L’attuazione dell’AI Act nell’Unione Europea: nuove regole per la trasparenza, la vigilanza e la governance dell’intelligenza artificiale

Scienze e tecnologia - 7 Agosto 2026

A partire dal 2 agosto 2026 l’Unione Europea inaugura una nuova fase della regolamentazione dell’intelligenza artificiale attraverso l’avvio dell’applicazione operativa dell’AI Act. L’attività di vigilanza sarà affidata all’AI Office della Commissione europea, che agirà in collaborazione con le autorità nazionali competenti per garantire il rispetto delle disposizioni previste dal regolamento. Contestualmente entreranno in vigore nuove prescrizioni in materia di trasparenza, concepite per rafforzare la fiducia dei cittadini e delle imprese nei confronti delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e per assicurare uno sviluppo e un impiego sicuri di tali sistemi nell’intero territorio dell’Unione.

GLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA PER I SISTEMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

I chatbot e gli altri sistemi conversazionali dovranno informare chiaramente gli utilizzatori del fatto che l’interlocutore è un sistema automatizzato e non una persona fisica. Analogo principio si applica ai contenuti multimediali prodotti o modificati mediante tecniche di intelligenza artificiale. Le immagini, i video e gli audio riconducibili alla categoria dei cosiddetti deepfake dovranno essere chiaramente identificati come tali. Inoltre, tutti i contenuti generati o alterati dall’intelligenza artificiale dovranno essere accompagnati da marcatori leggibili automaticamente dai sistemi informatici, così da facilitarne l’identificazione e il riconoscimento. L’obiettivo di tali prescrizioni consiste nel limitare i fenomeni di inganno, manipolazione e disinformazione, consentendo agli utenti di compiere scelte consapevoli. Parallelamente, le nuove disposizioni forniscono alle imprese indicazioni operative più chiare riguardo agli adempimenti richiesti e agli strumenti attraverso i quali dimostrare la conformità alla normativa.

LA GESTIONE DEI RISCHI SISTEMICI E IL DIVIETO DELLE PRATICHE PIÙ DANNOSE

Il regolamento introduce obblighi ulteriori per i modelli di intelligenza artificiale più avanzati, considerati potenzialmente idonei a generare rischi sistemici. I rispettivi fornitori dovranno adottare misure specifiche per prevenire danni su larga scala derivanti dall’impiego di tali tecnologie. Tra i rischi presi in considerazione figurano quelli collegati a incidenti di natura chimica, biologica, radiologica e nucleare, alla perdita del controllo sui sistemi di intelligenza artificiale, alle offensive informatiche, ai fenomeni di manipolazione dannosa e alle minacce rivolte ai diritti fondamentali. La normativa affronta inoltre problematiche emerse recentemente nel dibattito pubblico, quali i rischi per la cybersicurezza europea e la possibilità che sistemi di intelligenza artificiale operino al di fuori del controllo umano. Contestualmente prende avvio anche l’applicazione delle norme che vietano alcune pratiche di intelligenza artificiale considerate incompatibili con i valori fondamentali dell’Unione Europea. Tra queste rientrano i sistemi capaci di manipolare il comportamento delle persone, di sfruttarne le vulnerabilità in modo dannoso oppure di attribuire valutazioni discriminatorie o ingiustificate suscettibili di compromettere l’esercizio dei diritti fondamentali.

L’ASSETTO ISTITUZIONALE DELLA VIGILANZA E IL SUPPORTO SCIENTIFICO

L’attuazione delle nuove regole si fonda su una ripartizione delle competenze tra diversi organismi. L’AI Office esercita la vigilanza sui sistemi sviluppati dallo stesso fornitore del modello di intelligenza artificiale sottostante e sui sistemi integrati nelle piattaforme online di dimensioni molto elevate o nei motori di ricerca di grandi dimensioni designati ai sensi del Digital Services Act. Le autorità nazionali competenti sono invece responsabili del controllo sugli altri sistemi di intelligenza artificiale, mentre il Garante europeo della protezione dei dati vigila sulle applicazioni utilizzate dalle istituzioni, dagli organismi e dalle agenzie dell’Unione Europea. L’efficacia complessiva del sistema dipenderà anche dalla capacità degli Stati membri di designare tempestivamente le autorità competenti e di garantire loro adeguate risorse organizzative e finanziarie. L’attività di vigilanza sarà supportata da un Panel scientifico composto da sessanta esperti indipendenti nel settore dell’intelligenza artificiale, organismo consultivo che ha recentemente svolto la propria prima riunione. A tale struttura si affianca la nomina del professor Alessandro Abate, docente presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Oxford, quale Lead Scientific Adviser dell’AI Office. Il suo incarico riguarda il supporto alle attività scientifiche relative ai modelli di intelligenza artificiale per finalità generali, con particolare attenzione ai processi di innovazione, diffusione, sperimentazione e valutazione delle prestazioni.

GLI STRUMENTI DI SEGNALAZIONE E IL CALENDARIO DELLE FUTURE DISPOSIZIONI

Per agevolare l’applicazione della normativa, l’AI Office ha predisposto diversi strumenti destinati a cittadini, imprese e operatori del settore. Persone fisiche e giuridiche possono utilizzare un sistema dedicato per presentare segnalazioni relative a presunte violazioni dell’AI Act da parte dei fornitori sottoposti alla competenza dell’Ufficio. I lavoratori impiegati presso i fornitori di sistemi o modelli di intelligenza artificiale dispongono inoltre di uno specifico canale di whistleblowing attraverso il quale comunicare possibili infrazioni in condizioni di sicurezza. È stato infine istituito un ulteriore canale riservato ai fornitori che sviluppano sistemi basati su modelli di intelligenza artificiale per finalità generali e che intendano segnalare eventuali violazioni commesse dai fornitori dei modelli utilizzati. Tutte le informazioni trasmesse mediante tali strumenti saranno trattate in forma riservata. Il calendario applicativo dell’AI Act è stato nel frattempo modificato dall’AI Omnibus. Le disposizioni riguardanti i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio entreranno in vigore il 2 dicembre 2027, mentre quelle relative ai sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati saranno applicabili dal 2 agosto 2028. Lo stesso intervento normativo introduce ulteriori divieti concernenti i sistemi di intelligenza artificiale destinati alla produzione di contenuti sessualmente espliciti senza consenso e di materiale riconducibile all’abuso sessuale sui minori. Tali nuove proibizioni diventeranno efficaci a partire dal 2 dicembre 2026, completando progressivamente il quadro regolatorio europeo volto a garantire un utilizzo dell’intelligenza artificiale conforme ai principi di sicurezza, trasparenza e tutela dei diritti fondamentali.