L’agricoltura italiana come leva strategica del Made in Italy e della sovranità europea

Commercio ed Economia - 22 Maggio 2026

Nel panorama economico e produttivo contemporaneo, l’agricoltura rappresenta per l’Italia un elemento che trascende la semplice dimensione economica. Essa costituisce infatti una componente fondamentale dell’identità nazionale, intrecciando tradizione, cultura, tutela del territorio e sviluppo sociale. Durante l’iniziativa “L’Agricoltura, il Futuro”, promossa da Confagricoltura a Milano, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha evidenziato come il settore agricolo sia oggi centrale non soltanto per la crescita economica del Paese, ma anche per la sicurezza alimentare, la coesione territoriale e la reputazione internazionale dell’Italia.

UNA NUOVA VISIONE TRA SOSTENIBILITÀ E SVILUPPO

Nel dibattito contemporaneo sulle politiche ambientali, il Governo italiano ha assunto una posizione critica nei confronti di approcci considerati eccessivamente ideologici e distanti dalla realtà produttiva. Secondo questa impostazione, la tutela dell’ambiente non può essere perseguita attraverso misure punitive nei confronti degli agricoltori, bensì mediante un equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità e capacità produttiva. Questa impostazione si è tradotta, negli ultimi anni, in una serie di interventi finalizzati a restituire centralità all’agricoltura italiana. Attraverso il confronto con associazioni di categoria e organizzazioni rappresentative, il Governo ha elaborato provvedimenti volti a rafforzare la competitività del comparto, incrementandone sostenibilità e innovazione.

IL SUCCESSO INTERNAZIONALE DEL MADE IN ITALY AGROALIMENTARE

I risultati raggiunti dal sistema agroalimentare italiano confermano il peso strategico del comparto all’interno dell’economia nazionale e nel contesto internazionale. L’Italia è oggi la prima economia agricola europea per valore aggiunto e il settore agroalimentare continua a registrare performance di rilievo sui mercati globali. Nel 2025 le esportazioni del Made in Italy agroalimentare hanno raggiunto il valore record di quasi 73 miliardi di euro, mentre le produzioni DOP e IGP hanno superato i 12 miliardi di euro, segnando una crescita annua superiore al 12%. Questi dati testimoniano la capacità delle imprese italiane di affermarsi grazie alla qualità, alla tracciabilità e all’eccellenza produttiva. I prodotti italiani costituiscono inoltre uno strumento di diplomazia economica e culturale. Il prestigio internazionale dell’Italia come patria del buon cibo e della qualità artigianale si fonda infatti sul lavoro degli agricoltori, dei trasformatori e dei professionisti della ristorazione. In questo quadro si inserisce anche il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio dell’Umanità, risultato ottenuto grazie a una mobilitazione congiunta delle istituzioni e dell’intero sistema produttivo nazionale. L’agroalimentare diventa così una forma di soft power, capace di rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo e di consolidare il valore del Made in Italy quale simbolo di eccellenza, autenticità e tradizione.

INVESTIMENTI, INNOVAZIONE E TUTELA DELLE ECCELLENZE

Per sostenere il settore agricolo, il Governo ha stanziato oltre 15 miliardi di euro in tre anni, cifra considerata senza precedenti nella storia repubblicana. Una parte significativa delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stata destinata al rafforzamento delle filiere produttive, allo sviluppo delle energie rinnovabili senza consumo di suolo e all’efficientamento delle risorse idriche. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla lotta contro l’Italian sounding, le frodi alimentari e la contraffazione. La recente legge a tutela dell’agroalimentare ha introdotto nuovi reati e aggravanti specifiche contro l’agropirateria, prevedendo sanzioni proporzionate al fatturato delle imprese coinvolte. L’obiettivo è difendere la credibilità del Made in Italy e proteggere produttori, consumatori e reputazione internazionale del Paese. Parallelamente, il Governo ha investito sulle giovani generazioni e sull’innovazione scientifica. Il progetto “Generazione Terra” consente ai giovani agricoltori di acquistare terreni attraverso mutui trentennali finanziati fino al 100%, favorendo il ricambio generazionale e contrastando lo spopolamento delle aree interne.

IL RUOLO DELL’ITALIA NELLE POLITICHE AGRICOLE EUROPEE

Uno degli aspetti più rilevanti dell’azione italiana riguarda il confronto in sede europea. L’Italia ha assunto una posizione attiva nelle trattative relative alla Politica Agricola Comune, sostenendo la necessità di garantire approvvigionamenti alimentari sicuri e una remunerazione equa per i produttori. Nel negoziato sulla futura PAC, il Governo italiano ha ottenuto un incremento di 10 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Questo risultato conferma la volontà dell’Italia di difendere il settore agricolo come pilastro della competitività europea e della coesione territoriale. Roma si è inoltre impegnata su questioni strategiche quali il contenimento dei costi energetici, la sospensione dei dazi sui fertilizzanti importati e la definizione di una nuova strategia europea sui fertilizzanti. In questo ambito viene valorizzato il digestato di origine animale come alternativa sostenibile capace di ridurre la dipendenza da fornitori esterni. L’Italia sostiene anche il principio di reciprocità negli accordi commerciali internazionali, chiedendo controlli rigorosi sui prodotti importati e condizioni competitive equilibrate per le imprese europee. Tale approccio emerge chiaramente nel dibattito sul Mercosur e nella più ampia riflessione sulla sovranità alimentare europea.

AGRICOLTURA, RESILIENZA E FUTURO DELL’EUROPA

Nel contesto geopolitico attuale, segnato da instabilità energetica, tensioni internazionali e crisi delle catene di approvvigionamento, il settore agricolo assume una funzione strategica per l’autonomia dell’Europa. La dipendenza da attori esterni per energia, materie prime e sicurezza ha mostrato i limiti di un modello economico vulnerabile alle crisi globali. In questo scenario, l’Italia propone una visione fondata sulla resilienza dei sistemi produttivi, sulla valorizzazione delle filiere nazionali e sulla capacità di controllare le risorse considerate essenziali. L’agricoltura viene quindi interpretata non soltanto come attività economica, ma come presidio territoriale, strumento di solidarietà sociale, fonte di energia sostenibile e motore di innovazione responsabile.