L’Europa e l’Italia al fianco dell’Ucraina: sostegno politico, difesa e prospettive di pace nel trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza

Il 24 agosto 2026 l’Ucraina celebra il trentacinquesimo anniversario della riconquista dell’indipendenza dall’Unione Sovietica, in una fase storica nella quale la ricorrenza nazionale assume un significato che trascende la dimensione celebrativa. La giornata rappresenta infatti la sintesi di un percorso di trentacinque anni di trasformazione dello Stato ucraino in una realtà politica moderna, democratica e orientata verso l’Europa, ma anche la manifestazione della capacità di resistenza sviluppata dalla società ucraina di fronte all’aggressione russa su larga scala iniziata nel 2022. Nel quinto giorno dell’indipendenza celebrato dall’inizio dell’invasione, Kiev è divenuta il centro simbolico della solidarietà europea. A Kiev, Zelensky ha ricordato quanto fosse stata considerata improbabile la sopravvivenza dello Stato ucraino nei primi giorni dell’invasione, quando l’avanzata russa verso la capitale induceva numerosi osservatori occidentali a ipotizzare una rapida caduta della città. Quattro anni e mezzo dopo l’inizio dell’aggressione su larga scala, l’Ucraina continua invece a combattere e a celebrare la propria indipendenza. Non si è svolta, tuttavia, la tradizionale grande parata nel centro di Kiev. Al suo posto sono stati presentati droni e tecnologie sviluppate dall’industria nazionale, divenute elementi essenziali della guerra contemporanea.

UNA GUERRA ANCORA PIÙ INTENSA ALLA VIGILIA DELL’INVERNO

La celebrazione dell’indipendenza si colloca tuttavia in un contesto militare particolarmente difficile. La Russia ha intensificato l’impiego di droni, missili balistici e vettori a lunga gittata, aumentando la pressione sulle città e sulle infrastrutture civili ucraine. Nel solo luglio 2026 sono state registrate 376 azioni missilistiche, mentre la missione delle Nazioni Unite incaricata del monitoraggio della situazione dei diritti umani ha indicato luglio come il mese con il maggior numero di civili uccisi in Ucraina dal maggio 2022: almeno 437 persone sono morte e 2.610 sono rimaste ferite. Questi dati spiegano la crescente preoccupazione di Kiev per la disponibilità di sistemi di difesa aerea e di intercettori. La preparazione dell’inverno assume quindi una dimensione strategica: oltre alla protezione della popolazione, è necessario garantire la continuità della rete energetica, già ripetutamente colpita dagli attacchi russi.

LA RISPOSTA EUROPEA: 6,1 MILIARDI DI EURO PER LA DIFESA

È in questo scenario che l’Unione Europea ha approvato, proprio nel giorno dell’indipendenza ucraina, 6,1 miliardi di euro destinati a nuovi approvvigionamenti militari. Le risorse finanzieranno sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar, rispondendo alle esigenze più urgenti delle forze armate ucraine. La decisione costituisce una componente del più ampio Ukraine Support Loan, un programma europeo da 90 miliardi di euro destinato al biennio 2026-2027. Il nuovo stanziamento si aggiunge a 16 miliardi di euro di piani di approvvigionamento già approvati, dei quali 8,35 miliardi risultano già erogati. L’obiettivo è assicurare che le forniture essenziali arrivino all’Ucraina con tempestività e nella quantità necessaria. Una parte rilevante degli acquisti sarà inoltre effettuata presso imprese europee della difesa, rafforzando così non soltanto la capacità militare ucraina, ma anche quella industriale europea.

IL QUADRO FINANZIARIO DEL SOSTEGNO EUROPEO

Il sostegno europeo si fonda su una struttura finanziaria più ampia. Nel febbraio 2026 Parlamento europeo e Consiglio hanno istituito, attraverso il regolamento UE 2026/467, lo Ukraine Support Loan, mettendo a disposizione fino a 90 miliardi di euro. Il programma comprende due direttrici complementari: da un lato il rafforzamento delle capacità difensive e dell’industria militare ucraina; dall’altro il sostegno alle funzioni essenziali dello Stato, ai servizi pubblici e alla resilienza economica. Il programma prevede complessivamente 30 miliardi per il sostegno di bilancio e 60 miliardi per la difesa nel biennio 2026-2027. Nel solo 2026, 28,3 miliardi sono destinati alla capacità industriale militare ucraina. La componente difensiva mira a ricostruire e modernizzare la base tecnologica e industriale della difesa del Paese, favorendone progressivamente l’integrazione nella European Defence Technological and Industrial Base. Dal 2022 l’Unione Europea e i suoi Stati membri hanno complessivamente fornito 220,2 miliardi di euro di assistenza all’Ucraina, comprendendo aiuti umanitari, finanziari e militari. Di tale somma, 3,8 miliardi derivano dai proventi degli asset russi immobilizzati. Il sostegno europeo assume pertanto una natura strutturale e non più esclusivamente emergenziale.

L’IMPEGNO DEL GOVERNO ITALIANO

All’interno di questo quadro europeo, particolare rilievo assume l’azione del Governo italiano. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato il 24 agosto, in videocollegamento, alla riunione dei leader della Coalizione dei Volenterosi, convocata in concomitanza con l’anniversario dell’indipendenza ucraina. Nel corso dell’incontro, Meloni ha espresso a Zelensky e al popolo ucraino le congratulazioni del Governo italiano, ribadendo il sostegno dell’Italia alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina. L’intervento italiano ha avuto una marcata componente umanitaria. Meloni ha manifestato vicinanza alla popolazione colpita dagli attacchi contro le infrastrutture civili e ha confermato che l’Italia proseguirà il proprio impegno in vista dell’inverno attraverso l’invio di ulteriori generatori. Tali apparecchiature sono destinate soprattutto a rafforzare la resilienza della popolazione e a contribuire alla continuità della rete energetica, particolarmente vulnerabile alle offensive russe. La posizione italiana si colloca inoltre nella dimensione diplomatica della crisi. Nel corso della riunione della Coalizione dei Volenterosi, i leader hanno sottolineato la necessità di rendere più efficace il sistema delle sanzioni contro Mosca e di contrastarne l’elusione, con l’obiettivo di ridurre le risorse disponibili per la macchina bellica russa. Meloni ha riaffermato la determinazione dell’Italia a operare insieme ai partner internazionali per favorire un processo negoziale capace di condurre a una pace giusta e duratura. L’impegno del Governo italiano emerge quindi su tre livelli complementari: sostegno politico all’indipendenza ucraina, assistenza umanitaria e partecipazione agli sforzi diplomatici e multilaterali.

LA COALIZIONE DEI VOLONTARI E IL RUOLO DELL’EUROPA

La centralità dell’Europa è stata resa evidente anche dalla composizione della giornata internazionale. A Kiev erano presenti il premier britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio internazionale dall’insediamento, e il presidente del Consiglio europeo António Costa. Giorgia Meloni, Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno invece partecipato da remoto alla riunione della Coalizione dei Volenterosi, il formato che riunisce gli Stati intenzionati a rafforzare il sostegno militare e a discutere future garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Costa ha ribadito che il sostegno europeo dovrà proseguire per tutto il tempo necessario e potrà estendersi anche oltre la conclusione del conflitto. Tale prospettiva è strettamente collegata all’integrazione europea dell’Ucraina. Nel frattempo, il Paese ha aperto durante l’estate due cluster dei negoziati di adesione all’Unione, dimostrando una significativa capacità di proseguire il processo di riforma nonostante le condizioni belliche. L’orientamento europeo dell’Ucraina viene così considerato parte integrante della strategia di lungo periodo per la stabilizzazione del continente.

LA POSIZIONE AMERICANA E LA RICERCA DELLA PACE

La giornata ha evidenziato anche una significativa differenza di presenza tra Europa e Stati Uniti. Gli inviati dell’amministrazione Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, non hanno partecipato agli eventi di Kiev, nonostante fosse stata ipotizzata una loro visita. Witkoff, inoltre, ha incontrato ripetutamente interlocutori russi e si è recato otto volte a Mosca, mentre nessuno dei due principali rappresentanti si era recato in Ucraina dall’inizio del proprio attuale incarico. Questo rende più visibile il crescente ruolo europeo nel sostegno militare, mentre Washington conserva una funzione centrale sul terreno diplomatico. La ricerca di una soluzione negoziale rimane infatti una componente fondamentale della crisi, ma l’Europa insiste sulla necessità che qualsiasi accordo sia giusto, duraturo e rispettoso della sovranità ucraina. Parallelamente, l’Ue ha adottato nel luglio 2026 il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, con l’intento di limitare ulteriormente la capacità di Mosca di finanziare la guerra e di colpire infrastrutture e popolazione civile. La politica europea combina dunque pressione economica, sostegno militare, tutela delle vittime e ricerca di responsabilità giuridiche.

SOSTIENO E PACE COME OBIETTIVI COMPLEMENTARI

Il trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza ucraina mostra dunque la progressiva trasformazione del conflitto in una questione centrale per la sicurezza europea. In questo sistema multilaterale, l’Italia mantiene un ruolo significativo attraverso l’azione del Governo Meloni, combinando sostegno politico, assistenza umanitaria, rafforzamento della resilienza energetica, partecipazione alla Coalizione dei Volenterosi e impegno per una soluzione diplomatica. L’invio programmato di ulteriori generatori assume particolare rilievo alla vigilia dell’inverno, mentre la posizione italiana sulle sanzioni e sulla necessità di una pace giusta e duratura inserisce Roma nella strategia europea di sostegno a Kiev.