Saggi - 7 Agosto 2026
Il rapporto tra le politiche abitative del governo Meloni e le direttive dell’Unione Europea (in particolare la direttiva EPBD IV “Green Homes”) riflette due visioni diverse della gestione immobiliare: da un lato, l’esigenza nazionale di sbloccare il mercato, semplificare la burocrazia e affrontare l’emergenza abitativa; dall’altro, la spinta dell’UE verso la decarbonizzazione e un’efficienza energetica rigorosa.
- Il Piano per l’edilizia abitativa e le misure nazionali (Governo Meloni)
La strategia del governo italiano in materia di alloggi si è sviluppata principalmente attorno a tre pilastri:
- Decreto “Salva-Casa” (D.L. 69/2024): mira a risolvere le “piccole non conformità edilizie” (pareti divisorie spostate, discrepanze formali o tolleranze di costruzione). Ha aggirato il vincolo della rigida “doppia conformità” per le violazioni minori di natura storica, ha introdottoil silenzio-assenso per molte procedure e ha facilitato i cambiamenti di destinazione d’uso, con l’obiettivo di sbloccare gli immobili bloccati dalla burocrazia e immetterli sul mercato della vendita e dell’affitto.
- Piano Casa Italia: incentrato sull’edilizia residenziale pubblica (ERP) e sull’edilizia sociale. Il piano punta a recuperare e mantenere gli alloggi pubblici sfitti, a offrire case a canoni accessibili per giovani coppie e famiglie a basso reddito e a semplificare i progetti di riqualificazione urbana.
- Sostenibilità finanziaria: l’approccio contabile della finanza pubblica punta a limitare il ricorso a incentivi diffusi e non rimborsabili finanziati dal bilancio dello Stato (sulla scia dell’esperienza del Superbonus).
- Direttive del Parlamento europeo (Direttiva EPBD “Green Homes”)
La direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia (EPBD IV), approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, stabilisce obiettivi vincolanti per la transizione ecologica degli edifici:
- Riduzione dei consumi: una diminuzione del consumo medio di energia primaria del patrimonio edilizio residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 (rispetto ai livelli del 2020).
- Edifici a emissioni zero (ZEB): Tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 1° gennaio 2030 (dal 2028 per gli edifici pubblici).
- Eliminazione graduale delle caldaie a gas: eliminazione progressiva dei sussidi per gli impianti alimentati a combustibili fossili e loro graduale eliminazione entro il 2040.
- Analisi del ciclo di vita (GWP): Introduzione dell’obbligo di calcolare le emissioni totali di CO₂ legate ai materiali e al processo di costruzione.
- Punti chiave del confronto
- Costi di adeguamento: il patrimonio edilizio italiano risale in gran parte a prima del 1990 e rientra prevalentemente nelle classi di prestazione energetica E, F o G. Il Governo ha espresso preoccupazioni riguardo alla fattibilità di scadenze troppo strette senza un adeguato fondo di sostegno europeo.
- Trasposizione e pianificazione: la direttiva UE impone la presentazione di un Piano Nazionale di Riqualificazione. L’integrazione delle misure di austerità fiscale, delle norme del Piano per l’edilizia abitativa e degli obiettivi UE rappresenta il banco di prova che darà forma ai prossimi decreti attuativi e ai nuovi incentivi mirati per l’edilizia.
Prof. Giuseppe Arnone