La Germania promuove l’accordo tra 14 Paesi della NATO e la Finlandia per lo scudo celeste europeo

Non categorizzato - Ottobre 18, 2022

L’Italia può partecipare all’operazione in futuro

L’Italia può partecipare all’operazione in futuro

La Germania è alla guida dell’iniziativa che prevede la creazione di uno “scudo missilistico di protezione” per l’Europa e ha firmato a Bruxelles, insieme ai ministri della Difesa di altri 14 Paesi della NATO e alla Finlandia, una lettera di intenti per avviare l’operazione alla quale potrebbe partecipare in futuro anche l’Italia. Lo sviluppo della “European Sky Shield Initiative” prevede l’acquisizione congiunta, da parte dei Paesi coinvolti, di attrezzature militari di difesa e missili per rafforzare la struttura di difesa aerea e missilistica integrata della NATO.

Questa decisione è stata presa con l’intento di rendere più efficiente l’attuale sistema di difesa aerea in Europa in vista di un peggioramento della situazione geopolitica internazionale, soprattutto sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina e in risposta alle minacce di attacco da parte del Cremlino. Coinvolte in questa iniziativa sono soprattutto le nazioni dell’Europa orientale per la maggiore vicinanza ai territori attaccati dalla Russia e, oltre alla Finlandia, vi sono anche Belgio, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Slovacchia, Slovenia, Romania e Ungheria mentre, gli unici Paesi “occidentali” finora interessati dal progetto sono Belgio, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, in attesa dell’Italia, che potrebbe farne parte nei prossimi mesi.

La piattaforma del programma di difesa, infatti, è aperta e rinnovabile, in modo da consentire ad altre nazioni di partecipare all’integrazione della rete operativa. La gestione delle operazioni vede anche la partecipazione degli Stati Uniti e della Francia che, però, ha deciso di non firmare, per ora, l’accordo, perché intende rendere più completo il proprio sistema di difesa nazionale, pur rimanendo strettamente legata alla struttura militare generale della NATO.

La definizione del programma di difesa aerea europea è avvenuta negli stessi giorni in cui la maggior parte dei Paesi europei e la NATO sono impegnati in esercitazioni militari di routine che vedranno l’utilizzo di aerei in grado di trasportare testate nucleari che sorvoleranno i cieli di tutta Europa naturalmente con armi non innescate a bordo. Queste esercitazioni, nonostante si svolgano ogni anno e con le stesse modalità, non sono mai state considerate utili come in questo periodo, proprio a causa delle continue minacce nucleari di Mosca.

Nel frattempo, pur essendo fuori dal gruppo dei Paesi firmatari del patto per lo scudo antimissile europeo, l’Italia fa già parte di un sistema di difesa integrato, denominato MAMBA, in collaborazione soprattutto con la Francia e ha aderito anche al progetto Twister (Timely Warning and Interception with Space-based Theater Surveillance) insieme alla stessa Germania, attiva praticamente in tutti i programmi di difesa comune, alla Spagna, all’Olanda e alla Finlandia. Questo programma prevede la costruzione, da parte dell’azienda europea MBDA e dell’azienda italiana Leonardo, di un intercettore endo-atmosferico per riconoscere in tempo utile le minacce aeree provenienti da dispositivi di nuova generazione e armi tecnologicamente estremamente complesse che possono colpire l’Europa, a partire dal 2030, anno in cui è previsto lo sviluppo del progetto, in poi.

Tutti i programmi di difesa comune in fase di sviluppo in Europa rappresentano l’effetto diretto della presenza della NATO e, di conseguenza, degli Stati Uniti sui territori del vecchio continente definiti strategici e rendono ancora più evidente l’influenza americana sulle decisioni militari dei Paesi europei, altrimenti ancora troppo disuniti per un’intesa costante, ai fini di una stabilità geopolitica. La situazione della guerra in Ucraina nelle ultime settimane non è di facile interpretazione perché, dopo l’annessione, da parte della Russia, di alcune regioni dell’Ucraina e la successiva avanzata delle forze di difesa del Paese invaso, nel processo di recupero dei territori perduti, la sensazione che il conflitto possa improvvisamente degenerare diventa sempre più chiara. La creazione di programmi di difesa comuni per l’Europa, come lo scudo missilistico, il MAMBA e il Twister, servirà a essere pronti nella sfortunata eventualità che gli attacchi russi possano essere rivolti alla parte occidentale del continente.

 

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