Ogni giorno sentiamo parlare da Bruxelles – e non solo – di quanto sia importante costruire il nostro futuro europeo, del tipo di eredità che lottiamo per lasciare ai nostri figli, di innovazione, resilienza, competitività e così via. Non si tratta solo di frasi fatte, ma di temi chiave che devono essere continuamente dibattuti da esperti, teorici e decisori, perché senza uno sforzo collettivo verso un obiettivo cruciale, le soluzioni rimarranno fuori portata.
Il primo panel di sabato 30 maggio, nell’ambito del Forum Economico Europeo 2026 organizzato dal Partito ECR a Cluj-Napoca – uno dei più importanti centri economici e accademici della Romania – riunirà relatori provenienti da cinque paesi europei: Germania, Italia, Polonia, Romania e Irlanda. Il tema di questo panel sarà L’economia dell’innovazione in Europa: Tecnologia, produzione e il futuro di un’Europa competitiva.
Negli ultimi anni, il nostro continente ha perso terreno rispetto a Stati Uniti, Cina e India in termini di competitività economica. Per troppo tempo l’Europa ha dormito; oggi, forse più che mai, è urgente una sveglia. L’eccessiva burocrazia, l’eccessiva regolamentazione e la corsa alla centralizzazione, insieme alla costante infusione di ideologia di sinistra e agli enormi costi dell’energia che stanno causando disordini sociali, sono tutte minacce dirette e concrete al nostro stesso futuro.
Nella tavola rotonda moderata da Gary Kavanagh, direttore della Fondazione Edmund Burke, funzionari del Parlamento europeo e del Parlamento italiano, un noto commentatore italiano, un ex consigliere dell’ufficio del Primo Ministro polacco e rappresentanti di aziende di settori strategici discuteranno di economia innovativa, sovranità e dei passi necessari per raggiungere una vera competitività.
Il discorso di apertura sarà tenuto da Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo, convinta sostenitrice del rafforzamento del ruolo delle regioni e delle comunità locali nell’utilizzo efficace dei fondi europei. Secondo la Vicepresidente del Parlamento europeo, questo è l’unico modo per garantire una distribuzione delle risorse che sostenga effettivamente le piccole e medie imprese, le università e le aree locali. Il membro ECR dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo sottolinea l’urgente necessità di investire nella ricerca e nella tecnologia, nonché i grandi sforzi compiuti dai giovani innovatori.
L’eurodeputato rumeno Gheorghe Piperea, vicepresidente del gruppo ECR, assume una posizione più critica, mettendo in guardia dai piani di decarbonizzazione “verde”, che secondo lui dovrebbero essere abbandonati immediatamente per consentire all’Europa di competere con le superpotenze globali. Il nostro continente ha perso terreno nella corsa alla tecnologia globale e rischia di diventare “nient’altro che un mercato”. Per riconquistare la sua posizione e produrre la propria tecnologia di alto livello, l’Europa deve abbandonare l’ETS e il CBAM, secondo l’eurodeputato rumeno.
Ylenja Lucaselli, membro della Camera dei Deputati italiana, è nota per le sue posizioni pragmatiche, essendo una forte sostenitrice degli investimenti nelle competenze e della riduzione delle tasse per le aziende innovative. Per Lucaselli, l’innovazione digitale e le riforme che eliminano la burocrazia e sostengono realmente l’imprenditorialità sono le soluzioni per rilanciare l’economia.
Anche il combattivo giornalista italiano Fabio Dragoni sottolinea che il realismo industriale e la sovranità economica – e non la cosiddetta agenda verde forzata che porta le aziende alla rovina e impoverisce le popolazioni – sono le strade giuste per l’Europa per recuperare la sua competitività. Secondo Dragoni, il nostro futuro è fortemente legato a una regolamentazione meno ideologica, al pragmatismo e a un’energia accessibile.
I rappresentanti di due aziende leader in due settori diversi – Markus Hoffmann, CSO del Gruppo WERAP, e Veronica Pamio, Vicepresidente Senior degli Affari Esterni di Aeroporti di Roma – condivideranno le loro prospettive su argomenti chiave relativi alla produzione, alla tecnologia e alle opportunità economiche.
Il punto di vista polacco sarà rappresentato da Krzysztof Mech, ex consigliere del Primo Ministro polacco e critico dei regolamenti imposti da Bruxelles, che hanno portato a costi energetici enormi e sempre più difficili da sostenere. La diversificazione delle fonti è fondamentale per l’indipendenza energetica e la crescita economica. Non si può rimanere competitivi senza investire in nuove tecnologie, sostiene Mech.
La competitività non è un’aspirazione utopica o infondata, ma piuttosto la garanzia di prosperità e sovranità per le generazioni future. Il suo vero motore è la cooperazione reale tra Stati sovrani, non l’imposizione di un superstato burocratico. L’Europa non recupererà la sua competitività se non abbandonerà le sue fantasie federaliste-verdi. Senza una strategia coerente e soluzioni realistiche, il declino è inevitabile.