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Gli europei hanno risposto. Chi li ascolta?

Saggi - Gennaio 31, 2026

Sette europei su dieci ritengono che la democrazia sia in pericolo e altrettanti credono che debbano essere ripristinati i rigidi controlli alle frontiere. Queste opinioni non sono promosse da piattaforme mediatiche alternative o conservatrici, ma sono i risultati di un sondaggio condotto da FGS Global. Il sondaggio, a cui hanno risposto più di 11.700 cittadini di 23 Stati membri dell’Unione Europea, è stato condotto a novembre e pubblicato solo pochi giorni fa.

Tre quarti degli europei che hanno risposto hanno dichiarato che la democrazia nel loro paese è “in declino”. In altre parole, una maggioranza significativa di europei ritiene che l’erosione democratica sia una realtà e che la fiducia negli attori politici sia in costante calo. Quanto è o dovrebbe essere allarmante questa statistica? Molto!

Secondo lo stesso sondaggio, il 70% degli europei è deluso dalle prestazioni del proprio governo e ritiene di dover nutrire maggiori aspettative. Inoltre, oltre la metà delle persone che hanno risposto pensa che sia necessaria una riforma profonda del sistema politico. Questo non è davvero sorprendente. Anche se in Paesi come la Romania e la Bulgaria molte persone non sono soddisfatte di come stanno andando le cose a livello politico, come il 91% in Romania e l’86% in Bulgaria, questi numeri non dovrebbero essere uno shock. La Romania è l’unico paese dell’Unione Europea in cui un’elezione presidenziale, quella del novembre-dicembre 2024, è stata annullata nella sua interezza, e le ragioni dietro l’annullamento delle elezioni sono tutt’altro che chiare. In Bulgaria, negli ultimi quattro anni si sono tenute sette elezioni legislative e un’ottava tornata di elezioni parlamentari è già una certezza. Sempre in Bulgaria, il 19 gennaio il Presidente Rumen Radev ha annunciato le sue dimissioni, un anno prima della fine del suo secondo mandato.

Alla domanda se fossero soddisfatti della direzione che sta prendendo il loro Paese, il 65% degli intervistati ritiene che sia quella sbagliata, con la percentuale più alta in Francia. Quattro francesi su cinque ritengono che il loro Paese non stia affatto andando nella direzione giusta. Un’altra bandiera rossa. Provocherà una reazione o verrà minimizzata? Questo è tutto da vedere.

Molto interessante è anche la percentuale di coloro che desiderano una politica più esigente in materia di migrazione. Sette europei su dieci hanno risposto che gli Stati membri dovrebbero avere poteri maggiori e più decisivi per gestire nel modo più efficace possibile un fenomeno che rappresenta la più grave minaccia alla coesione e alla sicurezza delle società europee. La stessa percentuale di intervistati ritiene che gli Stati debbano agire con maggiore fermezza per proteggere i propri interessi nazionali e il 57% degli europei ritiene che la spesa per la difesa debba essere aumentata.

Ho citato sopra alcuni dei risultati più conclusivi di questo sondaggio, che dovrebbero suscitare emozioni o almeno accendere dibattiti. La direzione in cui stanno andando i nostri paesi è chiaramente sbagliata, la democrazia è percepita come in declino, il sistema politico è marcio e necessita di una profonda riforma, l’immigrazione deve essere controllata attraverso misure più severe e l’interesse nazionale deve rimanere la nostra priorità principale. Queste sono le opinioni della maggioranza degli europei, realtà su cui le forze conservatrici hanno ripetutamente richiamato l’attenzione.

I risultati di questo sondaggio sono tanto più interessanti in quanto sono stati rivelati in un momento in cui il concetto di “UE a due velocità” è tornato alla ribalta. In una lettera indirizzata ai suoi cinque omologhi di Francia, Polonia, Spagna, Italia e Paesi Bassi, il ministro delle Finanze tedesco ha scritto che “l’Europa deve diventare più forte e più resistente”. Più di due terzi degli europei non si fidano dei propri governi e delle misure che hanno adottato, sono molto critici nei confronti del sistema politico e ritengono che la direzione generale sia sbagliata.

Europa a due velocità o due Europe? Le voci dei cittadini sembrano essere in netto contrasto con la retorica stereotipata delle “élite”.