{"id":57161,"date":"2026-06-05T11:09:29","date_gmt":"2026-06-05T11:09:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/la-rivolta-degli-stati-membri-contro-liper-centralizzazione-del-settore-energetico"},"modified":"2026-06-05T11:09:29","modified_gmt":"2026-06-05T11:09:29","slug":"la-rivolta-degli-stati-membri-contro-liper-centralizzazione-del-settore-energetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/la-rivolta-degli-stati-membri-contro-liper-centralizzazione-del-settore-energetico","title":{"rendered":"La rivolta degli Stati membri contro l&#8217;iper-centralizzazione del settore energetico"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo scegliere tre frasi per descrivere il comportamento degli eurocrati, una di queste sarebbe sicuramente &#8220;eccessiva centralizzazione&#8221; o &#8220;ipercentralizzazione&#8221;: la determinazione a monopolizzare e concentrare tutto il potere decisionale nelle mani di un piccolo gruppo, che non tiene conto delle specificit\u00e0 nazionali o degli interessi degli Stati membri. L&#8217;ipercentralizzazione non \u00e8 un&#8217;invenzione dell'&#8221;altra parte&#8221;, n\u00e9 un concetto sfruttato politicamente dai conservatori per attaccare le \u00e9lite burocratico-federaliste. \u00c8 una realt\u00e0 che le istituzioni pubbliche, le organizzazioni private e i cittadini dell&#8217;Unione Europea incontrano quasi costantemente.  <\/p>\n<p>Si stanno compiendo ampi sforzi per spingere questo sistema burocratico a nuove vette, mentre la sovranit\u00e0 e l&#8217;identit\u00e0 nazionale devono essere divorate o sciolte. Perch\u00e9 queste sono &#8220;reliquie&#8221; di quel passato &#8220;abominevole&#8221; che deve essere cancellato o, nella migliore delle ipotesi, riscritto. <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/leuropa-dopo-pechino-la-resa-dei-conti-imperiale'>L&#8217;Europa dopo Pechino: La resa dei conti imperiale<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/europa-us-economic-nato-ricostruire-le-fondamenta-della-prosperita-occidentale-panel-ecr-al-forum-economico-di-cluj-napoca'>Europa &#8211; US Economic NATO: Ricostruire le fondamenta della prosperit\u00e0 occidentale: Panel ECR al Forum economico di Cluj-Napoca<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/lettera-da-katowice'>Lettera da Katowice<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<p>La sovranit\u00e0 viene banalizzata e quando si parla di sovranit\u00e0 energetica, tutto ci\u00f2 che sentiamo da Bruxelles \u00e8 l&#8217;implacabile narrazione della &#8220;transizione verde&#8221; e della decarbonizzazione come necessit\u00e0 assoluta. La sovranit\u00e0 energetica non pu\u00f2 essere uno strumento politico o una questione facoltativa, soggetta alla convenienza di una persona o di un&#8217;altra. <\/p>\n<p>Pertanto, quando un&#8217;iniziativa pubblica prende una posizione diversa dai piani centralizzati di Bruxelles per il settore energetico, questo dovrebbe essere inteso come un segno che la battaglia per la sovranit\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;altro che persa.<\/p>\n<p>Pochi giorni fa, cinque Stati membri dell&#8217;UE &#8211; Bulgaria, Finlandia, Francia, Polonia e Svezia &#8211; hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si oppongono fermamente alle tendenze sempre pi\u00f9 accentratrici di Bruxelles nel settore delle infrastrutture elettriche. In tale documento, questo <em><i>coalizione ad hoc<\/i><\/em> coalizione ha accusato la Commissione di non comprendere i meccanismi concreti e complessi alla base del funzionamento dei sistemi energetici nazionali &#8211; ovvero le condizioni del mondo reale &#8211; e ha accusato la Commissione di ignorare deliberatamente le competenze nazionali degli Stati membri in un settore altamente delicato e impegnativo come quello dell&#8217;energia. <\/p>\n<p>Invece di imporre una centralizzazione dall&#8217;alto verso il basso, e data la mancanza di una sufficiente conoscenza delle realt\u00e0 locali, la Commissione dovrebbe concentrarsi sulle aziende e sugli operatori di rete nazionali, gli unici in grado di fornire informazioni oggettive e basate sulla realt\u00e0, piuttosto che sugli inutili documenti prodotti negli uffici di Bruxelles.<\/p>\n<p>Affrontiamo le questioni una per una. Secondo l&#8217;articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione Europea, quello sull'&#8221;energia&#8221;, ogni Stato membro ha il diritto di decidere le condizioni di sfruttamento delle proprie risorse energetiche e di scegliere le fonti energetiche di cui ha bisogno. In base al Trattato, la politica in questo settore \u00e8 una competenza condivisa e gli Stati gestiscono gli aspetti operativi in base alle proprie strategie e ai propri interessi, al fine di garantire la propria sicurezza energetica.  <\/p>\n<p>Secondo i cinque Paesi che hanno formato questa coalizione, la Commissione Europea sta cercando di assumere i poteri detenuti dagli Stati membri. Questo comportamento, in realt\u00e0, non dovrebbe sorprendere, dal momento che un simile approccio \u00e8 pienamente coerente con la strategia generale di Bruxelles di concentrazione assoluta di potere e prerogative, a scapito degli Stati nazionali. <\/p>\n<p>In che misura questa spinta ossessiva verso l&#8217;iper-centralizzazione \u00e8 compatibile con la sussidiariet\u00e0, uno dei principi fondamentali dell&#8217;Unione Europea? \u00c8 stato chiesto ai cittadini europei se sono d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;infrastruttura elettrica europea debba passare interamente sotto il controllo della Commissione, che le prerogative degli Stati membri nel settore energetico debbano essere assunte dal governo europeo &#8211; una violazione delle disposizioni del Trattato sul funzionamento dell&#8217;UE? Non c&#8217;\u00e8 forse una forte contraddizione tra i principi che Bruxelles sostiene di difendere e il modo in cui effettivamente agisce?  <\/p>\n<p>Una delle principali preoccupazioni sollevate dai cinque Stati firmatari \u00e8 la complessit\u00e0 dell&#8217;infrastruttura energetica; le sue caratteristiche locali e regionali rendono quasi impossibile imporre in modo efficace ed economico un sistema dall&#8217;alto verso il basso, come chiede Bruxelles. Ci\u00f2 che i burocrati di Bruxelles possono offrire \u00e8 una pericolosa centralizzazione e un aumento dei costi dell&#8217;elettricit\u00e0, non una strategia imparziale e veramente utile. Il presupposto che esista &#8220;un solo modo&#8221;, ovvero quello imposto dalla Commissione Europea, \u00e8 controproducente e fondamentalmente sbagliato, secondo i cinque Paesi che hanno espresso questa critica.  <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Bulgaria, Finlandia, Francia, Polonia e Svezia propongono \u00e8 un approccio regionale alle reti elettriche. Gli Stati membri devono continuare a poter analizzare e prendere decisioni in base ai propri interessi e i gestori delle reti nazionali devono svolgere un ruolo fondamentale: coordinamento regionale, non controllo dall&#8217;alto verso il basso in cui gli Stati non hanno voce in capitolo; un ragionamento tanto semplice quanto cruciale. <\/p>\n<p>Nel documento citato, questi cinque Stati non cercano di eliminare la Commissione Europea da questo processo, ma raccomandano che il suo ruolo sia pi\u00f9 simile a quello di un &#8220;coordinatore di progetto&#8221;, mentre le aziende nazionali mantengono l&#8217;autorit\u00e0 sostanziale sulle questioni tecniche e di infrastruttura di rete. Una cooperazione efficace tra le regioni, piuttosto che una concentrazione di potere e una burocrazia opprimente, \u00e8 l&#8217;essenza di questa iniziativa di Sofia, Helsinki, Parigi, Varsavia e Stoccolma. <\/p>\n<p>Oltre all&#8217;interesse di mantenere il pieno controllo sul sistema energetico, la Commissione si sta dimostrando particolarmente preoccupata per i futuri investimenti, un&#8217;altra questione delicata che dovrebbe rimanere di competenza degli Stati membri.<\/p>\n<p>Tra i cinque paesi che hanno firmato il documento c&#8217;\u00e8 anche la Svezia, che si \u00e8 espressa con forza contro una proposta di finanziamento della Commissione che andrebbe contro gli interessi nazionali svedesi. La rabbia di Stoccolma \u00e8 molto pi\u00f9 forte e minaccia di bloccare le esportazioni di energia elettrica verso i paesi vicini. Secondo il Ministro dell&#8217;Energia svedese Ebba Busch, la proposta di utilizzare parte delle entrate derivanti dalle tasse sulla congestione per i progetti indicati dalla Commissione \u00e8 &#8220;inaccettabile&#8221;, e il Ministro ha annunciato che il progetto per il nuovo cavo di collegamento con la Danimarca sar\u00e0 interrotto. &#8220;L&#8217;UE non dovrebbe ricevere i soldi dell&#8217;elettricit\u00e0 degli svedesi&#8221;, ha dichiarato il ministro dell&#8217;energia svedese.   <\/p>\n<p>L&#8217;interruzione della costruzione del cavo elettrico verso la Danimarca non \u00e8 l&#8217;unica misura dura che Stoccolma minaccia di prendere se il conflitto con Bruxelles non si risolve rapidamente. La cancellazione o la limitazione delle esportazioni di energia elettrica verso i paesi della regione sar\u00e0 un fattore dirompente sia per il mercato dell&#8217;energia che per le gi\u00e0 turbolente acque politiche: una disputa specifica ma particolarmente rilevante che rischia di aggravarsi e trasformarsi in una vera e propria guerra fredda. <\/p>\n<p>L&#8217;ossessione della Commissione Europea per la transizione energetica ha assunto proporzioni importanti con il lancio, nel dicembre 2025, del Pacchetto Reti Europee; la sfida principale \u00e8 rappresentata dai 1.200 miliardi di euro da investire entro il 2040. La strategia \u00e8 sempre la stessa: sostituire l&#8217;approccio nazionale con la logica europea altamente centralizzata &#8211; di fatto, l&#8217;attuazione di quello &#8220;scenario unico&#8221; attraverso il quale Bruxelles decider\u00e0 gli investimenti a lungo termine e imporr\u00e0 solo le priorit\u00e0 che la Commissione Europea riterr\u00e0 necessarie. Le grandi decisioni saranno prese a Bruxelles, mentre i poteri degli Stati membri saranno praticamente ridotti.  <\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo sviluppo che viene criticato dalla coalizione non ufficiale dei cinque Stati, che chiede una chiara divisione delle responsabilit\u00e0 &#8211; con gli Stati membri che mantengono i loro poteri politici, mentre la Commissione dovrebbe assumere il ruolo di coordinare e facilitare il dialogo tra i soggetti interessati.<\/p>\n<p>Il documento firmato da Bulgaria, Finlandia, Francia, Polonia e Svezia suona il campanello d&#8217;allarme contro un atteggiamento che \u00e8 diventato uno standard per gli eurocrati: una centralizzazione forzata senza scrupoli, che non tiene conto delle particolarit\u00e0 locali o delle realt\u00e0 nazionali. Non saranno i piani utopici o le fantasie verdi a garantire la sicurezza energetica, ma il realismo e la forte responsabilit\u00e0. <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo scegliere tre frasi per descrivere il comportamento degli eurocrati, una di queste sarebbe sicuramente &#8220;eccessiva centralizzazione&#8221; o &#8220;ipercentralizzazione&#8221;: la determinazione a monopolizzare e concentrare tutto il potere decisionale nelle mani di un piccolo gruppo, che non tiene conto delle specificit\u00e0 nazionali o degli interessi degli Stati membri. 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