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Elezioni in Europa: La destra conservatrice, alimentata dall’ascesa del movimento nazionalista, si rafforza

Politica - Febbraio 13, 2024

I risultati delle elezioni nazionali tenutesi in diversi Paesi europei negli ultimi due anni riflettono un consolidamento della destra conservatrice, alimentato dall’ascesa del movimento nazionalista estremo. Il termine “estrema destra”, che fino agli anni Duemila era utilizzato per descrivere un numero relativamente ristretto di partiti e gruppi – ad esempio i gruppi neofascisti in Germania e Austria – è ora utilizzato per descrivere molti partiti politici, la maggior parte dei quali si definisce conservatrice. Sono nati in base al principio della domanda e dell’offerta, in risposta alla “stanchezza” dell’elettorato causata dalle crisi che si sono susseguite negli ultimi anni o, sfruttando questa tendenza, attraverso il rebranding di vecchi partiti conservatori. Il successo di tutti i partiti politici conservatori, così come di quelli populisti, è radicato nel desiderio di una parte dell’elettorato – una parte significativa, come abbiamo visto nelle ultime elezioni – di “penalizzare” i partiti mainstream che hanno condiviso il governo negli ultimi anni. Naturalmente, i partiti politici conservatori hanno risposto al desiderio dell’elettorato di tornare a una normalità pre-pandemica e di ritrovare un senso di sicurezza, diminuito dalla minaccia della guerra e del terrorismo, e uno status sociale e una prosperità minacciati da una massiccia immigrazione. Ma hanno anche risposto all’esigenza di una crescente base elettorale irritata dalla supremazia di Bruxelles in settori chiave dell’attività legislativa, un’entità vista ultimamente come piuttosto disfunzionale e priva di trasparenza ed efficacia su questioni chiave che riguardano la società. Il conservatorismo postmoderno si è sviluppato in Europa in varie forme – tutte senza alcuna somiglianza con il conservatorismo tradizionale britannico – dal conservatorismo moderato e centrista, come la Democrazia Cristiana, al conservatorismo nazionalista di estrema destra. Ci sono stati persino modelli originali – come quello ungherese – che oggi ispirano altri partiti (nel caso dell’Ungheria, la Slovacchia).

Il partito Fratelli d’Italia, etichettato da una parte della stampa internazionale come partito “populista”, “estremista” – ma essenzialmente di origine conservatrice – che è riuscito a dare all’Italia il primo primo ministro donna della sua storia – Giorgia Meloni – non è solo uno dei tanti esempi di partiti politici che hanno saputo cavalcare quest’onda, una tendenza europea, ma anche la prova che la linea di demarcazione tra il conservatorismo calcolato, prudente, centrista e il conservatorismo di estrema destra è diventata fragile. Giorgia Meloni ha vinto le elezioni dello scorso anno con un discorso temperato e, con sorpresa di molti analisti, le misure adottate dal suo governo non sono state così radicali come i critici e gli avversari politici si aspettavano. Giorgia Meloni è persino riuscita a far sedere allo stesso tavolo – cioè al governo – i due politici Matteo Salvini, con la sua “Lega”, e Silvio Berlusconi, con “Forza Italia”, nonostante le loro divergenze sul conflitto in Ucraina. Il gabinetto Meloni si è impegnato a sostenere gli sforzi dell’Unione Europea per sostenere la guerra in Ucraina e la missione militare nel Mar Rosso e non ha inviato navi militari per creare un blocco nel Mediterraneo per fermare gli immigrati clandestini provenienti dal Nord Africa. Con grande sorpresa dei critici del suo riavvicinamento alla Cina, che si è espresso nel sostegno al progetto della nuova Via della Seta, uno dei primi passi di Georgia Meloni come primo ministro è stato quello di limitare per legge l’influenza della cinese Sinochem Holdings Corp nell’industria italiana Pirelli. Il premier italiano non ha promesso di abrogare la legge sull’aborto, ma ha sostenuto la necessità di misure a sostegno delle donne incinte prive di mezzi finanziari per avere “altre opzioni” e ha preso alcune decisioni controverse, come l’annullamento di una riforma della giustizia che era una condizione per ottenere i fondi post-pandemia, l’abrogazione della legge sulle vaccinazioni obbligatorie per gli operatori sanitari e l’introduzione di una sovrattassa sulle grandi istituzioni finanziarie (banche) per attirare denaro nel bilancio nazionale. In linea con i principi promossi dai Conservatori Europei (ECR), a cui Fratelli D’Italia appartiene, Giorgia Meloni non promuove più – come faceva prima della campagna elettorale – l’idea dell’uscita del suo Paese dall’UE, ma chiede una revisione delle regole di Bruxelles sulla spesa pubblica. La vittoria di Giorgia Meloni è stata prontamente accolta dai leader di partiti ideologicamente vicini in Ungheria, Polonia, Svezia, Francia e Spagna.

I partiti conservatori hanno vinto le elezioni generali in molti paesi europei

I conservatori hanno vinto le elezioni generali in molti Paesi europei, ma in alcuni non sono riusciti a formare le maggioranze parlamentari necessarie per formare un governo. Il carismatico primo ministro finlandese, Sanna Marin, è stato sconfitto alle elezioni parlamentari dal partito di centro-destra Coalizione Nazionale, sostenuto dal Partito dei Finlandesi di estrema destra. Il partito conservatore Nea Dimokratia di Kyriakos Mitsotakis sarà in grado di governare come partito unico ad Atene dopo le ultime elezioni. Anche la Svezia sarà governata per i prossimi anni da una coalizione di destra, guidata dal Partito Moderato di Ulf Kristersson, che comprende anche i Democratici di Svezia, partito di estrema destra che ha ottenuto il maggior numero di voti alle elezioni parlamentari.

Anche le elezioni in Spagna e Polonia sono state vinte dai partiti di destra. Il partito conservatore spagnolo di Alberto Nunez Feijoo non è riuscito a ottenere la maggioranza semplice in parlamento necessaria per entrare nel governo e ha perso la carica di primo ministro a favore del socialista interinale Pedro Sanchez, che si è alleato con il partito secessionista catalano. Allo stesso modo, il partito conservatore polacco Diritto e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski ha dovuto cedere il potere alla coalizione pro-europea di Donald Tusk, nonostante abbia ottenuto il maggior numero di voti nel voto parlamentare dello scorso autunno.

Non sono solo i partiti con un messaggio estremista a essersi fatti strada in modo temperato verso il potere, ma anche alcuni partiti conservatori centristi che hanno virato verso gli estremi spinti dallo stesso obiettivo di formare un governo. Recentemente è emersa sulla scena politica tedesca l’iniziativa di fondare un nuovo partito, la WerteUnion, dividendo la CDU. La CDU è il partito cristiano-democratico di centro-destra, che fa parte del mainstream politico tedesco e ha governato il Paese insieme ai socialdemocratici. Ma la grandezza del Partito Cristiano Democratico è svanita con la scomparsa del suo ex leader ed ex cancelliere tedesco Angela Merkel dal panorama politico tedesco ed europeo. Il nucleo del nuovo partito sarà costituito dall’ala radicale della CDU che, a differenza del suo partito madre, non esclude una futura collaborazione con l’AfD di estrema destra, considerata irraggiungibile dalla CDU e dalla SPD del cancelliere Olaf Scholz.

I partiti di estrema destra sono in cima alle scelte degli elettori in 9 paesi dell’UE e al secondo posto in altri 9 paesi

Questi sono solo alcuni esempi che illustrano l’ascesa della destra conservatrice in Europa negli ultimi due anni. Secondo un recente sondaggio condotto a livello europeo in vista delle elezioni del Parlamento europeo di quest’anno, che si concentra sui partiti di estrema destra, questi ultimi sarebbero al primo posto tra gli elettori di 9 Stati membri dell’UE e al secondo posto in altri 9 Paesi. Per la destra conservatrice nel suo complesso, ci sono ancora Paesi in cui i partiti conservatori-liberali – come ad esempio in Bulgaria – sono considerati l’opzione numero uno nelle intenzioni di voto dell’elettorato. In conclusione, alle prossime elezioni i partiti conservatori metteranno in seria difficoltà i socialisti e i partiti politici che si trovano al centro della frattura politica europea. L’Europa si è già spostata fortemente a destra e, in futuro, si prevede che questo spostamento si rifletterà non solo nelle politiche nazionali degli Stati membri, ma anche a Bruxelles, attraverso una più ampia rappresentanza di questa corrente anche nel Parlamento europeo.

Foto: Pickpik.com