{"id":60914,"date":"2026-07-26T14:58:27","date_gmt":"2026-07-26T14:58:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/uneuropa-piu-ampia-non-ununione-piu-centralizzata"},"modified":"2026-07-26T14:58:27","modified_gmt":"2026-07-26T14:58:27","slug":"uneuropa-piu-ampia-non-ununione-piu-centralizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/uneuropa-piu-ampia-non-ununione-piu-centralizzata","title":{"rendered":"Un\u2019Europa pi\u00f9 ampia, non un\u2019Unione pi\u00f9 centralizzata"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;allargamento \u00e8 diventato una questione di sicurezza europea. Tuttavia, l&#8217;urgenza geopolitica non pu\u00f2 sostituire le riforme, il consenso nazionale o rigorosi criteri di adesione. <\/h3>\n<p>Il 14 luglio 2026 l\u2019Europa non si \u00e8 allargata. Ha per\u00f2 dimostrato che l\u2019allargamento aveva smesso di essere solo una promessa di circostanza fatta ai paesi lasciati a tempo indeterminato nella sala d\u2019attesa dell\u2019Unione. <\/p><div class='related_content'><span>RELATED<\/span><ul><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/allargamento-senza-rinunce-ucraina-moldavia-e-le-ragioni-di-uneuropa-sovrana'>Allargamento senza rinunce: Ucraina, Moldavia e le ragioni di un\u2019Europa sovrana<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/dalliran-a-kiev-la-linea-del-fronte-invisibile-che-attraversa-leuropa'>Dall&#8217;Iran a Kiev: La linea del fronte invisibile che attraversa l&#8217;Europa<\/li><\/a><li><a href='https:\/\/www.theconservative.online\/it\/leurotower-come-fortezza-di-vetro-quando-la-successione-alla-bce-diventa-una-guerra-ibrida-interna'>L&#8217;Eurotower come fortezza di vetro: Quando la successione alla BCE diventa una guerra ibrida interna<\/li><\/a><\/ul><\/div>\n<p>Lo stesso giorno si sono tenute a Bruxelles <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/news\/20260714-four-accession-conferences-in-one-day\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quattro conferenze di adesione<\/a>. Il Montenegro ha chiuso in via provvisoria i negoziati sulla politica di concorrenza e sull\u2019unione doganale, portando a 18 su 33 il numero dei capitoli chiusi in via provvisoria. L\u2019Albania ha chiuso i suoi primi tre capitoli, che riguardano scienza e ricerca, istruzione e cultura, e relazioni esterne. Sia l\u2019Ucraina che la Moldavia hanno aperto il Cluster 6, che comprende le relazioni esterne e la politica estera e di sicurezza comune, un mese dopo aver aperto il cluster dedicato agli aspetti fondamentali.   <\/p>\n<p>Non \u00e8 stata garantita alcuna data di adesione. Nessun ostacolo politico o istituzionale \u00e8 improvvisamente scomparso. Ciononostante, questa serie di eventi ha segnato uno dei progressi pi\u00f9 significativi nel processo di allargamento degli ultimi anni. Ha dimostrato che la questione dei futuri confini dell\u2019Europa \u00e8 tornata al centro del dibattito strategico del continente.   <\/p>\n<h2>Dalla paralisi alla necessit\u00e0 strategica<\/h2>\n<p>Il contrasto tra due valutazioni RANE mette in luce questa evoluzione.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2023, poco dopo il vertice di Granada, <a href=\"https:\/\/worldview.ranenetwork.com\/content\/analysis\/2023-10-16\/the-future-of-eu-enlargement\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la RANE<\/a> ha sostenuto che le divisioni interne, la complessit\u00e0 istituzionale, le controversie di bilancio, le carenze di governance nei paesi candidati e le questioni territoriali irrisolte rendevano improbabile un allargamento sostanziale per il resto del decennio. La sua valutazione del luglio 2026 \u00e8 pi\u00f9 ottimista, anche se rimane comunque cauta: i negoziati dovrebbero registrare progressi graduali nei prossimi uno o due anni, ma le riforme difficili e il requisito dell\u2019approvazione all\u2019unanimit\u00e0 continueranno a frenare il ritmo dell\u2019adesione. <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/worldview.ranenetwork.com\/content\/analysis\/2026-07-14\/the-progress-prospects-and-risks-of-eu-enlargement\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;analisi precedente<\/a> non \u00e8 stata semplicemente smentita. Anzi, il rischio geopolitico che aveva individuato \u00e8 diventato una delle forze che stanno rilanciando il processo. <\/p>\n<p>A <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2023\/10\/06\/granada-declaration\/\">Granada<\/a>, nell\u2019ottobre 2023, i leader europei hanno definito l\u2019allargamento un \u00abinvestimento geostrategico\u00bb nella pace, nella sicurezza, nella stabilit\u00e0 e nella prosperit\u00e0. Hanno riconosciuto che la guerra della Russia contro l\u2019Ucraina ha messo in luce la necessit\u00e0 di un\u2019Europa pi\u00f9 forte e pi\u00f9 sovrana, ma non hanno fornito un calendario preciso per l\u2019adesione. <\/p>\n<p>Da allora, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile ignorare il costo derivante dal lasciare i paesi confinanti con l\u2019Europa a est e a sud-est in uno stato permanente di incertezza. Una zona grigia geopolitica non \u00e8 per forza un territorio neutrale. Pu\u00f2 diventare un\u2019area esposta a coercizione militare, destabilizzazione politica, influenze economiche corrotte e penetrazione strategica da parte di potenze esterne.  <\/p>\n<p>Le ragioni a favore dell\u2019allargamento sono quindi pi\u00f9 solide rispetto a tre anni fa. Ma il fatto che le ragioni strategiche siano pi\u00f9 solide non rende i problemi istituzionali meno reali. Anzi, rende ancora pi\u00f9 urgente risolverli.  <\/p>\n<h2>Quattro candidati, quattro percorsi diversi<\/h2>\n<p>Il primo principio di una politica di allargamento credibile deve essere la differenziazione.<\/p>\n<p>I <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/news\/20260714-four-accession-conferences-in-one-day\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quattro paesi<\/a> che hanno fatto passi avanti a luglio non sono tutti allo stesso punto e non dovrebbero essere considerati come un unico blocco politico. Il Montenegro \u00e8 chiaramente in testa: ha aperto tutti i 33 capitoli negoziali e ne ha chiusi in via provvisoria pi\u00f9 della met\u00e0. Anche l\u2019Albania ha aperto tutti i 33 capitoli, ma ha iniziato a chiuderli solo ora. L\u2019Ucraina e la Moldavia sono ancora a una fase iniziale del processo formale, nonostante la rapidit\u00e0 con cui i loro negoziati siano andati avanti dall\u2019apertura nel 2024.    <\/p>\n<p>Questa asimmetria non \u00e8 un difetto. \u00c8 proprio il senso di un processo basato sul merito. <\/p>\n<p>Ogni paese dovrebbe procedere in base alle riforme attuate, alla capacit\u00e0 amministrativa e alla disponibilit\u00e0 politica. Un paese candidato non dovrebbe essere frenato solo perch\u00e9 un altro paese ha avuto una controversia bilaterale o una crisi interna. Ma non dovrebbe nemmeno essere favorito solo perch\u00e9 Bruxelles ha deciso di accoppiarlo politicamente a un partner pi\u00f9 avanzato.  <\/p>\n<p>Un approccio paese per paese tutela anche la credibilit\u00e0 della promessa europea. Quando l\u2019adesione viene slegata da risultati misurabili, i governi riformisti perdono l\u2019argomento pi\u00f9 forte che possono usare con i propri cittadini: cio\u00e8 che i cambiamenti difficili portano a progressi reali e visibili. <\/p>\n<p>Lo status di candidato non deve diventare una mera consolazione diplomatica. Ma non deve nemmeno trasformarsi in un diritto acquisito. <\/p>\n<h2>La sicurezza non esclude il rispetto degli standard<\/h2>\n<p>Le ragioni di sicurezza a favore dell&#8217;allargamento sono ormai molto convincenti. Questo, per\u00f2, non significa che si possano allentare le condizioni di adesione. <\/p>\n<p>Il pacchetto sull\u2019allargamento 2025 della Commissione ha ribadito che il ritmo delle adesioni deve dipendere dai progressi compiuti in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali. La <a href=\"https:\/\/enlargement.ec.europa.eu\/news\/2025-enlargement-package-shows-progress-towards-eu-membership-key-enlargement-partners-2025-11-04_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">relazione sullo Stato di diritto<\/a> del 2026 ha continuato a segnalare preoccupazioni nei paesi candidati all\u2019adesione riguardo a un\u2019influenza indebita sull\u2019indipendenza della magistratura e sulle indagini, i procedimenti penali e i giudizi relativi ai casi di corruzione. <\/p>\n<p>Le valutazioni per paese rendono pi\u00f9 concrete le difficolt\u00e0. La Commissione ha riconosciuto la resilienza dell\u2019Ucraina e il suo impegno nelle riforme nonostante le condizioni di guerra, ma ha anche sottolineato l\u2019importanza di mantenere un quadro anticorruzione solido e indipendente. In Moldavia, ha riscontrato che la limitata capacit\u00e0 amministrativa continuava a ostacolare l\u2019efficace attuazione delle politiche e che le strutture che coordinano l\u2019integrazione europea necessitavano di un ulteriore rafforzamento.  <\/p>\n<p>Non si tratta di condizioni di facciata imposte da Bruxelles. Tribunali indipendenti, un\u2019amministrazione pubblica affidabile, appalti trasparenti e contratti esecutivi sono indispensabili per il buon funzionamento del mercato unico e per la fiducia reciproca tra gli Stati europei. <\/p>\n<p>Sono anche delle garanzie per i cittadini dei paesi candidati. Questi cittadini non dovrebbero essere accolti nell\u2019Unione sulla base di una retorica geopolitica, per poi scoprire che le promesse politiche hanno superato la realt\u00e0 istituzionale. <\/p>\n<p>L\u2019Ucraina rappresenta il caso strategico pi\u00f9 evidente e, allo stesso tempo, quello istituzionale pi\u00f9 complesso. La sua scelta europea merita un sostegno politico, economico e in materia di sicurezza costante. Tuttavia, l\u2019adesione a pieno titolo mentre \u00e8 in corso una guerra attiva solleverebbe questioni che non possono essere risolte solo con dichiarazioni di solidariet\u00e0.  <\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessuna disposizione espressa del trattato che vieti l\u2019adesione di un paese in guerra. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/EN\/legal-content\/glossary\/mutual-defence-clause.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019articolo 42, paragrafo 7,<\/a> del Trattato sull\u2019Unione Europea, per\u00f2, impone agli altri Stati membri di fornire aiuto e assistenza \u201ccon tutti i mezzi a loro disposizione\u201d quando uno Stato membro \u00e8 vittima di un\u2019aggressione armata. La forma che tale assistenza assumer\u00e0 rimane soggetta a importanti considerazioni di natura nazionale, costituzionale e relative alla NATO, ma le implicazioni in termini di sicurezza derivanti dall\u2019ammissione di uno Stato coinvolto in una guerra su larga scala non possono essere considerate secondarie. <\/p>\n<p>La conclusione giusta non \u00e8 quella di bloccare il percorso europeo dell\u2019Ucraina. \u00c8 invece quella di integrare l\u2019Ucraina il pi\u00f9 profondamente possibile, compatibilmente con le circostanze, assicurando al contempo che l\u2019adesione istituzionale definitiva avvenga su basi giuridicamente chiare, politicamente sostenibili e accettate da tutti gli Stati membri. <\/p>\n<h2>L&#8217;integrazione graduale \u00e8 la via di mezzo pi\u00f9 pratica<\/h2>\n<p>L&#8217;Europa non deve scegliere tra l&#8217;adesione immediata e una sala d&#8217;attesa senza fine.<\/p>\n<p>Una strategia di allargamento seria pu\u00f2 portare a un\u2019integrazione sostanziale prima dell\u2019adesione a pieno titolo, con ogni vantaggio legato a riforme verificabili e che possa essere sospeso se tali riforme venissero revocate.<\/p>\n<p>Questo approccio sta gi\u00e0 diventando parte integrante della politica ufficiale europea. Nel giugno 2026, il <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2026\/06\/19\/european-council-conclusions-on-the-next-multiannual-financial-framework-migration-illicit-drugs-the-republic-of-moldova-western-balkans-and-other-items\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio europeo<\/a> ha ribadito il proprio impegno a favore della graduale integrazione dei Balcani occidentali nell\u2019ambito del processo di adesione stesso, precisando che tale integrazione dovrebbe rimanere basata sul merito e reversibile. Anche la Commissione ha promosso un accesso progressivo ad alcune parti del mercato unico.  <\/p>\n<p>Tra <a href=\"https:\/\/enlargement.ec.europa.eu\/news\/2025-enlargement-package-shows-progress-towards-eu-membership-key-enlargement-partners-2025-11-04_en\">gli strumenti esistenti<\/a> ci sono il Piano di crescita per i Balcani occidentali da 6 miliardi di euro, il Piano di crescita per la Moldavia da 1,9 miliardi di euro e lo Strumento per l\u2019Ucraina da 50 miliardi di euro. Questi meccanismi non sostituiscono l\u2019adesione, ma possono sostenere la convergenza economica, le infrastrutture, la pubblica amministrazione e le riforme istituzionali mentre i negoziati vanno avanti. <\/p>\n<p>I paesi candidati che soddisfano determinati criteri potrebbero ottenere un accesso pi\u00f9 ampio a settori selezionati del mercato unico, ai programmi europei di ricerca e istruzione, alle reti energetiche e di trasporto, alle infrastrutture digitali, alla cooperazione in materia di gestione delle frontiere e ai partenariati nel settore della difesa e dell\u2019industria.<\/p>\n<p>Gli aiuti finanziari dovrebbero dipendere dall&#8217;attuazione delle leggi, piuttosto che dalla loro semplice approvazione. I progressi dovrebbero essere misurabili e eventuali passi indietro dovrebbero comportare delle conseguenze. <\/p>\n<p>Un modello del genere offrirebbe ai cittadini e alle imprese vantaggi concreti gi\u00e0 prima dell\u2019adesione. Premierebbe i governi riformisti, rafforzerebbe l\u2019influenza europea e ridurrebbe il fascino esercitato da altri punti di riferimento politici ed economici. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, si manterrebbe la distinzione tra la fase di preparazione all\u2019adesione e l\u2019adesione vera e propria. I pieni diritti istituzionali dovrebbero derivare dall\u2019adempimento dei pieni obblighi istituzionali. <\/p>\n<h2>La scorciatoia federale<\/h2>\n<p>Il pericolo politico pi\u00f9 grande \u00e8 che l&#8217;allargamento venga usato come pretesto per un nuovo trasferimento di poteri a scapito degli Stati membri.<\/p>\n<p>Nella sua comunicazione del 2024 sulle riforme pre-allargamento, la Commissione ha dichiarato che l\u2019Unione \u00abdeve approfondirsi man mano che si allarga\u00bb. Ha inoltre sollevato la possibilit\u00e0 di ricorrere alle clausole passerella per far passare alcune decisioni dal voto all\u2019unanimit\u00e0 al voto a maggioranza qualificata. <\/p>\n<p>Questa \u00e8 una scelta politica, non una legge tecnica della natura.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 49 del Trattato sull&#8217;Unione europea prevede che, prima di poter concludere un trattato di adesione, sia necessaria l&#8217;approvazione all&#8217;unanimit\u00e0 da parte del Consiglio. Il Parlamento europeo deve dare il proprio consenso e il trattato deve poi essere ratificato dal paese candidato e da tutti gli Stati membri attuali secondo le rispettive procedure costituzionali. Pi\u00f9 in generale, gli Stati membri decidono all\u2019unanimit\u00e0 nelle fasi decisive del processo di allargamento.  <\/p>\n<p>Questo requisito riflette l\u2019importanza della decisione. L\u2019adesione di un nuovo membro comporta cambiamenti al bilancio dell\u2019Unione, ai confini esterni, alla rappresentanza parlamentare, al mercato interno, all\u2019ordinamento giuridico e agli obblighi strategici. <\/p>\n<p>L&#8217;unanimit\u00e0 pu\u00f2 certamente essere oggetto di abuso. Un governo potrebbe tentare di sfruttare una fase di adesione per portare avanti una controversia bilaterale non attinente alla questione o per ottenere concessioni. Ma la risposta a un veto irresponsabile \u00e8 una maggiore responsabilit\u00e0 politica, non l&#8217;abolizione del consenso nazionale.  <\/p>\n<p>Ci si dovrebbe aspettare che un governo che blocca i progressi spieghi pubblicamente in che modo la sua obiezione sia collegata ai criteri di adesione. L\u2019Unione dovrebbe ricorrere alla mediazione e alla diplomazia per risolvere le controversie bilaterali legittime prima che compromettano l\u2019intero processo negoziale. La trasparenza renderebbe l\u2019ostruzionismo opportunistico pi\u00f9 costoso dal punto di vista politico, senza per\u00f2 privare gli Stati dei loro diritti sovrani.  <\/p>\n<p>Quando si tratta di decisioni di rilevanza costituzionale, l\u2019unanimit\u00e0 tutela sia i paesi grandi che quelli piccoli. Richiede un processo di negoziazione fino a quando il risultato raggiunto non goda di un\u2019ampia legittimit\u00e0 nazionale. Eliminarla permetterebbe alla maggioranza di alterare il carattere dell\u2019Unione contro la volont\u00e0 dichiarata di una o pi\u00f9 democrazie europee.  <\/p>\n<p>Questo sarebbe incompatibile con una visione conservatrice dell\u2019Europa come<a href=\"https:\/\/ecrgroup.eu\/article\/eu_deepening_not_necessary_for_ukraine_and_moldova_to_join_eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunit\u00e0 di nazioni indipendenti<\/a> che collaborano per il reciproco vantaggio.<\/p>\n<p>La Dichiarazione di Reykjav\u00edk riconosce la legittimit\u00e0 democratica unica dello Stato-nazione e sostiene l\u2019esercizio del potere al livello pi\u00f9 basso possibile, privilegiando, ove possibile, le autorit\u00e0 nazionali e locali rispetto alle istituzioni sovranazionali. L\u2019allargamento dovrebbe ampliare quella comunit\u00e0 di nazioni, non diventare il mezzo con cui essa viene sostituita. <\/p>\n<h2>Trasparenza sui costi<\/h2>\n<p>Una politica di allargamento responsabile deve anche essere sincera riguardo alle questioni finanziarie. Le sue conseguenze finanziarie non dovrebbero n\u00e9 essere esagerate per spaventare gli elettori, n\u00e9 nascoste per evitare scelte difficili. <\/p>\n<p>Un rapporto del 2024 del servizio di ricerca <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/thinktank\/en\/document\/IPOL_BRI%282024%29766224\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">del Parlamento europeo<\/a> ha stimato che l\u2019impatto di bilancio annuale potenziale derivante dall\u2019ammissione dei candidati attuali e potenziali, esclusa la Turchia, si collocherebbe tra circa 15,7 miliardi e 26 miliardi di euro, a seconda della metodologia utilizzata. La stima massima era pari a circa lo 0,2% del prodotto interno lordo dell\u2019Unione. Lo studio ha comunque individuato nell\u2019eventuale partecipazione dell\u2019Ucraina alla Politica Agricola Comune una sfida particolarmente significativa.  <\/p>\n<p>Questo \u00e8 il tono giusto: \u201cpotenzialmente gestibile\u201d non vuol dire \u201cautomatico\u201d o \u201csenza costi\u201d.<\/p>\n<p>Gli agricoltori attuali, le regioni e i beneficiari netti hanno interessi legittimi. I paesi candidati hanno bisogno di una transizione prevedibile, mentre i contribuenti europei meritano stime trasparenti, condizioni vincolanti e una descrizione onesta di come dovrebbero cambiare le politiche attuali. <\/p>\n<p>Le misure transitorie, le garanzie di bilancio e l\u2019accesso graduale ai fondi sono quindi strumenti di prudenza, non segni di ostilit\u00e0 nei confronti dell\u2019allargamento.<\/p>\n<p>Lo stesso principio vale per la libera circolazione dei lavoratori, le norme ambientali, la concorrenza nel settore agricolo e l\u2019accesso ai fondi di coesione. Potrebbero essere necessari dei periodi di adeguamento non per compromettere i diritti dei futuri membri, ma per mantenere il consenso politico all\u2019interno di quelli attuali. <\/p>\n<h2>La scelta prudente<\/h2>\n<p>Il pessimismo del 2023 e il rinnovato slancio del 2026 non sono in contraddizione. Gli ostacoli non sono scomparsi. Il costo strategico di lasciarli irrisolti \u00e8 semplicemente aumentato.  <\/p>\n<p>L&#8217;Europa dovrebbe quindi allargarsi, ma senza farsi illusioni e senza centralizzare di nascosto.<\/p>\n<p>Dovrebbe eliminare le zone grigie geopolitiche, rifiutando al contempo di importare casi irrisolti di corruzione, istituzioni deboli o conflitti bilaterali aperti. Dovrebbe premiare le riforme prima dell\u2019adesione, insistere sull\u2019attuazione concreta piuttosto che sulle formalit\u00e0 burocratiche e mantenere il consenso delle nazioni che dovranno sopportare le conseguenze di ogni nuova adesione. <\/p>\n<p>La vera scelta non \u00e8 tra allargamento e sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa delle nazioni pu\u00f2 allargarsi proprio perch\u00e9 i suoi membri rimangono delle nazioni: capaci di dare il proprio consenso, di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 e di collaborare per difendere una civilt\u00e0 comune.<\/p>\n<p>Un\u2019Unione pi\u00f9 grande potr\u00e0 durare solo se si baser\u00e0 su principi, reciprocit\u00e0 e legittimit\u00e0 democratica. L\u2019Europa deve aprire le sue porte, ma non dovrebbe smantellare la casa per farlo. <\/p>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L&#8217;allargamento \u00e8 diventato una questione di sicurezza europea. 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