{"id":62960,"date":"2026-08-27T14:31:16","date_gmt":"2026-08-27T14:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.theconservative.online\/di-parte-e-non-liberi-il-panorama-mediatico-irlandese-finanziato-dallo-stato"},"modified":"2026-08-27T14:31:16","modified_gmt":"2026-08-27T14:31:16","slug":"di-parte-e-non-liberi-il-panorama-mediatico-irlandese-finanziato-dallo-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theconservative.online\/it\/di-parte-e-non-liberi-il-panorama-mediatico-irlandese-finanziato-dallo-stato","title":{"rendered":"Di parte e non liberi: il panorama mediatico irlandese finanziato dallo Stato"},"content":{"rendered":"<p>Il panorama mediatico irlandese rimane uno dei pi\u00f9 politicamente asserviti al proprio governo di tutta Europa. Con una tradizione che va dalle leggi sulla diffamazione pi\u00f9 severe d\u2019Europa, che limitano la libert\u00e0 di pubblicazione della stampa irlandese, fino alla concessione di sussidi governativi che tengono a galla testate non redditizie, i media irlandesi risultano di conseguenza acritici e comprati. Anche una serie di altri fattori, come i finanziamenti statali alla stampa, i pregiudizi istituzionali di sinistra nel settore e, ovviamente, il fenomeno della \u201cporta girevole\u201d tra governo e media, mettono seriamente in discussione la credibilit\u00e0 dei giornali irlandesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I giornali finanziati dallo Stato criticheranno il governo su questioni ammissibili, basandosi su motivi che i loro giornalisti di alto livello hanno ritenuto non conflittuali e quindi poco suscettibili di mettere a rischio i loro finanziamenti governativi. Tuttavia, molti giornali evitano sistematicamente di affrontare le crisi concrete e profondamente impopolari che il Paese sta affrontando, che si tratti di immigrazione, di alloggi o della politica economica insostenibile in materia di investimenti diretti esteri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 solo il problema dei sussidi statali, ma anche un forte orientamento di sinistra: l\u2019emittente pubblica <a href=\"https:\/\/www.rte.ie\/news\/ireland\/2023\/1211\/1421325-report-irish-journalists\/\">RTE<\/a> ha riportato nel 2023 che la maggioranza dei giornalisti irlandesi intervistati dalla Dublin City University si \u00e8 definita di sinistra. I numeri dicono che il 61,5% si identifica come di sinistra, contro solo l\u20198,5% di giornalisti di destra. Di conseguenza, c\u2019\u00e8 uno squilibrio intrinseco nelle prospettive politiche di molti media irlandesi, che svantaggia le opinioni politiche conservatrici e, in certi casi, \u00e8 addirittura ostile nei loro confronti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fenomeno del \u201cgiro di porte\u201d tra enti governativi e aziende private \u00e8 ben noto e molto discusso. Meno evidente, invece, \u00e8 il flusso costante di giornalisti che passano a ricoprire incarichi governativi. Ad esempio, <a href=\"https:\/\/gript.ie\/a-new-government-means-new-government-jobs-for-journalists\/\">l\u2019anno scorso<\/a> Gript Media ha riportato che il giornalista Hugh O\u2019Connell era stato nominato vice addetto stampa del governo e che, secondo i critici, avrebbe avuto un orientamento di parte a favore del Fine Gael. Ma la storia non finisce qui: proprio la persona che lui ha sostituito in quella posizione era Chris O\u2019Donohoe, conduttore radiofonico di Newstalk. Ora, non \u00e8 certo una sorpresa che un addetto stampa possa essere un ex giornalista: i ruoli professionali sono ovviamente correlati dal punto di vista funzionale. Ma se guardi a questo fenomeno in modo pi\u00f9 ampio, lo schema diventa evidente. Helen McEntee aveva gi\u00e0 assunto il reporter dell\u2019Irish Times Fiach Kelly, mentre Simon Harris ha assunto giornalisti dell\u2019Irish Times e dell\u2019Irish Examiner. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il governo sta finanziando e formando esperti di comunicazione nel settore dei media pubblici, per poi assumerli internamente come consulenti una volta che il loro valore politico \u00e8 maturato. Considera, ad esempio, il fatto che il ministro Patrick O\u2019Donovan abbia dato in escandescenze perch\u00e9 temeva che le proteste sul carburante di aprile di quest\u2019anno fossero state riportate dai media in modo di parte contro il governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una contraddizione imbarazzante qui che la classe politica irlandese non ammetter\u00e0 mai. Da un lato lodano l\u2019importanza di una stampa libera e i valori della libert\u00e0 di parola, e subito dopo attaccano senza piet\u00e0 qualsiasi testata giornalistica che osi criticarli pubblicamente. Per non parlare del fatto che, con l\u2019aumento della spesa pubblica destinata ai media \u2013 un modello di business sempre meno redditizio \u2013 i giornali sono diventati, in alcuni casi, completamente dipendenti dai sussidi governativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti, il ministro O\u2019Donovan sarebbe <a href=\"https:\/\/www.ontheditch.com\/patrick-o-donovan-secret-call\/\">stato coinvolto<\/a> in una telefonata segreta con l\u2019organismo di censura dei media del governo irlandese, la Coimisiun na Mean, a seguito della copertura data dalla RTE alle proteste sul carburante, di cui non era soddisfatto. Si dice anche che abbia chiesto a un funzionario della Coimisiun na Mean di verificare \u00abse nella legislazione esistesse un meccanismo che permettesse al ministro di richiedere un&#8217;analisi delle trasmissioni\u00bb relative a questi eventi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un comportamento del genere dovrebbe essere assurdo per una democrazia occidentale come l\u2019Irlanda, e il ministro \u00e8 stato giustamente criticato per questo. Ma, ancora una volta, questa critica \u00e8 stata mossa in modo tale da non mettere a rischio i finanziamenti governativi. I media hanno trattato l\u2019argomento, ma non si sono spinti a trarre la conclusione ovvia che il ministro e i suoi colleghi stessero violando le convenzioni fondamentali di un governo democratico e trasparente. Queste conclusioni non sono mai state tratte proprio perch\u00e9 farlo avrebbe messo a rischio i finanziamenti governativi per i giornali e avrebbe potuto forse danneggiare le future ambizioni di carriera dei giornalisti irlandesi all\u2019interno dell\u2019apparato statale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La questione \u00e8 talmente nota che un rappresentante di un\u2019emittente radiofonica in difficolt\u00e0 in Irlanda <a href=\"https:\/\/gript.ie\/struggling-radio-outlet-fears-criticising-minister-over-funding\/\">ha affermato<\/a> che le emittenti locali praticavano l\u2019autocensura per evitare di perdere i fondi statali necessari a tenere a galla l\u2019emittente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con i commissari dei media che offrono ogni anno somme nell\u2019ordine dei milioni con sempre maggiore frequenza, la dipendenza dei media pubblici dallo Stato non ha fatto che aumentare, questa volta con l\u2019obiettivo specifico di contrastare la disinformazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 <a href=\"https:\/\/gript.ie\/heres-how-much-media-orgs-got-from-coimisiun-na-mean\/\">emerso<\/a> che nel 2025 l\u2019Irish Independent ha ricevuto circa 330.000 euro da Coimisiun na Mean, mentre il Journal e l\u2019Irish Examiner hanno ricevuto circa 130.000 euro ciascuno. Questi programmi di finanziamento non riguardavano solo i giornali con un pubblico nazionale, ma anche testate locali pi\u00f9 piccole come il Connacht Tribune, il Mayo News, il Kerryman e il Westmeath Examiner, oltre a una serie di altre testate regionali di rilevanza politica. Queste testate vanno considerate significative per la loro copertura mediatica locale nel contesto elettorale irlandese, fortemente improntato al localismo, dove una presenza costante su tali giornali \u00e8 probabilmente pi\u00f9 visibile agli elettori rispetto alle notizie nazionali. Questo, in effetti, funziona come una sorta di acquisto di influenza da parte non solo del governo irlandese, ma anche di un certo tipo di regime politico di sinistra che si maschera da centrista e da voce della ragione, nonostante il crescente disprezzo dell\u2019opinione pubblica nei confronti dei partiti di governo e della sinistra politica. <\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 scandalosa \u00e8 che l\u2019autorit\u00e0 di regolamentazione dei media e il governo che l\u2019ha creata non abbiano nemmeno cercato di nascondere le loro tracce. Coimisuin na Mean ha annunciato quest\u2019anno che avrebbe indetto una consultazione pubblica per  <a href=\"https:\/\/www.rte.ie\/news\/business\/2026\/0310\/1562644-media-regulator-offers-funding-to-counter-disinformation\/\">fondo<\/a>  che promuoveva l\u2019alfabetizzazione mediatica per combattere la disinformazione online. Ancora una volta viene alla luce la vergognosa tendenza ideologica del sistema politico irlandese, dove la stampa poco lusinghiera o i servizi giornalistici contrari agli interessi del governo vengono etichettati come disinformazione. Per far fronte alla crescente diffusione di questo tipo di servizi o contenuti mediatici tra il pubblico, lanciano apertamente appelli a presentare piani per \u201crieducare\u201d la gente, sostenendo che il governo ne sa pi\u00f9 di loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 per questi motivi che il panorama mediatico irlandese \u00e8 strutturalmente difettoso. Da un lato il governo eroga fondi, dall\u2019altro censura una stampa che \u00e8 diventata fiscalmente dipendente o ideologicamente allineata. L\u2019arroganza con cui vengono portate avanti queste iniziative non conosce limiti, con il dibattito sulla censura in Irlanda che viene invece incorniciato proprio sull\u2019altare della democrazia stessa. L\u2019ipocrisia di queste manovre sfugge alla classe politica irlandese, che ha sistematicamente minato l\u2019autorit\u00e0 delle nostre istituzioni statali, lasciando che cadessero sotto l\u2019influenza di cartelli ideologici e sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualsiasi tentativo di riformare l\u2019amministrazione irlandese richieder\u00e0 una totale ridefinizione del rapporto tra lo Stato e i media. Tutti i finanziamenti governativi alle testate giornalistiche devono essere interrotti immediatamente. Le fonti di informazione indipendenti dovrebbero essere premiate in base alla loro redditivit\u00e0 economica come prodotto o servizio che il pubblico \u00e8 effettivamente interessato a sostenere. In un\u2019era digitale in cui i social media offrono queste informazioni gratuitamente e in tempo reale, spesso con commenti pi\u00f9 incisivi persino rispetto a quotidiani nazionali controversi come l\u2019Irish Times.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il panorama mediatico irlandese rimane uno dei pi\u00f9 politicamente asserviti al proprio governo di tutta Europa. 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