{"id":54217,"date":"2026-04-19T07:08:48","date_gmt":"2026-04-19T07:08:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/leuropa-post-orban-e-lultima-donna-rimasta-in-piedi"},"modified":"2026-04-19T07:08:48","modified_gmt":"2026-04-19T07:08:48","slug":"leuropa-post-orban-e-lultima-donna-rimasta-in-piedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/leuropa-post-orban-e-lultima-donna-rimasta-in-piedi","title":{"rendered":"L&#8217;Europa post-Orb\u00e1n e l&#8217;ultima donna rimasta in piedi"},"content":{"rendered":"<p>La sconfitta elettorale di Viktor Orb\u00e1n di domenica 12 aprile non rappresenta semplicemente la fine di un&#8217;era politica in Ungheria. Probabilmente segna la fine di uno dei due principali modelli di conservatorismo &#8211; e di quella che potremmo definire politica del buon senso &#8211; che hanno convissuto in Europa negli ultimi quindici anni. <\/p>\n<p>In questo periodo, il conservatorismo europeo non \u00e8 stato monolitico. Si \u00e8 strutturato attorno a due modi distinti di intendere il potere, la sovranit\u00e0 e l&#8217;allineamento all&#8217;ordine internazionale. Questi due modelli condividevano una serie di intuizioni fondamentali &#8211; una critica all&#8217;eccesso di progresso, una difesa della nazione e della famiglia, una preoccupazione per la continuit\u00e0 culturale &#8211; ma divergevano in modo significativo per quanto riguarda le prospettive strategiche, le alleanze e le ambizioni di trasformazione.  <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/ungheria-orbanismo-senza-orban'>Ungheria: Orb\u00e1nismo senza Orb\u00e1n?<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/italia-e-algeria-evoluzione-di-un-partenariato-strategico-tra-energia-cooperazione-e-geopolitica'>Italia e Algeria: evoluzione di un partenariato strategico tra energia, cooperazione e geopolitica<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-lotta-contro-limmigrazione-clandestina-ha-appena-preso-una-nuova-piega-molto-piu-decisiva'>La lotta contro l&#8217;immigrazione clandestina ha appena preso una nuova piega, molto pi\u00f9 decisiva<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<p>Il primo modello, pi\u00f9 sviluppato sia per portata che per durata, \u00e8 stato incarnato da Orb\u00e1n. \u00c8 fondamentale che questo modello non sia statico. Orb\u00e1n stesso rappresenta un&#8217;evoluzione: da riformatore liberale piuttosto classico all&#8217;inizio della sua carriera, \u00e8 diventato l&#8217;architetto di un sistema politico che si presenta come un&#8217;alternativa al consenso occidentale dominante, coniando, definendo ed eseguendo il modello di democrazia illiberale che \u00e8 diventato il modello per i populisti nazionali ovunque. Il suo approccio \u00e8 caratterizzato da una forte componente identitaria, che pone la nazione, la cultura e la demografia al centro dell&#8217;azione politica. Negli ultimi dieci anni, soprattutto dopo la fine delle restrizioni di Covid-19, Budapest \u00e8 stata il cuore pulsante del movimento conservatore europeo, un luogo di pellegrinaggio per i conservatori di tutta Europa e non solo. L&#8217;epicentro di un movimento &#8211; un fenomeno, in realt\u00e0 &#8211; con radici profonde, formato da un ecosistema di potenti think tank e istituzioni che hanno alimentato e protetto il progetto orbaniano.     <\/p>\n<p>Oltre a questo complesso costrutto ideologico, Orb\u00e1n ha anche mostrato una forma distintiva di pragmatismo geopolitico. La sua apertura nei confronti di attori come la Russia, in particolare per quanto riguarda l&#8217;energia e la guerra in Ucraina, e la Cina, in particolare per quanto riguarda gli investimenti esteri, non riflette un mero opportunismo, ma una lettura pi\u00f9 ampia del mondo come sempre pi\u00f9 multipolare. In questo quadro, l&#8217;Ungheria ha cercato di massimizzare la propria autonomia strategica nei confronti di Bruxelles o di una Casa Bianca a volte ostile. Il conservatorismo di Orb\u00e1n, quindi, non era solo culturale o domestico; era anche geopolitico, volto a riposizionare il suo paese e, simbolicamente, l&#8217;Europa centrale all&#8217;interno di un ordine globale in evoluzione. Questa era la logica dell&#8217;affascinante <a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/article\/connectivity-a-hungarian-globalisation-strategy\/\">strategia ungherese della connettivit\u00e0<\/a>, sviluppata dal principale consigliere politico del Primo Ministro Orb\u00e1n, Bal\u00e1zs Orb\u00e1n.    <\/p>\n<p>Si distingue da questo il modello rappresentato da Giorgia Meloni. Anch&#8217;essa conservatrice, anch&#8217;essa critica nei confronti di elementi del consenso europeo, ma fondamentalmente diversa nell&#8217;orientamento. La Meloni incarna una forma di conservatorismo meno orientata alla rottura e pi\u00f9 riformista, che non cerca di ridefinire il sistema dall&#8217;esterno, ma di influenzarlo dall&#8217;interno.  <\/p>\n<p>In questo senso, il suo approccio \u00e8 pi\u00f9 europeo che civile. Laddove Orb\u00e1n ha coltivato una narrazione di tensione strutturale con Bruxelles, la Meloni ha perseguito una strategia di integrazione e negoziazione. E ancora di pi\u00f9, una strategia di leadership. In molti settori in cui l&#8217;UE mancava di una visione, Roma ne ha fornita una che \u00e8 stata poi seguita da Bruxelles, e la politica migratoria ne \u00e8 forse l&#8217;esempio migliore. L&#8217;approccio dell&#8217;UE alla migrazione si sta allineando sempre pi\u00f9 al &#8220;Piano Mattei per l&#8217;Africa&#8221; del Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, che si concentra su partenariati &#8220;uguali per tutti&#8221; per arginare la migrazione alla fonte. In altre parole, laddove il modello ungherese elevava la sovranit\u00e0 anche a costo di scontrarsi, il modello italiano la bilancia con la stabilit\u00e0 istituzionale e la credibilit\u00e0 all&#8217;interno del quadro europeo.     <\/p>\n<p>Questa divergenza \u00e8 particolarmente evidente in politica estera. La Meloni \u00e8 saldamente ancorata all&#8217;Alleanza Atlantica, mantenendo un allineamento coerente con gli Stati Uniti indipendentemente da chi governa a Washington. O, quanto meno, un&#8217;entente cordiale con la Casa Bianca, nonostante la quale &#8211; o grazie alla quale &#8211; \u00e8 anche in grado di chiamarla in causa quando lo ritiene opportuno, come ha fatto di recente sull&#8217;Iran. La sua posizione internazionale non mira a diversificare i centri di potere, ma piuttosto a rafforzare la sua posizione all&#8217;interno delle alleanze esistenti. In contrasto con il pragmatismo multipolare di Orb\u00e1n, la Meloni rappresenta un atlantismo disciplinato, pienamente compatibile con la sua agenda conservatrice interna.    <\/p>\n<p>La conseguenza della sconfitta di Orb\u00e1n \u00e8 quindi chiara: di questi due modelli, solo uno rimane al potere. Il conservatorismo europeo perde la sua variante pi\u00f9 ambiziosa, pi\u00f9 identitaria e pi\u00f9 autonoma dal punto di vista strategico e rimane una versione pi\u00f9 integrata, pi\u00f9 graduale e pi\u00f9 condizionata dalle realt\u00e0 istituzionali dell&#8217;Unione Europea. Questo non implica necessariamente una debolezza immediata, ma segnala una profonda trasformazione che potrebbe diffondersi in tutta Europa. Lo spazio conservatore perde alcune tensioni sistemiche e guadagna in prevedibilit\u00e0. Perde un polo di sperimentazione politica &#8211; con tutte le sue controversie &#8211; e si consolida attorno a una forma di governance pi\u00f9 compatibile con l&#8217;ordine europeo esistente.    <\/p>\n<p>La questione non \u00e8 se la Meloni possa sostituire Orb\u00e1n. Non pu\u00f2, perch\u00e9 opera in una logica diversa. La vera domanda da porsi \u00e8 se il modello che ora si presenta da solo sia sufficiente a sostenere, sviluppare e proiettare un&#8217;alternativa conservatrice significativa in Europa.  <\/p>\n<p>Quello che \u00e8 finito il 12 aprile \u00e8 stato un modo di fare politica &#8211; e con esso, uno dei due filoni che definiscono il conservatorismo europeo contemporaneo. I conservatori dovrebbero ora stringersi attorno alla Meloni? Dopo tutto, \u00e8 l&#8217;ultima donna rimasta in piedi.  <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sconfitta elettorale di Viktor Orb\u00e1n di domenica 12 aprile non rappresenta semplicemente la fine di un&#8217;era politica in Ungheria. Probabilmente segna la fine di uno dei due principali modelli di conservatorismo &#8211; e di quella che potremmo definire politica del buon senso &#8211; che hanno convissuto in Europa negli ultimi quindici anni. 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