miliardi di euro. In termini di impatto macroeconomico, in Europa la crescita del PIL potrebbe diminuire di circa lo 0,3-0,4%, ma la Germania controbilancia con stimoli fiscali e industriali. Allo stesso tempo, le banche centrali (BCE) hanno mantenuto invariati i tassi di interesse a causa delle incertezze tariffarie e hanno rimandato eventuali tagli dei tassi di interesse all&#8217;autunno. Sulla sponda occidentale dell&#8217;Atlantico, le esportazioni statunitensi verso l&#8217;UE sarebbero diminuite tra l&#8217;8% e il 66% in assenza del recente accordo. Rispetto a un modesto calo dello 0,6-1,1% per le esportazioni europee verso gli Stati Uniti, l&#8217;impatto complessivo sarebbe stato pi\u00f9 grave per l&#8217;economia statunitense.           <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>In conclusione possiamo dire che l&#8217;UE ha accettato di firmare un accordo di compromesso. La tariffa del 15% sui beni dell&#8217;UE rappresenta una riduzione della minaccia iniziale (del 30%), ma comporta comunque costi significativi in particolare per i settori automobilistico, chimico e metallurgico. Se guardiamo alla bilancia commerciale, vediamo un sostanziale deficit degli Stati Uniti nei confronti dell&#8217;UE nel 2024 (circa 236 miliardi di dollari), con l&#8217;UE che esporta valori significativi in prodotti farmaceutici, automobili, macchinari ed elettronica.  <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti insieme hanno un mercato di oltre 800 milioni di cittadini e rappresentano quasi il 44% del PIL mondiale. Il recente accordo commerciale UE-USA \u00e8 forse il pi\u00f9 grande accordo commerciale mai concluso a livello globale. 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