Chi pensa che l’“inverno demografico” sia solo una metafora si sbaglia di grosso. Le proiezioni indicano un calo di decine di milioni di europei entro la fine del secolo. Basta dare un’occhiata alle statistiche per capire, almeno in linea di massima, quanto sia allarmante la situazione.
Negli ultimi decenni si è registrata una tendenza scioccante nei tassi di fertilità. Nel 1950, il tasso era di 2,7 figli per donna. Settantacinque anni dopo, nel 2025, il tasso di fertilità dell’Unione Europea era sceso a soli 1,34 figli. Sei decenni fa, in Europa nascevano 6,8 milioni di bambini. L’anno scorso le nascite sono state solo 3,5 milioni, a fronte di 4,8 milioni di decessi. Queste cifre sono davvero rivelatrici. Nascono sempre meno bambini, mentre i tassi di mortalità sono in aumento. Abbiamo sentito tutti fin troppe volte questa storia: prima viene una carriera appagante, poi una casa dei sogni e infine il “momento giusto” – che sta diventando sempre più difficile da trovare. L’inverno demografico non è solo una “tendenza”; è già qui.
Questa crisi esistenziale e le soluzioni che richiede saranno al centro del dibattito dall’11 al 13 settembre a Dubrovnik, in quello che si preannuncia come uno degli eventi più attesi dell’autunno: “Porre fine all’inverno demografico dell’Europa”, parte del Giornate europee di sensibilizzazione del partito ECR. Questo piccolo paradiso croato sul Mare Adriatico ospita ancora una volta il Congresso Europeo sulla Famiglia, giunto ormai alla sua terza edizione. Seduti accanto alle secolari fortificazioni dell’affascinante Dubrovnik, legislatori e responsabili politici, leader del movimento pro-vita e a favore della famiglia, illustri professori e commentatori influenti discuteranno delle misure concrete da adottare per garantire che l’Europa abbia ancora un futuro.
Mentre la sinistra progressista ha bollato la gerarchia naturale come un retaggio del passato e sta cercando di ridefinire l’istituzione fondamentale della famiglia, la destra conservatrice sostiene con forza l’adozione di misure urgenti per invertire questa tendenza catastrofica. Il declino non è irreversibile, ma non si risolverà da solo. Ci vogliono soluzioni decisive e realistiche.
I numeri stanno ridisegnando l’Europa. Le statistiche ti fanno venire i brividi. Questo cambiamento non porterà a un continente più piccolo, ma a uno nuovo, con una composizione diversa. Anche se la popolazione dovesse rimanere più o meno la stessa grazie alle migrazioni, non saranno più i popoli europei a continuare a esistere, ma qualcos’altro. Il vero cambiamento significa un ritorno alle nostre radici, al buon senso e alla normalità: uomini e donne con i propri figli, le famiglie come unità fondamentali della continuità sociale.
Un cambiamento fondamentale sta avvenendo proprio sotto i nostri occhi. I social media e l’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando profondamente la vita familiare. Non si tratta più solo di una “semplice” ipotesi, ma di una realtà con cui dobbiamo fare i conti. È sia un’evoluzione che una trasformazione dei valori, ma non è qualcosa che dovremmo semplicemente accettare senza riflettere.
In che modo ognuno di noi contribuirà a formare la prossima generazione, e in cosa consisterà questo contributo? Ecco un altro tema scottante che contiamo di approfondire al Giornate europee di sensibilizzazione del gruppo ECR a Dubrovnik. Come potranno i genitori continuare ad adempiere a uno dei loro doveri fondamentali? Quali sono i metodi più efficaci che educatori e insegnanti dovrebbero adottare? Quale sarà il ruolo effettivo dello Stato? Le risposte a queste domande possono e devono essere stimolanti. Una società che educa davvero resisterà; una società che vede la nascita di un bambino in termini di impronta di carbonio è destinata a scomparire.
Da decenni gli europei assistono a un declino che oggi minaccia la nostra stessa esistenza. Raggiungere di nuovo il tasso di 2,1 figli per donna è una questione di importanza esistenziale. Avere figli è una benedizione e l’unica strada per costruire il futuro. L’inverno demografico è, in definitiva, l’inverno di una civiltà che ha dimenticato che la sopravvivenza non è qualcosa su cui negoziare o da misurare ideologicamente, ma qualcosa da abbracciare. Senza discendenti naturali, una nazione cesserà di esistere.
Mentre la sinistra è accecata da assurdità ideologiche e utopistiche, il centro-destra sta discutendo in modo realistico di (vero) progresso, libertà e del futuro della nostra civiltà, per porre fine all’inverno demografico dell’Europa. Ci vediamo a Dubrovnik!