Il mio messaggio alla Società di Mont Pelerin

Cultura - 12 Ottobre 2026

La Società di Mont Pelerin è stata fondata in Svizzera nel 1947 da Friedrich A. von Hayek, Milton Friedman, Ludwig von Mises, Frank H. Knight, Karl R. Popper, George J. Stigler, Maurice Allais e Luigi Einaudi e altri illustri economisti e filosofi come accademia internazionale piuttosto che come movimento. Si riunisce regolarmente per discutere dei problemi e delle prospettive di una società libera. Hayek mi ha invitato a un incontro della MPS a Stanford nel 1980, e ne sono diventato membro nel 1984. Il suo incontro a Indianapolis (foto sopra) dall’11 al 16 ottobre 2026 si è concentrato su due eventi avvenuti 250 anni fa: la pubblicazione dell’opera di Adam Smith Ricchezza delle Nazioni e la Rivoluzione americana del 1776. Sono stato invitato a intervenire alla riunione e, nel mio intervento, ho sottolineato due punti. Innanzitutto, che il liberalismo classico di John Locke, David Hume e Adam Smith La situazione prese una piega diversa tredici anni dopo, con la Rivoluzione francese del 1789. In secondo luogo, le grandi idee anglosassoni del 1776 erano state anticipate nei paesi nordici.

Conservatorismo contro liberalismo sociale

Edmund Burke, un caro amico di Hume e Smith, si schierò quasi subito contro la Rivoluzione francese. Non la vedeva come una difesa e un’estensione delle libertà tradizionali, come lo erano state la Rivoluzione inglese del 1688 e quella americana del 1776, ma come un tentativo di ricostruire la società secondo principi inventati da filosofi privi di esperienza pratica o di rispetto per la tradizione — un tentativo destinato a finire in un disastro, come infatti è successo: prima il Terrore, poi la dittatura militare di Napoleone. Quando Burke pubblicò Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia Nel 1790, il suo connazionale Thomas Paine scrisse una replica, I diritti dell’uomo, nel 1791. Sia Burke che Paine credevano nella libertà. Ma per Burke era un risultato della tradizione, un’arte dell’adattamento reciproco, mentre per Paine era un ideale astratto per cui lottare e poi mettere in pratica. Questo segnò la divergenza tra i liberalismo conservatore di Burke, Alexis de Tocqueville, Carl Menger, Hayek, Michael Oakeshott e Robert Nozick, e il liberalismo sociale di Paine, John Stuart Mill, Bertrand Russell, John Maynard Keynes e John Rawls. Il problema del liberalismo sociale, però, è che non è solido. Esalta l’espressione individuale ma ignora la stabilità sociale. Quando viene messo alla prova, si tira indietro, offrendo tolleranza agli intolleranti.

Snorri prima di Jefferson

I principi che guidavano i rivoluzionari americani del 1776 — il governo basato sul consenso e il diritto alla ribellione — erano stati espressi anche nel scritti del cronista islandese Snorri Sturluson negli anni ’20 e ’30 del XIII secolo. Essi diedero voce alla tradizione descritta da Tacito e lodata da Montesquieu: le assemblee popolari delle tribù germaniche. Le nazioni nordiche, così come gli anglosassoni, mantennero questa tradizione. Soppressa per un breve periodo dai Normanni, si riaffermò con la Magna Carta del 1215, l’istituzione del Parlamento inglese nel 1265 e la Rivoluzione del 1688. La difesa filosofica della Rivoluzione da parte di Locke nel Due trattati sul governo si ispirò a questa antica tradizione germanica. I rivoluzionari americani ne furono ispirati tanto quanto dalle tradizioni repubblicane dell’antica Grecia e di Roma. Infatti, come osservò Thomas Jefferson, «la differenza tra i Whig e i Tory inglesi sta nel fatto che i Whig fanno derivare i propri diritti dalla tradizione anglosassone, mentre i Tory da quella normanna».

Chydenius prima di Smith

Nel 1865, undici anni prima che Adam Smith… Ricchezza delle Nazioni Fece la sua comparsa Anders Chydenius, un oscuro sacerdote finlandese, all’epoca la Finlandia faceva parte della Svezia, pubblicato un opuscolo, Il guadagno nazionale, in cui sosteneva la stessa tesi: che le forze di mercato dovessero essere lasciate in gran parte libere di agire, che in un’economia competitiva il profitto privato fosse nell’interesse pubblico e che tutti i monopoli e i privilegi dovessero essere aboliti. Nel XIX secolo, gli svedesi seguirono il suo consiglio e eliminarono la maggior parte degli ostacoli alla crescita economica, tanto che all’inizio del XX secolo la Svezia divenne uno dei paesi più prosperi del mondo, riuscendo persino a sopravvivere alla politica di sperpero dei socialdemocratici. Chydenius non era un pensatore profondo o sistematico come Smith, ma va comunque ricordato.

Il mio messaggio al convegno della Mont Pelerin Society a Indianapolis è stato questo: se da un lato dovremmo sicuramente discutere e sviluppare i principi di una società libera, dall’altro potremmo anche trarre beneficio dalla saggezza dei nostri antenati, non da ultimo di quelli ingiustamente trascurati perché al di fuori dell’anglosfera.