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L’evoluzione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili nell’Unione Europea

Ambiente - Gennaio 30, 2026

Nel 2024 il sistema elettrico dell’Unione Europea ha raggiunto una soglia storica nella transizione verso le fonti energetiche rinnovabili. Quasi la metà del consumo lordo di elettricità è stata soddisfatta da fonti verdi, con una quota pari al 47,5%. Questo risultato rappresenta un aumento significativo rispetto all’anno precedente – pari a 2,1 punti percentuali – e riflette una trasformazione strutturale avviata oltre vent’anni fa. Nel 2004, infatti, l’elettricità rinnovabile copriva appena il 15,9% dei consumi complessivi, per poi salire al 28,6% nel 2014 e registrare una crescita particolarmente accelerata nel decennio successivo. L’incremento complessivo di circa 30 punti percentuali evidenzia la scelta delle politiche europee in materia di decarbonizzazione e sicurezza e stabilità energetica.

LA STRUTTURA DEL MIX RINNOVABILE EUROPEO

L’attuale composizione delle fonti rinnovabili nel settore elettrico dell’Unione Europea è caratterizzata da una forte concentrazione su alcune tecnologie mature. Dati diffusi da Eurostat lo scorso 14 gennaio spiegano l’evoluzione e la diffusione dell’energia green: l’energia eolica rappresenta la componente principale, contribuendo al 38% della produzione totale da fonti rinnovabili, immediatamente seguita dall’energia idroelettrica con una quota del 26,4%; insieme, queste due fonti coprono quasi due terzi dell’elettricità verde prodotta. Il solare occupa una posizione sempre più rilevante, con il 23,4%, mentre le biomasse solide e le altre fonti rinnovabili costituiscono rispettivamente il 5,8 e il 6,4%. La dinamica di crescita del fotovoltaico risulta particolarmente significativa: nel 2008 la sua incidenza era marginale, pari all’1%, con una produzione di 7,4 terawattora, mentre nel 2024 ha raggiunto i 304 terawattora, affermandosi come la tecnologia con il tasso di espansione più rapido.

GLI STATI MEMBRI CON MAGGIORE UTILIZZO DI ELETTRICITÀ RINNOVABILE

L’analisi comparativa – compiuta sempre partendo dai dati di Eurostat – tra gli Stati Membri dell’Unione mostra una notevole eterogeneità nei livelli di utilizzo dell’elettricità da fonti rinnovabili. Al primo posto della classifica si colloca l’Austria, che nel 2024 ha prodotto oltre il 90% della propria elettricità da fonti verdi grazie a un sistema idroelettrico altamente sviluppato, basato su sedici centrali principali. A seguire la Svezia, con una quota pari a circa l’88%, sostenuta soprattutto dall’integrazione tra risorse idriche ed energia eolica. La Danimarca occupa la terza posizione, con una percentuale prossima all’80%, risultato attribuibile alla diffusione capillare dei parchi eolici sia onshore sia offshore. Subito al di sotto dei Paesi leader si collocano Portogallo, Spagna e Croazia, che registrano quote ben superiori al 50%, rispettivamente intorno al 66, 60 e 58%. Seguono Lettonia, Finlandia, Germania, Grecia e Paesi Bassi, con valori compresi tra il 50 e il 56%. Questi Paesi rappresentano un gruppo intermedio ma avanzato, nel quale le fonti rinnovabili costituiscono ormai la componente maggioritaria del mix elettrico nazionale.

I PAESI IN POSIZIONE INTERMEDIA E ARRETRATA

Nella metà inferiore della classifica si collocano diversi grandi Stati Membri: l’Italia si posiziona intorno alla media europea con il 40,7%, occupando il diciottesimo posto, mentre la Francia si colloca più in basso – al ventunesimo posto – con il 31,3%, evidenziando una maggiore dipendenza da fonti non rinnovabili o da altre tecnologie a basse emissioni. All’estremo opposto della graduatoria si trovano i Paesi con una quota inferiore al 25% di elettricità rinnovabile. Malta registra il valore più basso, poco superiore al 10% (10,7%), seguita dalla Repubblica Ceca con meno del 18%. Lussemburgo, Ungheria e Cipro si attestano, invece, attorno al 20–24%, mentre la Slovacchia sfiora il 25%. È rilevante sottolineare che queste percentuali includono anche l’elettricità rinnovabile importata, evidenziando un ritardo strutturale nella produzione interna.

PROSPETTIVE FUTURE E RUOLO STRATEGICO DEL SOLARE

L’evoluzione futura del sistema elettrico europeo appare sempre più orientata verso il rafforzamento del solare. Sebbene l’energia eolica rimanga attualmente la principale fonte rinnovabile e l’idroelettrico conservi un ruolo centrale in alcuni Paesi, la rapidità di crescita del fotovoltaico suggerisce la possibilità che esso superi l’idroelettrico nel medio periodo. Nonostante la forte dipendenza dalle importazioni di pannelli solari dalla Cina, l’Unione Europea dispone di una filiera industriale articolata, con 166 imprese attive nel settore del fotovoltaico. Questo elemento contribuisce a mitigare i rischi strategici e rafforza il potenziale del solare come asse portante della transizione energetica europea, in un contesto in cui l’obiettivo di superare stabilmente la soglia del 50% di elettricità rinnovabile appare ormai alla portata.