Il Parlamento europeo ha recentemente delineato una nuova visione della politica della concorrenza, proponendo un aggiornamento delle regole comunitarie affinché siano adeguate alle trasformazioni dell’economia digitale e all’intensificarsi della competizione globale. Attraverso una risoluzione priva di effetti giuridicamente vincolanti, ma significativa sul piano dell’indirizzo politico, l’Assemblea di Strasburgo invita la Commissione europea a riconsiderare l’impianto normativo vigente, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria europea, ridurre le dipendenze strategiche da operatori extraeuropei e creare condizioni favorevoli allo sviluppo di grandi imprese continentali. Secondo l’orientamento la politica della concorrenza non dovrebbe più limitarsi a contrastare gli abusi di posizione dominante o a impedire fusioni dannose per i consumatori, ma dovrebbe diventare uno strumento capace di sostenere la resilienza economica, la sicurezza, la sostenibilità, l’autonomia strategica e la competitività dell’Unione. In questa prospettiva, il Parlamento suggerisce che le indicazioni contenute nei rapporti elaborati da Mario Draghi ed Enrico Letta rappresentino un punto di riferimento per l’evoluzione futura della disciplina europea della concorrenza.
RAFFORZAMENTO DEI MERCATI DIGITALI
Una parte rilevante della risoluzione riguarda il rafforzamento dell’applicazione del Regolamento sui mercati digitali (Digital Markets Act), introdotto per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali identificate come “gatekeeper”, ossia soggetti in grado di controllare l’accesso ai mercati digitali. Tra queste figurano Google, Amazon, Apple, Booking, TikTok, Meta e Microsoft. Il Parlamento invita la Commissione a ricorrere con maggiore frequenza agli strumenti previsti dalla normativa, comprese indagini di mercato, misure provvisorie, procedimenti per violazione e sanzioni, al fine di evitare che tali operatori possano eludere gli obblighi stabiliti dal regolamento. Per assicurare un’applicazione efficace del Digital Markets Act viene inoltre proposta l’introduzione di uno specifico contributo economico, definito “DMA fee”, destinato a garantire risorse finanziarie stabili per le attività di vigilanza e controllo.
NUOVE TECNOLOGIE, CLOUD COMPUTING E PREVENZIONE DEI MONOPOLI
Il Parlamento suggerisce che, nel prossimo riesame del regolamento, il campo di applicazione delle nuove norme venga ampliato includendo tecnologie emergenti che stanno assumendo un ruolo centrale nell’economia digitale. Tra queste rientrano i modelli di intelligenza artificiale, i chatbot, gli assistenti virtuali, i servizi di cloud computing e i sistemi operativi delle televisioni connesse. L’intento è prevenire la formazione di nuove posizioni monopolistiche prima che tali mercati raggiungano una piena maturità. Gli eurodeputati invitano la Commissione a utilizzare l’indagine già avviata per aggiornare gli obblighi previsti dal regolamento e rimuovere le barriere che ostacolano il passaggio dei clienti da un fornitore all’altro, considerato un elemento in grado di limitare significativamente la concorrenza.
FUSIONI, CAMPIONI EUROPEI E CONTRASTO ALLE ACQUISIZIONI PREDATORIE
La revisione della disciplina sulle concentrazioni rappresenta un altro elemento centrale della proposta parlamentare. Secondo gli eurodeputati, l’attuale sistema dovrebbe essere aggiornato per favorire la nascita di grandi gruppi industriali paneuropei capaci di competere con i principali operatori globali, senza compromettere la tutela della concorrenza e il benessere dei consumatori. La Commissione viene pertanto invitata ad adottare criteri di valutazione più dinamici, considerando non soltanto gli effetti immediati delle operazioni sui prezzi e sulle quote di mercato, ma anche il loro contributo alla capacità innovativa, agli investimenti, alla resilienza produttiva e alla crescita economica nel lungo periodo. Analogamente, viene richiesta una revisione degli orientamenti europei in materia di concentrazioni affinché tengano maggiormente conto della necessità di creare veri e propri “campioni europei” in settori strategici quali telecomunicazioni, energia, sistemi di pagamento e difesa.
AUTONOMIA STRATEGICA E NUOVI STRUMENTI DI INTERVENTO
Le proposte formulate dal Parlamento europeo collegano strettamente la politica della concorrenza all’obiettivo dell’autonomia strategica dell’Unione. In tale prospettiva, si auspica un forte sostegno allo sviluppo di infrastrutture europee considerate essenziali, tra cui servizi cloud, infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale, reti finanziarie e sistemi di pagamento interoperabili, così da ridurre la dipendenza da infrastrutture e operatori appartenenti a Paesi terzi. Nello stesso contesto, viene richiesto un rafforzamento dell’applicazione del regolamento sulle sovvenzioni estere nei confronti delle piattaforme online e dei marketplace con sede al di fuori dell’Unione Europea, evitando tuttavia di imporre oneri amministrativi eccessivi alle piccole e medie imprese europee. Sul piano dei pagamenti elettronici, il Parlamento invita inoltre la Commissione a concludere rapidamente le indagini relative alle commissioni applicate da Visa e Mastercard, individuando nell’euro digitale un’importante opportunità per rafforzare la concorrenza e diminuire la dipendenza dai circuiti di pagamento extraeuropei. Infine, la risoluzione propone l’introduzione di un nuovo strumento europeo di indagine sui mercati, concepito per consentire alla Commissione di affrontare situazioni di concorrenza compromessa anche in assenza di specifiche violazioni delle norme antitrust. A differenza delle procedure tradizionali, questo meccanismo permetterebbe di intervenire sui problemi strutturali dei mercati, seguendo modelli già adottati in alcuni Stati membri. Il Parlamento invita pertanto la Commissione europea a presentare una proposta normativa che integri l’attuale quadro regolatorio, rafforzando la capacità dell’Unione di rispondere alle nuove sfide poste dalla trasformazione digitale e dalla competizione economica internazionale. Questa la sfida dei prossimi mesi.