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Perché cristianesimo e capitalismo sono compatibili

Cultura - Gennaio 1, 2022

È istruttivo leggere da vicino la Parabola del Buon Samaritano…

Le vacanze sono un momento appropriato per riflettere sulla nostra eredità cristiana. Si dice spesso che è incompatibile con il capitalismo. Non sono d’accordo, non solo perché storicamente hanno coinciso. Ricordiamo che il messaggio di Cristo era: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’. Non significa che devi amare il tuo prossimo tanto quanto te stesso, anche se certamente significa che dovresti almeno amare te stesso tanto quanto il tuo prossimo. Una madre di solito ama suo figlio più degli altri bambini; diventa un’estensione di se stessa. Non c’è niente di sbagliato in questo. Fortunatamente, non molte madri sono come la signora Jellyby di Dickens, che trascurava i propri figli perché ossessionata dai progetti in Africa. Interpreterei piuttosto il messaggio di Cristo come un’esortazione a riconoscere tutti gli altri esseri umani come membri di una stessa comunità morale. È una riaffermazione del principio di reciprocità: ‘Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te’. Non è una richiesta che dobbiamo essere costretti a sacrificarci per gli altri, contro la nostra volontà.

Fare del bene a proprie spese

Questo diventa chiaro quando a Cristo viene chiesto di approfondire chi è il nostro prossimo. In risposta racconta la parabola del Buon Samaritano:

Un uomo stava una volta scendendo da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei banditi; lo spogliarono, lo picchiarono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Ora un prete percorreva la stessa strada, ma quando vide l’uomo, passò dall’altra parte. Allo stesso modo lo vide un levita che venne in quel luogo e passò dall’altra parte. Ma un viaggiatore samaritano che venne su di lui fu mosso a compassione quando lo vide. Gli si avvicinò e gli bendò le ferite, versandovi sopra olio e vino. Quindi lo fece salire sul suo cavallo e lo portò in una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, tirò fuori due denari e li consegnò all’albergatore e gli disse: “Prenditi cura di lui, e sulla via del ritorno ti ripagherò di ogni spesa extra che hai”.

Mi sembra che ci siano almeno sei lezioni pratiche da trarre dalla parabola.

In primo luogo, il viaggiatore da Gerusalemme a Gerico cadde in mezzo a ladroni. Ciò significa che è necessario mantenere la legge e l’ordine, per proteggere i cittadini onesti dai ladri. Abbiamo bisogno di un governo forte, ma anche limitato.

In secondo luogo, sia il sacerdote che il levita passavano accanto alla vittima, che giaceva inerme sul ciglio della strada. La carità non è necessariamente prevedibile dagli intellettuali. Amano i progetti, non le persone.

In terzo luogo, la presenza stessa del sacerdote e del levita sulla strada mostrava che si trattava di una via comune. La vittima originaria non si era quindi resa colpevole di incoscienza portandola a Gerico. Questo non era un vicolo buio in un brutto quartiere dove avresti potuto incolpare te stesso se fossi stato aggredito.

In quarto luogo, il samaritano che aiutò il viaggiatore aveva i mezzi per farlo. È un fatto propizio che alcune persone possano permettersi di aiutare gli altri, senza necessariamente sacrificarsi per loro. Margaret Thatcher osservò: ‘Nessuno ricorderebbe il Buon Samaritano se solo avesse avuto buone intenzioni; anche lui aveva soldi.’

In quinto luogo, il samaritano aiutò il viaggiatore di sua spontanea volontà. Ha fatto del bene a proprie spese, mentre i socialisti moderni sembrano pronti a fare del bene solo a spese degli altri.

Sesto, se venissi derubato e lasciato inerme e ferito a bordo strada, per principio di reciprocità vorresti che qualcuno ti aiutasse: il samaritano potrebbe essere stato nella situazione del viaggiatore, non il contrario. La carità è nel suo e nel tuo interesse.

Il capitalismo tiene sotto controllo l’avidità

Nella parabola il Buon Samaritano rappresenta il capitalismo. È una storia sulla carità privata in caso di emergenza, non sulla ridistribuzione dagli individui più produttivi della società a quelli meno produttivi. Ancora, la Bibbia non dice che il denaro è la radice del male: dice che l’avidità incontrollata, o l’amore per il denaro fine a se stesso, è la radice del male. Non è l’avidità che motiva il tipico imprenditore o venture capitalist. È il loro desiderio di innovare, inventare, creare e coltivare, che si tratti di opere d’arte, una nuova lega o una fiorente compagnia ferroviaria. Seguono la loro vocazione.

Uno degli argomenti più forti a favore del capitalismo è infatti che tiene sotto controllo l’avidità, la dirige in canali relativamente innocui, mentre sotto il socialismo l’avidità incontrollata che si trova tra i governanti può diventare molto dannosa per i loro sudditi. Come disse John Maynard Keynes: “È meglio che un uomo tiranneggi il suo conto in banca che i suoi concittadini”.

Nella parabola di Cristo del Buon Samaritano ci sono cinque personaggi, e oggi, ahimè, hanno cambiato ruolo. I ladri hanno il controllo della burocrazia del governo e, con l’appoggio o l’acquiescenza del sacerdote e del levita, derubano sia il viaggiatore che il Buon Samaritano imponendo loro tasse esorbitanti e interrompendo il commercio tra Gerusalemme e Gerico.

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