L’incontro del 15 giugno 2026 a Roma tra la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi rappresenta uno dei momenti più significativi del recente sviluppo delle relazioni tra Italia e Giappone. Il vertice si è collocato in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche, che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali e imponendo alle potenze democratiche una crescente capacità di coordinamento strategico. La riunione ha avuto luogo alla vigilia del G7 di Evian e dopo una serie di importanti incontri diplomatici che hanno coinvolto la leadership giapponese in Europa. In questo contesto, Roma è diventata il luogo di una riflessione congiunta sulle principali crisi internazionali e sulle opportunità di cooperazione tra due Paesi che, pur appartenendo a contesti geografici differenti, condividono una visione sempre più convergente delle sfide globali. L’incontro ha inoltre confermato il consolidamento del rapporto personale e politico tra Meloni e Takaichi, entrambe prime donne nella storia dei rispettivi Paesi a guidare il governo nazionale. Questa peculiarità istituzionale si accompagna a una significativa affinità ideologica, poiché entrambe rappresentano una leadership conservatrice orientata a coniugare pragmatismo politico, valorizzazione degli interessi nazionali e rafforzamento delle alleanze strategiche.
DUE LEADERSHIP ACCOMUNATE DA PRAGMATISMO E VISIONE STRATEGICA
Uno degli elementi più rilevanti emersi dal vertice riguarda la sintonia tra le due leader. Oltre alla comune esperienza di essere le prime donne alla guida dei rispettivi governi, Meloni e Takaichi condividono un approccio politico caratterizzato da concretezza decisionale, attenzione alla sicurezza nazionale e volontà di rafforzare il ruolo internazionale dei propri Paesi. Questa convergenza ha favorito l’accelerazione di numerosi progetti bilaterali avviati nei mesi precedenti, in particolare dopo la visita della Presidente del Consiglio italiana a Tokyo del gennaio 2026. In quell’occasione le relazioni tra Italia e Giappone sono state elevate al rango di Partenariato Strategico Speciale, segnando una svolta qualitativa nella cooperazione tra i due Stati. Tale visione comune si riflette nella scelta di investire congiuntamente in settori destinati a determinare gli equilibri dei prossimi decenni, dalla difesa alle tecnologie emergenti, dall’intelligenza artificiale allo spazio.
SICUREZZA INTERNAZIONALE, MEDIO ORIENTE E LIBERTÀ DI NAVIGAZIONE
Il dialogo si è svolto poche ore dopo l’annuncio del memorandum tra Stati Uniti e Iran, un passaggio considerato rilevante per favorire una maggiore stabilità regionale. In tale contesto, Italia e Giappone hanno espresso soddisfazione per gli sviluppi diplomatici e hanno ribadito l’importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz, infrastruttura marittima essenziale per il commercio globale e per la sicurezza energetica internazionale. Takaichi ha confermato l’adesione del Giappone alla dichiarazione congiunta promossa da Italia, Francia, Germania e Regno Unito, sottolineando l’impegno di Tokyo a favore della pace regionale, della libertà di navigazione e della sicurezza delle rotte marittime.
IL CONFLITTO IN UCRAINA E LA DIFESA DELL’ORDINE INTERNAZIONALE
Altro tema centrale del vertice è stato il conflitto russo-ucraino. Italia e Giappone hanno riaffermato la comune condanna dell’aggressione russa e il sostegno al diritto internazionale come principio fondamentale della convivenza tra gli Stati. Le due leader hanno evidenziato la necessità di perseguire una pace giusta e duratura, senza ignorare le conseguenze umanitarie del conflitto e gli attacchi contro infrastrutture civili e siti di rilevanza storica e culturale. La solidarietà verso Kiev è stata presentata come un elemento imprescindibile della politica estera delle due nazioni e come uno dei temi destinati a occupare una posizione centrale nell’agenda del G7.
DIFESA E RIEQUILIBRIO GEOPOLITICO DEL GIAPPONE
Il settore della difesa costituisce uno dei pilastri del nuovo partenariato strategico. In un contesto caratterizzato da crescenti tensioni nell’Indo-Pacifico e da un progressivo ripensamento degli equilibri di sicurezza globali, il Giappone sta perseguendo una politica di maggiore autonomia strategica. Pur mantenendo la tradizionale alleanza con gli Stati Uniti, Tokyo appare consapevole della necessità di rafforzare le proprie capacità e di diversificare le partnership internazionali. Tale evoluzione si inserisce in un più ampio processo di ridefinizione del ruolo giapponese nello scenario globale. In questo quadro assume particolare rilevanza il Global Combat Air Programme (GCAP), iniziativa che coinvolge Italia, Giappone e Regno Unito nello sviluppo di un caccia di sesta generazione. Il progetto rappresenta non soltanto una collaborazione tecnologica e industriale di altissimo livello, ma anche uno strumento di integrazione strategica tra Europa e Indo-Pacifico. L’ingresso nella fase operativa del programma conferma la volontà dei tre partner di rafforzare la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica attraverso una cooperazione avanzata nel settore della difesa.
ECONOMIA, COMMERCIO E SICUREZZA DELLE FILIERE
Parallelamente alla dimensione geopolitica, il partenariato italo-giapponese presenta una solida base economica. Il Giappone si conferma infatti il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia e la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente. Nel 2025 l’interscambio bilaterale ha raggiunto il valore di 12,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 4,4 miliardi. Nel primo trimestre del 2026 gli scambi hanno già raggiunto circa 3 miliardi di euro, generando un avanzo commerciale italiano vicino al miliardo di euro. Particolarmente significativa risulta anche la presenza imprenditoriale italiana in Giappone, dove operano 166 aziende con un fatturato complessivo stimato in circa 3 miliardi di euro. La cooperazione economica è stata ulteriormente rafforzata attraverso nuovi strumenti istituzionali. A Nagoya si è riunito l’Italy-Japan Business Group, mentre a Tokyo si è svolta la prima riunione del Tavolo bilaterale sulla sicurezza economica. Quest’ultimo organismo è destinato a svolgere un ruolo fondamentale nel rafforzamento delle catene del valore, nella protezione dei settori strategici e nella gestione delle vulnerabilità legate alle materie prime critiche e agli approvvigionamenti energetici.
LO SPAZIO COME NUOVA FRONTIERA DELLA COOPERAZIONE
Uno degli aspetti più innovativi del partenariato riguarda il settore spaziale. Nel maggio 2026 Tokyo ha ospitato la prima sessione del nuovo Dialogo intergovernativo sullo spazio, culminato successivamente nell’adozione di una dichiarazione congiunta tra i due governi. L’accordo individua lo spazio come un ambito strategico capace di incidere sulla ricerca scientifica, sulla sicurezza nazionale, sulla crescita economica e sull’innovazione industriale. La collaborazione coinvolge direttamente l’Agenzia Spaziale Italiana e la Japan Aerospace Exploration Agency, rafforzando una cooperazione già esistente e ampliandola a nuovi ambiti. Particolare attenzione viene riservata all’esplorazione lunare nell’ambito degli Accordi Artemis, alle future stazioni spaziali, alle attività in orbita terrestre bassa e alla collaborazione con la NASA. Italia e Giappone lavoreranno inoltre insieme sul modulo abitativo lunare multifunzionale e sul rover pressurizzato destinato alle missioni sulla superficie della Luna.
RICERCA SCIENTIFICA, SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE TECNOLOGICA
La dichiarazione sullo spazio amplia ulteriormente gli ambiti di collaborazione scientifica. Le due nazioni intendono rafforzare la cooperazione nell’osservazione della Terra, nella gestione dei rischi naturali e nella condivisione dei dati satellitari, contribuendo al miglioramento dei sistemi di prevenzione e risposta alle emergenze. Grande rilevanza viene attribuita anche alla fisica solare, alla missione SOLAR-C, agli studi cosmologici attraverso la missione LiteBIRD e alle attività di monitoraggio degli asteroidi potenzialmente pericolosi. La sostenibilità spaziale rappresenta un altro pilastro dell’intesa. Italia e Giappone collaboreranno per affrontare il problema crescente dei detriti orbitali, sviluppare tecnologie di rimozione attiva dei residui spaziali, migliorare i sistemi di prevenzione delle collisioni satellitari e rafforzare la consapevolezza situazionale nello spazio. L’investimento nella formazione delle competenze e nella ricerca avanzata completa un quadro orientato alla costruzione di ecosistemi innovativi capaci di sostenere la competitività industriale di entrambi i Paesi.
LE PROSPETTIVE PER L’EUROPA E IL SIGNIFICATO STRATEGICO DEL PARTENARIATO
L’evoluzione delle relazioni tra Italia e Giappone possiede implicazioni che vanno oltre la dimensione bilaterale. Essa offre infatti indicazioni rilevanti per il futuro della politica europea. In un contesto internazionale segnato dalla competizione tra grandi potenze, dalla frammentazione geoeconomica e dall’accelerazione tecnologica, l’Europa è chiamata a sviluppare nuove forme di cooperazione con partner democratici extraeuropei. Il rapporto privilegiato con il Giappone costituisce un modello di questa strategia. La collaborazione su difesa, spazio, sicurezza economica, energia, intelligenza artificiale, biotecnologie e infrastrutture dimostra come sia possibile costruire un asse euro-indo-pacifico fondato su interessi convergenti e valori condivisi. Inoltre, le iniziative congiunte previste in Africa, attraverso il dialogo tra il Piano Mattei italiano e il programma giapponese TICAD, aprono nuove prospettive di cooperazione verso il Global South. Il 2026, anno del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, appare dunque come una tappa simbolica di un percorso destinato a rafforzarsi ulteriormente. La convergenza tra Meloni e Takaichi, unita alla crescente integrazione tra le rispettive strategie nazionali, suggerisce la possibilità di una cooperazione sempre più profonda, capace di influenzare non solo i rapporti tra Roma e Tokyo, ma anche l’evoluzione della politica europea in un sistema internazionale in rapida trasformazione.