{"id":51375,"date":"2026-02-26T20:21:46","date_gmt":"2026-02-26T20:21:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/perche-i-nazionalisti-dovrebbero-sostenere-la-globalizzazione"},"modified":"2026-02-26T20:21:46","modified_gmt":"2026-02-26T20:21:46","slug":"perche-i-nazionalisti-dovrebbero-sostenere-la-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/perche-i-nazionalisti-dovrebbero-sostenere-la-globalizzazione","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i nazionalisti dovrebbero sostenere la globalizzazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Il libero scambio non \u00e8 solo auspicabile perch\u00e9 aumenta il prodotto totale della societ\u00e0 consentendo la divisione del lavoro tra individui e paesi. \u00c8 anche moralmente auspicabile perch\u00e9 permette agli individui di perseguire i loro interessi comuni senza dover condividere i valori dell&#8217;altro. Le loro interazioni sono ridotte al minimo indispensabile per il reciproco vantaggio. In questo modo si evitano potenziali conflitti, sia tra gruppi che tra paesi. L&#8217;usuraio di Shakespeare, Shylock, comprava con i gentili, vendeva con loro, parlava con loro e camminava con loro. Ma si rifiutava di mangiare con loro, di bere con loro o di pregare con loro. Il commercio non comporta solo la riduzione al minimo dei conflitti; esercita anche un&#8217;influenza civilizzatrice, perch\u00e9 si inizia a vedere lo straniero come un potenziale cliente piuttosto che come un nemico. Questo \u00e8 il motivo per cui l&#8217;attivista ottocentesco Richard Cobden defin\u00ec il libero commercio &#8220;la diplomazia di Dio&#8221;.       <\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Nazionalismo: Aggressivo o pacifico<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La globalizzazione \u00e8 semplicemente l&#8217;estensione del libero scambio a quasi tutti i paesi del mondo. A prima vista, globalizzazione e nazionalismo sembrano opposti. Ma dobbiamo distinguere tra il nazionalismo aggressivo e acquisitivo e quello pacifico e generoso. La distinzione \u00e8 illustrata dalla disputa dello Schleswig tra la Confederazione Tedesca e la Danimarca nel XIX secolo. La parte settentrionale dello Schleswig parlava danese e si identificava come danesi. La parte meridionale parlava tedesco e si identificava come tedeschi. I nazionalisti tedeschi volevano unire l&#8217;intero Schleswig alla Germania, creando cos\u00ec una minoranza di lingua danese. I nazionalisti danesi volevano unire l&#8217;intero Schleswig alla Danimarca, creando cos\u00ec una minoranza di lingua tedesca. Entrambi i gruppi erano aggressivi e acquisitivi e cercavano di imporre la loro volont\u00e0 ai sudditi riluttanti. Una terza posizione fu assunta dal pastore e poeta danese N.F.S. Grundtvig. Era un nazionalista liberale che riteneva che il confine dovesse essere tracciato in modo che i danesi finissero in Danimarca e i tedeschi in Germania, dividendo cos\u00ec lo Schleswig secondo la volont\u00e0 degli abitanti. Il nazionalismo di Grundtvig si basava sulla scelta: chi sceglieva di formare uno stato-nazione e di avere a cuore la propria identit\u00e0 condivisa doveva poterlo fare. Ma allo stesso tempo devono rispettare le altre nazioni e le altre culture.            <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/david-oddsson-in-memoriam'>Dav\u00edd Oddsson: in memoriam<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/the-epstein-files-andrew-e-lislanda-la-vera-storia'>The Epstein Files, Andrew e l&#8217;Islanda: La vera storia<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/argomenti-a-favore-e-contro-lislanda-nellue'>Argomenti a favore e contro l&#8217;Islanda nell&#8217;UE<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Piccoli Stati con economie aperte<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alcuni potrebbero obiettare che i piccoli Stati non sono realizzabili. Ma nel XX secolo si \u00e8 assistito a una proliferazione di Stati indipendenti, passati da meno di 50 in tutto il mondo alla fine della Seconda Guerra Mondiale ai circa 200 attuali. Consideriamo due esempi. Fino al 1918 l&#8217;Islanda era una dipendenza danese e molti danesi illuminati e ben intenzionati erano scettici riguardo all&#8217;indipendenza islandese. Rispetto a molti altri Paesi, per\u00f2, l&#8217;Islanda se l&#8217;\u00e8 cavata piuttosto bene. \u00c8 un paese prospero e civilizzato. Le Mauritius sono state una colonia britannica fino al 1968 e due premi Nobel ne avevano previsto un futuro infausto: l&#8217;economista James Meade, in un rapporto del 1961 per il governo britannico, e lo scrittore V.S. Naipaul, in un diario di viaggio. Ma gli abitanti di Mauritius hanno dimostrato che i due profeti si sbagliavano. Mantengono l&#8217;economia pi\u00f9 libera dell&#8217;Africa e hanno fatto grandi progressi. In effetti, i piccoli Stati tendono a fare meglio di quelli medi e grandi, soprattutto perch\u00e9 devono mantenere un&#8217;economia aperta.         <\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Mercati pi\u00f9 grandi, Stati pi\u00f9 piccoli<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qui sta la risposta alla domanda che ci siamo posti: perch\u00e9 globalizzazione e nazionalismo non sono opposti. Perch\u00e9 la globalizzazione permette ai piccoli Stati di trarre vantaggio dalla divisione internazionale del lavoro. Hanno accesso ai mercati internazionali, possono concentrarsi su ci\u00f2 che sanno fare meglio e non devono essere, a caro prezzo, autosufficienti in tutto. Quindi, forse paradossalmente, l&#8217;integrazione economica favorisce la disintegrazione politica, se con questa intendiamo la proliferazione di Stati indipendenti. Poich\u00e9 le loro economie sono aperte, i piccoli Stati diventano unit\u00e0 realizzabili. Il loro unico vero problema \u00e8 la sicurezza, ma probabilmente possono risolverlo attraverso alleanze militari. La conclusione \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 alcuna contraddizione nel sostenere il libero commercio e lo Stato nazionale. Al contrario: pi\u00f9 grande \u00e8 il mercato, pi\u00f9 piccolo pu\u00f2 essere lo Stato.       <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libero scambio non \u00e8 solo auspicabile perch\u00e9 aumenta il prodotto totale della societ\u00e0 consentendo la divisione del lavoro tra individui e paesi. \u00c8 anche moralmente auspicabile perch\u00e9 permette agli individui di perseguire i loro interessi comuni senza dover condividere i valori dell&#8217;altro. Le loro interazioni sono ridotte al minimo indispensabile per il reciproco vantaggio. 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