Due stranieri che hanno salvato l’Islanda

Saggi - 1 Agosto 2026

Pochissimi si sono mai interessati all’Islanda, un avamposto brullo e per molto tempo sotto il dominio danese. Eppure l’Islanda ha avuto alcuni buoni amici all’estero. Tra questi ci sono il poliedrico studioso danese Ole Worm (1588–1654), che ha salvato dalla distruzione molti degli antichi manoscritti islandesi; il re danese Federico VI (1843–1912), che voleva sinceramente riconoscere l’Islanda come paese sovrano; e Lord Daniel Hannan (nato nel 1971), che ha difeso con eloquenza l’Islanda durante il crollo delle banche islandesi del 2008. Mi vengono in mente, però, solo due stranieri le cui azioni sono state fondamentali per l’Islanda nei momenti di bisogno: il botanico britannico Sir Joseph Banks (1743–1820) e l’avvocato svizzero dottor Carl Baudenbacher (nato nel 1947).

Le banche hanno salvato l’Islanda dalla carestia

Nel 1772, Sir Joseph Banks finanziò una spedizione in Islanda, dove lui e il suo seguito scalarono il leggendario vulcano Hekla e studiarono non solo la fauna e la flora dell’isola, ma anche i suoi ghiacciai e i geyser. Banks fece visita al vicegovernatore islandese, Ólafur Stephensen, e conobbe suo figlio Magnús, che all’epoca aveva dieci anni. In Islanda, Banks era accompagnato dal disegnatore John Cleveley Jr., che raffigurò i viaggiatori mentre scendevano dall’Hekla (vedi sopra).

Nel 1807, Banks era presidente della Royal Society e consigliere del governo britannico. Quell’anno, durante le guerre napoleoniche, scoppiarono le ostilità tra il Regno Unito e la Danimarca. La Royal Navy pattugliava l’Atlantico settentrionale per far rispettare il blocco britannico sul continente. Le navi che arrivavano dall’Islanda in autunno venivano catturate, e i loro equipaggi e passeggeri venivano trattenuti. Tra i passeggeri c’era il presidente della Corte Suprema islandese, Magnús Stephensen. Alla fine riuscì a raggiungere Copenaghen, dove si rese conto che l’Islanda avrebbe potuto affrontare una carestia se i trasporti da e verso l’isola fossero stati interrotti per anni. Si ricordò del visitatore inglese che aveva incontrato da ragazzo 35 anni prima, Sir Joseph Banks, e gli scrisse, descrivendogli il loro incontro e l’attuale situazione dei suoi compatrioti.

Negli anni successivi, Banks ottenne il permesso per le navi di navigare da e verso l’Islanda. Il suo amico personale, il re Giorgio III, nel 1810 emanò addirittura un decreto del Consiglio in cui si affermava che gli islandesi, pur essendo sudditi del re danese, dovevano essere considerati amici. Probabilmente si trattava di un documento unico nella storia militare. Così, grazie a Banks, l’Islanda evitò la carestia che colpì la Norvegia a causa del blocco, descritta nel famoso poema *Terje Vigen* di Henrik Ibsen.

Baudenbacher ha liberato l’Islanda dalla “prigione del debito”

Il dottor Carl Baudenbacher era presidente della Corte dell’EFTA nel 2012, quando è stata sottoposta alla Corte una controversia tra l’Islanda, da una parte, e il Regno Unito e i Paesi Bassi, dall’altra. Nell’ottobre 2008, le tre principali banche islandesi sono fallite. Una di queste, la Landsbanki, aveva raccolto depositi in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi tramite la sua filiale di Londra, quindi il Fondo islandese di garanzia dei depositi era responsabile di quei depositi. Tuttavia, quell’istituzione disponeva di fondi irrisori. I governi britannico e olandese hanno immediatamente rimborsato i depositanti e hanno presentato al governo islandese una richiesta di pagamento di quattro miliardi di euro, più gli interessi. Si trattava di una somma sbalorditiva per gli standard islandesi, pari alla metà del prodotto interno lordo annuale, e ancora più alta se si includevano gli interessi.

Il governo islandese ha respinto il disegno di legge, sostenendo che la responsabilità ricadeva esclusivamente sul patrimonio della Landsbanki e sul Fondo islandese per i depositanti; che lo Stato islandese non poteva essere ritenuto responsabile per transazioni private; e che aveva adottato il quadro normativo richiesto. Il governo britannico ha cercato di costringere l’Islanda ad assumersi la responsabilità imponendo una legge antiterrorismo e bloccando un prestito del Fondo Monetario Internazionale. Sembrava che l’Islanda sarebbe finita in una “prigione del debito”, proprio come Haiti nel 1825 e la Germania nel 1919. Tuttavia, sotto la guida di Baudenbacher, la Corte dell’EFTA si è pronunciata a favore dell’Islanda sulla base di solidi fondamenti giuridici. Alla fine, il patrimonio della Landsbanki ha rimborsato integralmente i depositanti britannici e olandesi, ma il pagamento degli interessi sarebbe stato enorme: Haiti ha saldato il debito solo nel 1947 e la Germania nel 2010.

In Islanda, Baudenbacher è diventato un eroe nazionale, proprio come Banks prima di lui. Il 10 agosto 2026, Baudenbacher verrà in Islanda per dare qualche consiglio agli islandesi sulla scelta se restare nel SEE o entrare nell’UE.