Sedici movimenti giovanili, quindici paesi e l’ambizione di costruire una nuova comunità politica in tutto il continente. Gli European Young Conservatives (EYC), la nuova organizzazione giovanile della famiglia conservatrice europea, sono stati presentati ufficialmente a Roma, sul palco del Fenix.
Non è un caso che questo nuovo capitolo sia iniziato proprio al Fenix. Il festival nazionale di Gioventù Nazionale, tenutosi dal 16 al 20 settembre al Laghetto dell’EUR di Roma, ha scelto “Il tempo del coraggio” come tema dell’edizione di quest’anno, riunendo per cinque giorni leader politici, intellettuali, giornalisti e rappresentanti delle giovani generazioni europee.
È proprio in questo contesto che, venerdì 18 settembre alle 20:00, il dibattito “La rinascita della gioventù europea” ha ospitato la presentazione ufficiale dei Giovani Conservatori Europei.
All’evento hanno partecipato il presidente del partito ECR Adam Bielan, il segretario generale Antonio Giordano, il segretario internazionale di Gioventù Nazionale Maicol Pizzicotti Busilacchi e Aleksandra Mazur-Groszkowska della Gioventù del PiS, con la giornalista Alice Carrazza a moderare la discussione.
L’EYC riunisce sedici organizzazioni giovanili provenienti da quindici paesi, con l’obiettivo di creare una piattaforma permanente di cooperazione tra le giovani generazioni della famiglia conservatrice europea. Al termine dell’evento, i rappresentanti delle organizzazioni partecipanti hanno firmato il Manifesto dei Giovani Conservatori Europei, segnando formalmente l’inizio di questo nuovo progetto politico.
L’organizzazione sarà guidata da Maicol Pizzicotti Busilacchi, segretario internazionale di Gioventù Nazionale e presidente designato dell’EYC, mentre Aleksandra Mazur-Groszkowska ricoprirà il ruolo di segretario generale.
“Vorrei ringraziare i sedici movimenti giovanili provenienti da quindici paesi che hanno risposto al nostro appello e hanno dato un contributo decisivo alla costruzione di questa comunità”, ha detto Pizzicotti Busilacchi. Ha inoltre sottolineato il sostegno che il progetto ha ricevuto dai vertici della famiglia conservatrice europea: «Vorrei anche ringraziare il presidente del gruppo ECR Adam Bielan e il segretario generale Antonio Giordano per il loro costante sostegno, così come i vicepresidenti esecutivi Carlo Fidanza, Marion Maréchal e George Simion, che hanno creduto fermamente in questo progetto giovanile».
Anche la nascita dell’EYC porta una forte impronta italiana. «Il mio ringraziamento va anche al presidente di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani, che per primo ha dato slancio alla vocazione internazionale del nostro movimento giovanile», ha aggiunto Pizzicotti Busilacchi.
I Giovani Conservatori Europei, però, non partono da zero. Il progetto punta a raccogliere il testimone di una tradizione politica iniziata più di trent’anni fa e a portarla avanti in un’Europa profondamente cambiata.
“Una storia iniziata più di trent’anni fa, di cui oggi portiamo avanti l’eredità. Lo stesso spirito e gli stessi valori sostenuti dalla famiglia ECR, ma con una nuova organizzazione e una rinnovata determinazione.”
È proprio questa l’idea centrale del progetto: costruire una dimensione europea senza cancellare le identità nazionali. L’EYC punta a permettere ai movimenti giovanili già attivi nei rispettivi paesi di incontrarsi, coordinarsi e portare le loro battaglie politiche sulla scena europea e internazionale.
“Con l’EYC, stiamo dando ancora una volta una casa ai tanti giovani conservatori europei che vogliono promuovere le loro idee non solo nei rispettivi paesi, attraverso i propri movimenti giovanili, ma anche a livello europeo e internazionale”, ha spiegato Pizzicotti Busilacchi.
È proprio qui che la nascita dell’EYC si intreccia con il significato politico più ampio di Fenix. Un festival organizzato da un movimento giovanile nazionale italiano è diventato il luogo in cui sedici organizzazioni hanno scelto di creare una struttura europea comune. È stato un passo che ha portato la dimensione internazionale direttamente all’interno di un evento radicato nell’attivismo politico giovanile italiano.
Anche il presidente del partito ECR, Adam Bielan, ha collegato la creazione dell’organizzazione alla necessità di preparare una nuova generazione di leader politici europei, mentre il segretario generale Antonio Giordano ha indicato l’EYC come un luogo in cui la prossima generazione di conservatori europei possa crescere e svilupparsi.
Per Pizzicotti Busilacchi, però, la prospettiva è soprattutto generazionale.
“Ancora una volta lanciamo la nostra sfida alle stelle: il futuro della nostra Europa sarà inevitabilmente deciso dai giovani di oggi. Ecco perché è fondamentale restare uniti di fronte a questa sfida comune e a questo destino condiviso.”
Il presidente designato dell’EYC ha infine ricondotto questa responsabilità proprio alla parola scelta da Gioventù Nazionale per definire l’edizione di quest’anno di Fenix: coraggio.
“Questa è la responsabilità che sentiamo e che abbiamo deciso di assumerci con coraggio — come ci ricorda questa edizione di Fenix.”
A Roma si apre quindi un nuovo capitolo per i Giovani Conservatori Europei. E si apre al Fenix, un luogo dove, per cinque giorni, il dibattito sul futuro è stato affidato soprattutto a chi sarà chiamato a costruirlo.