Il Congresso europeo sulla famiglia di quest’anno era incentrato sul tema “Porre fine all’inverno demografico dell’Europa”. Organizzata dal partito ECR, questa terza edizione si è tenuta dall’11 al 13 settembre a Dubrovnik, in Croazia. La prima sessione, sabato 12 settembre, ha affrontato un argomento fondamentale ma sempre più delicato: «Crescere la prossima generazione: genitori, scuole… o lo Stato?» Quale autorità è più legittima a decidere, o chi dovrebbe avere l’ultima parola, quando si tratta di educare la prossima generazione, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sembra influenzare sempre di più le nostre vite e le nostre decisioni quotidiane.
Moderata dalla deputata rumena Cristina-Emanuela Dascălu, vicepresidente della Commissione per l’istruzione della Camera dei deputati, la tavola rotonda ha riunito tre membri del Parlamento europeo e due membri dei parlamenti di Irlanda e Croazia.
Nel suo discorso di apertura, Cristina Dascălu, che è anche docente universitaria, ha sottolineato un paradosso fondamentale: vogliamo che i nostri giovani mettano su famiglia e crescano dei figli, ma la società non offre le condizioni giuste per farlo. I bambini sono una benedizione, non un peso.
Quale dovrebbe essere il ruolo specifico dello Stato? E le scuole? Chi dovrebbe esercitare l’influenza principale sulle giovani generazioni: i genitori, le scuole, il governo o magari la tecnologia, ormai fin troppo avanzata?
La tecnologia moderna, e più in particolare l’Intelligenza Artificiale, non è più un argomento che si può affrontare con superficialità. Come si dovrebbero educare i giovani affinché le nuove tecnologie abbiano un ruolo positivo e rafforzino la loro intelligenza e il loro giudizio? È una domanda di estrema attualità oggi. Adrian Axinia, capodelegazione del partito AUR al Parlamento europeo, ha portato l’esempio tipico di una ragazzina che, per finire i compiti più in fretta, chiede a un’app per cellulare che le dà la risposta giusta quasi all’istante. Cosa ha imparato? Assolutamente nulla. Secondo l’eurodeputato rumeno, l’intelligenza artificiale offre ai nostri figli «un oceano di informazioni», portandoli però a credere che le informazioni ottenute così rapidamente equivalgano alla conoscenza. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Chiunque pensi che una macchina in grado di fornire risposte apparentemente accurate a qualsiasi problema possa sostituire l’apprendimento tradizionale si sbaglia.
Adrian Axinia pensa che i nostri figli dovrebbero continuare a leggere. Libri interi. Anche se oggi abbiamo molti più strumenti rispetto a dieci anni fa, il vero processo di apprendimento dovrebbe rimanere lo stesso. Secondo Axinia, l’idea di alcuni che l’intelligenza artificiale possa sostituire un insegnante rappresenta un pericolo sempre più grande, e dobbiamo opporci con tutte le nostre forze a questo scenario. I veri educatori sono sempre stati – e saranno sempre – i genitori, gli insegnanti e gli amici, non una macchina, anche se sembra offrire le risposte perfette. L’eurodeputato rumeno è stato categorico: i bambini dovrebbero usare l’intelligenza artificiale “solo quando sono pronti emotivamente e intellettualmente” e solo sotto la costante supervisione di genitori e insegnanti.
Al eurodeputato polacco Joachim Brudziński è stato chiesto dove finisce il ruolo dello Stato e dell’istruzione pubblica e dove inizia l’autorità dei genitori. Brudziński ha ammesso di sentirsi «fortunato» che le sue figlie abbiano completato gli studi prima dell’era dell’intelligenza artificiale. L’eurodeputato polacco non ha dubbi su chi debba svolgere il ruolo più importante nella vita di un bambino: sua madre e suo padre. Sono i genitori che devono plasmare «la coscienza, la sensibilità e la conoscenza dei figli», un diritto che va difeso a tutti i costi. Tuttavia, anche la Chiesa dovrebbe esercitare un’influenza significativa, anche attraverso la salvaguardia dei nostri valori fondamentali.
Joachim Brudziński ha parlato di “ciarlatani ideologici” che, attraverso metodi di ingegneria sociale, stanno cercando di infiltrarsi e corrompere il sistema educativo. Resistere a queste pericolose sciocchezze diffuse dagli attivisti di sinistra è difficile, ma non impossibile, e i genitori devono stabilire alcuni limiti fondamentali.
Con un tono più duro, la senatrice irlandese Sharon Keogan ha affermato che i genitori che “si sono addormentati al volante” sono responsabili di questa situazione, che non è affatto facile. La senatrice irlandese ha detto chiaramente che i genitori non sono stati abbastanza attivi all’interno delle nostre comunità, permettendo così alla sinistra di prendere il loro posto. Sharon Keogan ha citato la comunità – il quartiere o la strada in cui sono cresciuti i nostri figli, quell’«ambiente naturale» in cui i bambini hanno sviluppato autentiche capacità comunicative e sociali, oltre a un primo livello di indipendenza – come uno dei pilastri fondamentali che non dovrebbe mancare in questo dibattito. Mentre il governo attuale ha regolamentato persino i parchi giochi per bambini, la sua risposta ai pericoli reali all’interno della nostra società è praticamente inesistente. Ciò che lo Stato deve fare è far rispettare la legge e garantire la pace nelle comunità in cui viviamo – non deve assolutamente regolamentare eccessivamente senza motivo né permettere che ideologie distruttive penetrino nel sistema educativo. D’altra parte, quando i genitori falliscono, lo Stato ha il dovere di intervenire, ha affermato la senatrice Sharon Keogan.
Igor Peternel, membro del Parlamento croato, ha detto che la famiglia è senza dubbio il fondamento della società, ma la realtà – di cui dobbiamo essere consapevoli – è davvero dura. La digitalizzazione ha portato a trasformazioni che solo pochi anni fa sembravano quasi inimmaginabili. La lotta che affrontiamo oggi non è contro uno Stato oppressivo, come durante l’era comunista, ma contro un tipo diverso di minaccia: la tecnologia che cerca di controllare la vita di tutti e di imporre determinati comportamenti.
Secondo il eurodeputato bulgaro Ivaylo Valchev, in una società sana, la famiglia, la scuola e lo Stato dovrebbero tutti andare nella stessa direzione. Anche se i genitori hanno la responsabilità principale, questo non significa che possano sostituirsi agli educatori. La preoccupazione di Valchev è che lo studio della storia nazionale venga visto come «primitivo, sospetto o un ostacolo al diventare europei». Ma non diventerai più europeo diventando meno bulgaro, meno italiano o meno polacco. Negare le proprie radici non ti rende automaticamente un cittadino moderno. Questa opinione è stata condivisa anche da Adrian Axinia, il quale ha affermato che il sistema attuale “educa” i giovani a perdere la propria identità nazionale e che i genitori dovrebbero avere il diritto di ritirare i propri figli dalle lezioni che ritengono inappropriate.
Anche l’eurodeputato Joachim Brudziski ha parlato del tentativo del suo partito, quando era al governo, di promuovere l’identità nazionale e la storia attraverso una materia che avevano introdotto nelle scuole. Questo ha scatenato l’indignazione tra la sinistra e i “centristi”, che, una volta saliti al potere, hanno permesso che il sistema educativo venisse infiltrato ideologicamente. La battaglia di oggi è quella per «le anime dei nostri figli», combattuta contro avversari estremamente potenti e pericolosi.
Per Sharon Keogan, uno dei pericoli più grandi del nostro tempo è il cambiamento demografico e l’impatto che la migrazione di massa ha sul sistema scolastico, mentre Igor Peternel ritiene che le scuole non debbano in nessun caso diventare “fabbriche di indottrinamento”.
Quando si parla di intelligenza artificiale, i genitori devono sapere che tipo di informazioni queste tecnologie forniscono ai propri figli e decidere di conseguenza. Sharon Keogan ha richiamato l’attenzione sul “mostro” che abbiamo creato: un mostro che annienta il pensiero critico. Secondo Joachim Brudziński, l’IA può essere molto pericolosa se finisce nelle mani sbagliate, e il buon senso deve sempre prevalere, a prescindere da tutto.
I genitori, la scuola, la comunità, la Chiesa: ognuno ha il proprio ruolo specifico nell’allevare ed educare i bambini. Un bambino ha bisogno della mamma e del papà e di valori solidi, ma non ha bisogno di essere cresciuto da algoritmi né di stare sempre con gli occhi incollati agli schermi, come ha giustamente sottolineato la moderatrice Cristina Dascălu, membro della Camera dei Deputati rumena, nelle sue osservazioni conclusive. Per costruire il futuro, ci serve più intelligenza naturale e meno intelligenza artificiale.