L’Italia che verrà e il nuovo corso europeo

Politica - Ottobre 7, 2022

Il futuro dei conservatori parte dall’Italia?

La tornata elettorale per eleggere il nuovo Parlamento che dovrà governare l’Italia dopo la caduta del governo Draghi si è chiusa pochi giorni fa.

Elezioni che hanno visto letteralmente trionfare Fratelli d’Italia, il partito conservatore guidato da Giorgia Meloni, anche presidente dell’ECR.

Un trionfo che non può essere semplificato come un “voto di protesta”, ma che ha una radice molto più profonda e importante.

Gli italiani, infatti, hanno fatto una scelta precisa e chiara, hanno scelto la coerenza e la credibilità di un leader e di un partito che non si è mai contraddetto nel suo essere, ma anzi ha ribadito il suo pensiero presentando un programma di governo ben preciso.

Una vittoria delle idee, dunque, e di un leader capace di incarnarle e rappresentarle alla perfezione.

Una vittoria che vede i suoi punti cardine in tre elementi ben precisi: coerenza, credibilità, preparazione, punti cardine che potrebbero diventare quelli di tutti i partiti conservatori europei.

Ma qual è ora il futuro dell’Italia.

A dispetto di chi auspica scelte nefaste, Giorgia Meloni ha idee chiare e nette: sostegno economico, maggiore rappresentatività europea, atlantismo, queste in sostanza le parole chiave della prima fase del governo che verrà.

Certo, il difficile scenario nazionale e internazionale porterà a scelte obbligate e responsabili, ma allo stesso tempo saranno i principali alleati di chi, come Giorgia Meloni, vuole dare all’Italia e ai partiti conservatori europei in generale un ruolo di primo piano nella direzione delle politiche comunitarie.

Nessun stravolgimento, nessuna minaccia di “italexit”, semplicemente il legittimo desiderio di dare al proprio Paese un ruolo che non sia più di supporto nelle scelte cruciali.

Un vero e proprio banco di prova per le forze conservatrici, dunque, che certamente guarderanno alle scelte e agli obiettivi italiani come apripista per le politiche future.

Il compito che attende la futura leader italiana è quindi quello di una duplice responsabilità, in primo luogo verso il proprio Paese, ma anche verso le forze conservatrici che si uniscono sotto la bandiera dell’ECR di cui è presidente.

Tuttavia, siamo fiduciosi che saprà incarnare al meglio entrambi i ruoli e che quello italiano sarà il nuovo corso per un’Europa più unita, libera e conservatrice.

 

FeMo

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