Il Piano d’azione italo-ceco: una vittoria per il pragmatismo e il buon senso

Costruire un’Europa conservatrice - 8 Ottobre 2026

Quando due realisti, che mettono al primo posto gli interessi nazionali e condividono la stessa visione per il futuro, uniscono le forze e adottano una strategia comune a breve e medio termine, il mondo non dovrebbe solo stare a guardare con attenzione, ma anche prendere appunti. Questo allineamento di idee e approccio – e la determinazione che c’è dietro – dovrebbe essere una lezione preziosa per i politici alla ricerca di esempi da seguire. È proprio il caso dei capi di governo di Italia e Repubblica Ceca, Giorgia Meloni e Andrej Babiš, la cui partnership, recentemente rafforzata, è stata una delle notizie principali della scorsa settimana in Europa.

L’Italia e la Repubblica Ceca hanno firmato un accordo storico, che secondo Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, avrà sicuramente “un ruolo cruciale” nel tutelare gli interessi dei cittadini e delle aziende manifatturiere di entrambi i Paesi, oltre che nel rafforzare i legami tra le due nazioni europee. Il 29 settembre 2026 è senza dubbio una data significativa nella storia delle loro relazioni bilaterali. Con la firma del Piano d’azione 2026–2030, la cooperazione tra l’Italia e la Repubblica Ceca – il cui scambio commerciale bilaterale supera i 7,7 miliardi di euro – è entrata in una nuova fase. Questo documento storico getta le basi per importanti sviluppi nei prossimi quattro anni in settori chiave come l’energia, la competitività industriale, la sicurezza, la lotta all’immigrazione clandestina e il prossimo bilancio dell’Unione Europea.

Tra la visita di Andrej Babiš a Roma, avvenuta il 4 febbraio 2026, e quella della signora Meloni a Praga, avvenuta il 29 settembre, erano trascorsi meno di otto mesi. In questo periodo, entrambi i governi hanno lavorato intensamente e il risultato viene già descritto con grande entusiasmo: l’adozione del Piano d’azione, «una vera e propria road map», come l’ha definita Giorgia Meloni, che stabilisce le linee guida della cooperazione per il futuro.

A livello nazionale, rafforzare la “partnership tecnologica e industriale” – che si tratti di energia nucleare, difesa o infrastrutture – è l’obiettivo strategico chiave. Per avere successo in un mondo in cui molti lottano semplicemente per sopravvivere, la competitività è fondamentale – ed entrambi i leader ne sono pienamente consapevoli. La fiducia di Giorgia Meloni in un ottimo risultato traspare praticamente da ogni frase del comunicato stampa diffuso insieme al primo ministro ceco.

A livello europeo, la convergenza tra i due leader è più marcata e la gamma di interessi condivisi è più ampia. La signora Meloni e il signor Babiš hanno raggiunto un consenso su molte proposte di “buon senso”, che saranno presentate alla prossima riunione del Consiglio europeo a metà ottobre e sulle quali è necessario intervenire in modo immediato e deciso. Tra i temi principali ci saranno sia una revisione drastica del famigerato Sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), sia il rinvio dell’entrata in vigore della sua estensione, l’ETS2. Alleggerire la pressione sui prezzi e sull’industria è un obiettivo fondamentale per cui Roma e Praga hanno unito le forze. Senza misure realistiche, l’Unione Europea perderà la battaglia per la competitività. Non si tratta solo di un “semplice” rischio, ma di una realtà che sta diventando sempre più evidente.

In questo contesto caratterizzato da molteplici crisi con ripercussioni globali, la convergenza è fondamentale. Un altro tema cruciale su cui i primi ministri italiano e ceco sono pienamente d’accordo è la lotta efficace contro l’immigrazione clandestina, che richiede soluzioni pragmatiche e decise – tra cui controlli alle frontiere molto rigorosi e l’applicazione rigorosa delle procedure di rimpatrio.

Un piano d’azione del genere non riguarda l’oggi, ma la costruzione di un domani sicuro e sostenibile. Il futuro appartiene sicuramente a chi dimostra “coraggio, lucidità e pragmatismo”. Queste sono state le parole usate da Giorgia Meloni per descrivere Andrej Babiš, elogiando il suo lavoro e la sua dedizione al servizio della nazione ceca. Di sicuro, queste parole valgono anche per la stessa Meloni, che guida il governo più longevo della storia recente italiana e che questo mese festeggerà quattro anni al potere.