{"id":54200,"date":"2026-04-19T07:00:09","date_gmt":"2026-04-19T07:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/la-tradizione-danese-della-liberta"},"modified":"2026-04-19T07:00:09","modified_gmt":"2026-04-19T07:00:09","slug":"la-tradizione-danese-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-tradizione-danese-della-liberta","title":{"rendered":"La tradizione danese della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">In una diatriba del 1694 contro i danesi, il Whig inglese Thomas Molesworth, che era stato per breve tempo ambasciatore britannico in Danimarca, lod\u00f2 comunque i suoi ex ospiti per un aspetto: la loro legge era giusta, breve e chiara. In effetti, uno dei fattori alla base del successo dei Paesi nordici \u00e8 una forte tradizione giuridica. In Danimarca, essa \u00e8 stata articolata gi\u00e0 nel 1241, quando il re Valdemar II (raffigurato sopra) proclam\u00f2 la <em>Legge dello Jutland<\/em>, il cui preambolo inizia cos\u00ec: &#8220;Con la legge si costruisce la terra&#8221;. Secondo il preambolo, il re d\u00e0 la legge, ma solo se la terra la accetta; la legge deve essere basata sulle consuetudini e il re non pu\u00f2 cambiarla senza il consenso popolare. Questi principi, che possono essere fatti risalire all&#8217;autogoverno delle trib\u00f9 germaniche, furono riaffermati nella prima carta reale nordica, emessa nel 1282 (67 anni dopo la <em>Magna Carta<\/em> inglese). Anche durante l&#8217;assolutismo in Danimarca, dal 1660 al 1848, ci si aspettava che il re si ponesse al di sopra degli interessi particolari, che ascoltasse i suoi sudditi e che risolvesse i loro conflitti come un giudice, non come un generale: questa doveva essere una &#8220;monarchia guidata dalle opinioni&#8221;.     <\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Perso fuori, riconquistato dentro<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La tradizione giuridica danese limitava in qualche modo i re, anche se lo stato si impegn\u00f2 a lungo in futili avventure militari e in un mercantilismo controproducente. Alla fine del XVIII secolo, i riformatori pi\u00f9 cauti conquistarono il potere. Furono influenzati da Adam Smith, la cui <em>Ricchezza delle Nazioni<\/em> apparve in danese gi\u00e0 nel 1779-1780. Il commercio monopolistico con l&#8217;Islanda e la Norvegia settentrionale fu abolito nel 1787 e la servit\u00f9 della gleba nel 1788. Grazie a vaste riforme agricole, la maggior parte dei contadini danesi divenne proprietaria-occupante. Paradossalmente, ci\u00f2 che probabilmente contribu\u00ec maggiormente alla trasformazione della Danimarca nell&#8217;odierna societ\u00e0 libera e coesa fu la perdita della Norvegia nel 1814 e dello Schleswig nel 1864. I danesi abbandonarono i sogni di conquiste militari, seguendo invece il consiglio del poeta Hans Peter Holst: &#8216;Ci\u00f2 che \u00e8 perso fuori, deve essere riconquistato dentro&#8217;. L&#8217;agricoltura e l&#8217;industria prosperarono. I contadini indipendenti coltivavano la loro terra e cooperavano liberamente in collettivi di agricoltori. Alla fine del XIX secolo, la Danimarca fu uno dei pochi Paesi europei a mantenere il libero commercio.        <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/laccordo-ue-australia-tra-commercio-sicurezza-e-materie-prime'>L\u2019accordo UE-Australia tra commercio, sicurezza e materie prime<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/lunione-europea-di-fronte-alla-crisi-iraniana-e-al-nuovo-disordine-globale-strategia-limiti-e-impatti-economici'>L\u2019Unione Europea di fronte alla crisi iraniana e al nuovo disordine globale: strategia, limiti e impatti economici<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-strategia-industriale-europea-e-la-preferenza-per-il-made-in-europe'>La strategia industriale europea e la preferenza per il \u201cMade in Europe\u201d<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Grundtvig: Libert\u00e0 e sovranit\u00e0 nazionale<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il pi\u00f9 eloquente rappresentante del rinnovamento nazionale danese nel diciannovesimo secolo fu il poeta Nikolai F. S. Grundtvig. Ispirato da quello che considerava l&#8217;eroico passato nordico e dalla pratica politica inglese contemporanea, era un convinto sostenitore della propriet\u00e0 privata, del libero commercio e della sovranit\u00e0 nazionale. Delegato all&#8217;Assemblea Costituente danese nel 1848-1849, sostenne che i danesi avrebbero dovuto tornare alla loro antica tradizione giuridica, espressa nel preambolo della <em>Legge dello Jutland<\/em>, piuttosto che importare le idee dei rivoluzionari francesi. La monarchia guidata dalle opinioni dovrebbe essere sostituita da una democrazia guidata dalle opinioni che richiede la libert\u00e0 di espressione, libert\u00e0 sia per Loki che per Thor. (Sebbene Grundtvig fosse un nazionalista, rifiutava tutti i tentativi di una nazione di sottomettere le altre. Per questo motivo, sosteneva che i danesi, nelle loro dispute con i tedeschi per lo Schleswig, avrebbero dovuto rivendicare solo quella parte di esso che voleva diventare parte della Danimarca. Sebbene Grundtvig fosse uno dei pochi danesi dell&#8217;epoca a sostenere questa posizione, essa fu messa ai voti in un plebiscito del 1920, al termine del quale lo Schleswig fu diviso tra Danimarca e Germania secondo i desideri della popolazione.       <\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\">Danimarca ed Estonia: Un contrasto illuminante<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Danimarca pu\u00f2 essere messa a confronto con l&#8217;Estonia. Sebbene le dimensioni (Danimarca: 43.000 km\u00b2; Estonia: 45.000 km\u00b2), le dotazioni naturali (terreni pianeggianti adatti alla produzione di cereali e all&#8217;allevamento) e i climi siano simili, i sei milioni di danesi sono molto pi\u00f9 prosperi degli 1,3 milioni di estoni. Il motivo non \u00e8 che gli estoni siano inferiori. \u00c8 che per la maggior parte della loro storia sono stati oppressi dagli stranieri, come l&#8217;Ordine Teutonico tedesco e lo zar russo. Solo nel 1918 hanno potuto formare uno stato indipendente. Il contrasto tra i due paesi illustra l&#8217;importanza della sovranit\u00e0 nazionale e della tradizione di libert\u00e0 legale, di cui i danesi hanno goduto a lungo e di cui gli estoni stanno iniziando a godere.     <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una diatriba del 1694 contro i danesi, il Whig inglese Thomas Molesworth, che era stato per breve tempo ambasciatore britannico in Danimarca, lod\u00f2 comunque i suoi ex ospiti per un aspetto: la loro legge era giusta, breve e chiara. 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