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Giorgia Meloni e il Piano per il Sud Italia

Commercio ed Economia - Marzo 28, 2024

Opportunità per il Mezzogiorno: è questo che vuole generare l’imponente lavoro del governo Meloni. Nell’ultimo anno sono stati pianificati numerosi interventi per spingere e sostenere la crescita delle regioni meridionali. Il principale impegno del governo si riflette nel Decreto Sud.

Anche l’Europa sta prestando attenzione al problema. Dall’1 al 3 settembre 2023, ad esempio, si è svolto a Scilla, in Calabria, il Weekend della Cultura, un’attività promossa dal Partito ECR. In questa occasione, davanti a più di 600 delegati, si è parlato di Sud Italia, crescita economica, politica europea dei trasporti, agricoltura e territori, oltre che di innovazione nel settore sanitario. Questi intensi tre giorni hanno permesso di aprire un interessante dibattito sullo sviluppo e sulle opportunità rivolte al Sud Italia. All’evento hanno partecipato Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo, e altre importanti personalità che ricoprono posizioni di rilievo, tra cui: Patrizia Giacomo La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole; Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno; Giovanni Donzelli, Deputato, Responsabile Organizzazione FDI; Nello Musumeci, Ministro della Protezione Civile e delle Politiche Marittime; Galeazzo Bignami, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Weekend calabrese si inserisce quindi in un quadro più ampio di idee per la riqualificazione e la crescita del Sud Italia, di cui ha parlato nelle scorse settimane il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

 

Decreto Sud: le iniziative del Governo

Il decreto prevede una serie di importanti misure finanziarie e strategiche per il rilancio delle regioni del Sud Italia. Questi includono: la distribuzione dei fondi tra le regioni, la gestione specifica dei fondi NRRP e le Super SEZ (Zone Economiche Speciali).

Sulla questione dei fondi destinati al Sud della Penisola, la bozza di decreto recita: “Al fine di assicurare un più efficace coordinamento tra le risorse europee e nazionali per la coesione, le risorse per il Piano nazionale di ripresa e resilienza e le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027, di cui all’articolo 1, comma 178, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 del 30 dicembre 2020, il comma 178 del medesimo articolo 1 è sostituito dal seguente: tutte le risorse di cui al comma 177 sono destinate a sostenere esclusivamente interventi di sviluppo, ripartiti nella misura dell’80 per cento nelle aree del Mezzogiorno e del 20 per cento nelle aree del Centro-Nord, che sono assegnati annualmente come segue: 4.000 milioni di euro per l’anno 2021, 5.000 milioni di euro annui dal 2022 al 2029 e 6.000 milioni di euro per l’anno 2030”.

L’articolo 7, “Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne”, invece, specifica l’istituzione di un comitato di pilotaggio, vale a dire un organo collegiale, presieduto dal Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNR, e composto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal Ministro dell’Interno, dal Ministro della Cultura, dal Ministro del Turismo, dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, dal Ministro dell’Università e della Ricerca, dal Ministro della Salute, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, il Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, nonché il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e il Presidente dell’Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani.

Questo, come si legge nel testo, “al fine di garantire l’efficacia e la sostenibilità nel tempo della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, in coerenza con l’Accordo di partenariato per l’utilizzo dei fondi strutturali assegnati all’Italia per il ciclo di programmazione 2021-2027”.

 

Interventi per i comuni di Caivano e Lampedusa

Il Presidente del Consiglio ha visitato il comune di Caivano, in provincia di Napoli, a seguito di episodi di stupro su minori, e ha annunciato importanti misure: “Siamo qui“, ha spiegato Meloni durante la conferenza stampa tenutasi al termine della visita e della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza sul futuro del Parco Verde”.per esprimere solidarietà alle vittime innocenti di un atto disumano, di un crimine infame che ha evidentemente sconvolto tutti, ma siamo qui soprattutto per riportare la presenza seria, autorevole, costante dello Stato italiano, delle istituzioni della Repubblica, che in territori come questo spesso non sono state sufficientemente percepite e forse sufficientemente presenti“. Poi ha aggiunto: “Uno Stato giusto ha innanzitutto il dovere di difendere i più deboli, e i minori sono tra questi“.

Secondo il PM, un “Una politica coraggiosa deve metterci la faccia e assumersi le proprie responsabilità. E questo è esattamente ciò che intendiamo fare.”

L’articolo 9 del Decreto Mezzogiorno fa luce sulla gestione dei fondi destinati al Comune di Caivano: “Al fine di fronteggiare situazioni di degrado e di vulnerabilità sociale nel territorio di Caivano, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, d’intesa con il Comune di Caivano, predispone un piano straordinario di interventi infrastrutturali e di riqualificazione nell’ambito del territorio del predetto Comune”. Con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), adottata su proposta del Ministro per gli affari europei, il Mezzogiorno, le politiche di coesione e il PNR, è approvato il piano di interventi di cui al primo periodo e sono assegnate al Comune di Caivano le relative risorse, nel limite complessivo di 30 milioni di euro, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all’articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e sul Fondo per la coesione. 178 del 30 dicembre 2020, e compatibilmente con le disponibilità finanziarie dello stesso”.

Per quanto riguarda le misure specifiche, il premier Meloni ha parlato di bonifica del territorio, che prevede anche la riapertura di un polo importante per la comunità, ovvero un centro sportivo: una lotta concreta all’abbandono scolastico e la concretizzazione delle opportunità di lavoro.

 

Lampedusa

L’articolo 10 illustra gli interventi a favore del Comune di Lampedusa e Linosa. “Per far fronte alla grave situazione socio-economica dell’isola di Lampedusa”, si legge nel testo, “determinatasi a seguito dell’eccezionale afflusso di cittadini provenienti dai Paesi del Mediterraneo, il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri predispone, d’intesa con il Comune di Lampedusa e Linosa, un piano di interventi finalizzato alla realizzazione e alla manutenzione straordinaria di opere di urbanizzazione primaria, alla realizzazione di impianti di depurazione e di gestione delle acque reflue, alla costruzione di nuovi edifici pubblici e alla realizzazione di interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico di quelli esistenti”.

Sul tema dell’immigrazione e delle problematiche ad essa connesse, è importante sottolineare che la Meloni si è recata a Lampedusa per verificare le condizioni attuali e che anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha partecipato alla visita istituzionale.

 

Single SEZ: strategie per la crescita delle attività economiche e imprenditoriali

“Per Zona Economica Speciale”, si legge nell’articolo 11, “si intende un’area delimitata del territorio dello Stato in cui l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte di aziende già operanti e di quelle che si costituiranno, può beneficiare di condizioni speciali in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo aziendale”.

Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2024, viene istituita la Zona Economica Speciale per il Sud, che comprende le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

L’articolo 12, che entra nello specifico e chiarisce il tipo di organizzazione che verrà adottata per la gestione della ZES, specifica: “È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Comitato di indirizzo della ZES, con compiti di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio, presieduto dal Ministro per gli affari europei, il Mezzogiorno, le politiche di coesione e il PNR”.

In sostanza, la ZES mira a ridurre il divario tra il nord e il sud della penisola, nonché le distanze economiche a livello internazionale.

Sulla questione, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiarito alla stampa: “Lo sviluppo dell’economia del Sud Italia è una priorità per il nostro governo. Siamo però convinti che questo obiettivo debba essere raggiunto abbandonando le logiche assistenziali che non funzionano e offrendo opportunità di lavoro e di crescita, rendendo queste aree del Paese competitive e attrattive per investimenti e imprese. La ZES unica va esattamente in questa direzione e costituisce un cambio di passo per l’economia del Sud.“.