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Il ritorno della stagflazione tra preoccupazioni e speranze

Commercio ed Economia - Novembre 26, 2023

Stagflazione è un termine che negli ultimi mesi ha iniziato a comparire sempre più spesso nelle discussioni economiche dell’Unione Europea.

Questo fenomeno economico, caratterizzato da una combinazione di stagnazione economica e inflazione, rappresenta una sfida significativa per i politici e gli economisti. La stagflazione è una situazione in cui un’economia si trova contemporaneamente in uno stato di stagnazione finanziaria e di alta inflazione. Ciò significa che la produzione economica, misurata dal prodotto interno lordo (PIL), è debole o addirittura in calo, mentre i prezzi di beni e servizi continuano ad aumentare. La stagflazione è considerata una situazione particolarmente problematica perché sfida le teorie economiche tradizionali. In circostanze normali, l’inflazione tende a diminuire quando l’economia rallenta, ma nella stagflazione si verifica il contrario e questa combinazione di fattori rende difficile per i responsabili politici adottare misure economiche efficaci per risolvere il problema.

Le cause della stagflazione possono essere complesse e variabili, ma ci sono alcuni motivi principali che possono contribuire a questa situazione economica. Tra le cause più comuni vi è il cosiddetto “shock dell’offerta”, che si verifica quando si verifica una forte diminuzione dell’offerta di beni e servizi nell’economia. Questa diminuzione dell’offerta può essere causata da eventi imprevisti come guerre, crisi energetiche o disastri naturali che interrompono la produzione e causano carenze di approvvigionamento.

L’aumento dei prezzi delle materie prime, come il petrolio, può alimentare l’inflazione e quando il costo delle materie prime aumenta, le imprese spesso aumentano i prezzi dei loro prodotti per coprire i maggiori costi di produzione. Questo può portare a un aumento generale dei prezzi nell’economia, contribuendo all’inflazione. Le politiche monetarie, come il controllo dell’offerta di moneta e dei tassi di interesse, possono influenzare l’inflazione e la crescita economica e, se le politiche monetarie sono gestite male, possono contribuire alla stagflazione come quando, ad esempio, le autorità monetarie mantengono i tassi di interesse troppo bassi per troppo tempo, alimentando l’inflazione anche in un’economia a crescita lenta.

Anche le politiche fiscali, come la spesa pubblica e le tasse, possono influenzare la crescita economica e l’inflazione, e l’aumento delle tasse o la riduzione della spesa pubblica in un momento in cui l’economia è già debole possono peggiorare la stagnazione economica. Negli ultimi mesi, l’Unione Europea ha iniziato a confrontarsi con il problema della stagflazione e, per diverse ragioni, questo fenomeno sta diventando una preoccupazione crescente in tutto il continente.

Uno dei principali fattori che hanno contribuito alla stagflazione nell’Unione Europea è stato il persistente shock globale dell’offerta. La pandemia COVID-19 ha interrotto le catene di approvvigionamento globali, causando ritardi nella produzione e nell’approvvigionamento di beni, provocando carenze di approvvigionamento in diversi settori, con un inevitabile aumento dei prezzi. Il prezzo delle materie prime come il petrolio, che continua a salire a causa delle variazioni della domanda e dell’instabilità geopolitica, ha avuto un impatto significativo sull’inflazione nell’Unione Europea. Questo improvviso aumento dei prezzi ha alimentato l’inflazione, mettendo sotto pressione consumatori e imprese.

Le politiche monetarie e fiscali europee hanno contribuito a perpetuare la stagflazione. In effetti, la Banca Centrale Europea (BCE) ha mantenuto tassi di interesse estremamente bassi e ha attuato politiche di acquisto di asset per stimolare l’economia durante la pandemia. Tuttavia, queste politiche hanno contribuito all’inflazione, in quanto hanno aumentato la quantità di denaro in circolazione ma, allo stesso tempo, alcune nazioni europee hanno attuato politiche fiscali restrittive per controllare il debito pubblico, riducendo la spesa pubblica. Queste politiche hanno favorito la stagnazione economica, creando un circolo vizioso con l’inflazione.

L’Unione europea deve inoltre affrontare problemi strutturali che hanno contribuito alla stagflazione e che comprendono un mercato del lavoro rigido, una bassa produttività e una burocrazia eccessiva, che possono ostacolare la crescita economica e l’adattamento alle sfide finanziarie. La Comunità europea deve cercare di coordinare le sue politiche economiche a livello regionale per affrontare la stagflazione, compreso un maggiore coordinamento delle politiche fiscali e monetarie tra i Paesi membri. Per affrontare le nuove sfide legate alla situazione economica stagnante, le politiche europee potrebbero includere la semplificazione delle normative, l’innovazione tecnologica e il miglioramento del mercato del lavoro, con politiche fiscali mirate per stimolare la crescita economica senza alimentare ulteriormente l’inflazione. La BCE dovrebbe adottare una politica monetaria più cauta, che potrebbe portare a un graduale aumento dei tassi di interesse, come già avvenuto negli ultimi mesi, e a una revisione delle politiche di acquisto di asset.

Alessandro Fiorentino