Social media e gioco d’azzardo a Cipro

Saggi - 31 Luglio 2026

I social media sono diventati uno dei principali motori dell’attività di scommesse, secondo uno studio condotto a Cipro da IMR/UNIC per conto dell’Autorità Nazionale per le Scommesse tra febbraio e marzo 2026. L’indagine nazionale ha coinvolto un campione di 1.000 persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni e ha analizzato il rapporto tra social media e gioco d’azzardo.

Secondo i risultati dello studio, presentati dal presidente dell’Autorità nazionale per le scommesse, Panayiotis Trisokkas, i social media hanno un ruolo davvero importante nell’esporre i giovani a contenuti legati al gioco d’azzardo.

Come sta diventando sempre più evidente, questo cambia radicalmente il modo in cui bisogna affrontare la dipendenza dal gioco d’azzardo tra i giovani, dato che gli stimoli legati al gioco d’azzardo li raggiungono ormai soprattutto attraverso gli schermi che usano ogni giorno.

Cosa ha rivelato lo studio

I risultati sono particolarmente preoccupanti. Il 93% dei giovani a Cipro ha dichiarato di essere stato esposto a contenuti legati al gioco d’azzardo sui social media. Negli ultimi 12 mesi, chi ha partecipato al sondaggio è stato esposto a tali contenuti in media 4,45 volte al mese.

Un dato che fa riflettere sulla portata del problema è che solo il 7% dei partecipanti ha dichiarato di non essersi mai imbattuto in contenuti legati al gioco d’azzardo.

Instagram, la piattaforma più popolare tra gli intervistati — con il 95% che possiede un account — è stata anche la fonte principale di contenuti legati al gioco d’azzardo. Tra chi ha visto questo tipo di contenuti, il 93% li ha trovati proprio su Instagram. Facebook segue con l’82%, mentre TikTok si piazza al terzo posto con il 68%.

Per quanto riguarda il tipo di contenuti visualizzati, l’89% dei giovani ha dichiarato di aver visto pubblicità a pagamento di società di scommesse o casinò online, mentre il 77% ha seguito post di influencer che promuovevano attività di gioco d’azzardo tramite i propri account sui social media.

Inoltre, il 41% degli intervistati ha dichiarato di essere stato esposto a offerte promozionali come bonus e scommesse gratuite, mentre il 36% ha riferito di aver visto post di amici che condividevano le loro vincite al gioco d’azzardo.

Dal sondaggio è inoltre emerso che il 63% degli intervistati aveva partecipato ad attività di gioco d’azzardo negli ultimi 12 mesi. Tra questi, il 78% ha dichiarato di giocare per vincere soldi, mentre il 65% ha indicato il divertimento come motivazione.

Alla domanda se avessero partecipato a giochi d’azzardo a causa dei social media, il 44% ha risposto “Sì, raramente”, il 37% ha detto “No, mai” e il 19% ha risposto “Sì, a volte”.

I giovani che giocano d’azzardo spendono in media 34,20 € al mese. La maggior parte (65%) spende tra i 10 e i 50 € al mese. Un altro 18% spende tra i 50,01 e i 100 €, il 15% spende meno di 10 € e il 2% spende più di 100 € al mese.

Lo studio ha inoltre evidenziato notevoli differenze di genere. In media, gli uomini spendono 38,90 € al mese, contro i 28,00 € delle donne.

Analizzando la spesa in relazione alle piattaforme social preferite, la spesa media mensile più alta è stata registrata tra gli utenti di TikTok (36,20 €), seguiti dagli utenti di Instagram (33,90 €) e da quelli di Facebook (30,10 €).

Gli utenti di Instagram sono stati anche quelli che hanno dedicato più tempo al gioco d’azzardo, con una media di 122,8 minuti a settimana, rispetto ai 113,7 minuti degli utenti di TikTok e ai 109,4 minuti degli utenti di Facebook.

Uno dei risultati più significativi dello studio è che il gioco d’azzardo tra i giovani è diventato un’attività regolare e sistematica. I partecipanti hanno dichiarato di dedicare in media 118,8 minuti a settimana al gioco d’azzardo.

Più precisamente, il 73% degli intervistati dedica al gioco d’azzardo da una a tre ore alla settimana, l’11% da tre a cinque ore alla settimana, il 15% meno di un’ora alla settimana, mentre il 2% ci dedica più di cinque ore alla settimana.

Gli uomini hanno dedicato più tempo al gioco d’azzardo rispetto alle donne, con una media di 131,5 minuti a settimana, contro i 101,9 minuti a settimana delle donne.

È quindi evidente che i rischi legati ai social media sono strettamente collegati sia all’esposizione dei giovani al gioco d’azzardo sia al loro potenziale sviluppo di una dipendenza dal gioco.

Ovviamente, questo non vuol dire che chiunque usi i social finisca per giocare d’azzardo. Però, è sempre necessario avere un quadro normativo che ne garantisca il funzionamento corretto e responsabile.

È una questione che va presa sul serio e che dovrebbe dare il via a un ampio dibattito pubblico, in modo da individuare e attuare senza indugio soluzioni efficaci.