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La coalizione Frankenstein di Sánchez incontra un grosso ostacolo per l’amnistia catalana

Politica - Febbraio 19, 2024

La coalizione Frankenstein di Sánchez sta già dimostrando quanto sia ingombrante e instabile, con un altro importante ostacolo legislativo in vista. A poche settimane dalla costituzione del nuovo governo e dal famigerato patto di scambio con il partito separatista catalano Junts per la permanenza di Sánchez al potere, Junts minaccia già di bocciare il primo provvedimento legislativo del governo.

A dicembre, il Consiglio dei ministri ha approvato un regio decreto legge sull’adozione di misure urgenti per l’esecuzione del Piano di ripresa, trasformazione e resilienza nei settori della giustizia, della funzione pubblica, dell’amministrazione locale e della sponsorizzazione. Questo decreto omnibus è un archetipo dell’approccio legislativo di Sánchez: in primo luogo, il fatto che si tratta di un pacchetto omnibus che comprende un’ampia gamma di questioni politiche con scarsa interrelazione tra loro. In secondo luogo, e soprattutto, il fatto che si tratta di un decreto e non di un disegno di legge parlamentare.

Costituzionalmente, i decreti consentono al Governo di legiferare in modo opportuno e indipendentemente dal Parlamento. Sebbene la Costituzione preveda che i decreti possano essere utilizzati solo “in caso di straordinaria e urgente necessità” come “disposizioni legislative temporanee”, nella pratica i governi abusano di questa disposizione ed emettono decreti per mettere in disparte il Parlamento.

I decreti devono essere presentati al Parlamento dopo 30 giorni per la ratifica o l’abrogazione, ma in pratica questo lascia il Parlamento senza molto spazio per il controllo e senza la possibilità di presentare emendamenti, da cui l’attrattiva per i governi. Come ulteriore prova dell’autoritarismo di Sánchez, è il primo ministro che ha emanato il maggior numero di decreti legge reali, per un totale di circa 140 dal 2018.

Questo particolare decreto incorpora un’ampia gamma di misure in diversi ambiti ed è accompagnato da 10 miliardi di euro di finanziamenti provenienti dai fondi UE Next Generation. Ad esempio, comprende misure per la trasformazione digitale del sistema giudiziario, riforme della funzione pubblica, una riforma di alcuni aspetti del sistema di governo locale e una riforma della legge sul regime fiscale delle organizzazioni non profit e sugli incentivi fiscali per le sponsorizzazioni.

Al punto che Junts ha annunciato che quando il decreto sarà portato in Parlamento per la sua ratifica, questo partito separatista voterà contro il governo. Junts ha bollato questo decreto (in modo piuttosto appropriato, a dire il vero) come un “decreto macedonia”, a causa della sua natura omnibus. Inoltre, Junts si oppone al Decreto perché, secondo questo partito separatista, una delle disposizioni del Decreto, che modifica l’articolo 43 della Legge sul Processo Civile, “metterebbe a rischio” l’applicazione della futura legge di amnistia, che faceva parte della contropartita concordata tra Sánchez e i separatisti catalani per la sua investitura. Junts si oppone anche ad alcune disposizioni sulla funzione pubblica e sul governo locale che, secondo loro, violano le competenze regionali della Catalogna.

Indipendentemente dai meriti dell’amnistia, che abbiamo ampiamente criticato, l’approccio di Junts fornisce informazioni utili su quali saranno le dinamiche del governo di Sánchez e sui notevoli ostacoli che dovrà affrontare. Attualmente, il blocco di governo di Sánchez, composto da partiti di sinistra e nazionalisti (escluso Junts), conta 171 seggi, 1 in meno rispetto ai 172 della destra. Pertanto, nello scenario di frammentazione parlamentare annunciato dalle elezioni del 2023, l’approvazione dell’agenda legislativa di Sánchez dipende dal voto favorevole di ogni singolo alleato della sua maggioranza parlamentare, più i 7 voti cruciali di Junts, senza i quali la legislazione fallirà.

Se questo decreto non otterrà l’approvazione del Parlamento, come è prevedibile, il Governo subirà un primo colpo umiliante, che non sarà l’ultimo di questa legislatura, dato che per ogni iniziativa legislativa Sánchez deve mettere d’accordo almeno 8 diversi partiti di sinistra e nazionalisti, un compito oneroso data la divergenza di interessi e ideologie. In conclusione, questa sarà una legislatura difficile per Sánchez, e possiamo anche prevedere che non durerà a lungo se Junts si erigerà a barriera contro ogni nuova proposta legislativa.