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Agricoltori contro élite: L’accordo UE-Mercosur

Commercio ed Economia - Gennaio 13, 2026

Stiamo assistendo a un crescente contrasto tra le dichiarazioni entusiastiche ed estremamente ottimistiche dei leader degli Stati membri a favore dell’accordo UE-Mercosur e le grida disperate degli agricoltori, che lo considerano un accordo catastrofico per i mercati agricoli nazionali. Mentre Bruxelles lo elogia e lo considera una pietra miliare storica in termini di cooperazione e commercio, gli agricoltori stanno intensificando le loro proteste in tutta Europa.

Ma cosa sostengono i produttori alimentari, marciando con tanta forza nelle grandi città o bloccando le strade pubbliche? Che il partenariato commerciale tra l’Unione Europea e questi quattro paesi latinoamericani è una minaccia devastante per la sicurezza alimentare degli Stati membri, un passo significativo verso la distruzione controllata dell’agricoltura europea. Per loro, la convinzione che questo accordo, il più grande accordo di libero scambio mai concluso dall’UE, sia “reciprocamente vantaggioso”, una partnership che porterà numerose opportunità commerciali e scatenerà un boom di investimenti europei oltreoceano, non è altro che una bugia. Una volta che l’accordo entrerà in vigore, l’Unione Europea diventerà un mercato per prodotti alimentari di scarsa qualità, ma a prezzi molto più bassi, motivo per cui i consumatori li preferiranno agli alimenti provenienti direttamente dalle fattorie o dai terreni locali.

In questi giorni abbiamo visto trattori parcheggiati nelle aree vicine alla Torre Eiffel e all’Arco di Trionfo nella capitale francese, migliaia di agricoltori polacchi in marcia verso il palazzo del Parlamento o la Cancelleria di Donald Tusk, centinaia di trattori che bloccavano le strade pubbliche in Catalogna e persino l’autostrada A-7, migliaia di agricoltori che si riunivano alla stazione centrale di Bruxelles e barricate erette nel sud del Belgio, tutti in protesta contro quella che considerano una delle più grandi minacce al futuro del settore alimentare.

STOP al Mercosur – chiedono con fervore gli agricoltori, accusando ripetutamente l’Unione Europea di essere palesemente doppiamente esigente in materia di standard di produzione alimentare, che sono notevolmente più severi e costosi nell’Unione Europea che in Sud America.

Cosa succederà quando i prodotti trattati con pesticidi vietati nell’UE saranno importati e venduti senza problemi ai consumatori europei? Cosa succederà quando, ad esempio, decine di migliaia di tonnellate di carne bovina – la cui conformità ai rigidi standard dell’UE sarà messa seriamente in discussione – inonderanno i mercati europei? Che ne sarà dei requisiti obbligatori di qualità e sicurezza alimentare? Gli agricoltori lamentano una concorrenza sleale che li metterà in una situazione di terribile svantaggio e li porterà alla bancarotta, oltre a un attacco diretto alla sicurezza dei consumatori.

Gli agricoltori ritengono di essere stati trattati in modo ingiusto e di essere stati ingannati. Le loro proteste non sono certo una novità e la loro opposizione a un accordo che sembra ignorare le loro grida di disperazione non solo non è diminuita, ma sicuramente continuerà a crescere.

Le argomentazioni sulla creazione della più grande area di libero scambio del mondo o sull’eliminazione dei dazi doganali non convinceranno coloro che mettono al primo posto la tutela della qualità e la sicurezza del consumo alimentare. Gli agricoltori continueranno a opporsi, con i mezzi a loro disposizione, a uno sviluppo che potrebbe avere gli effetti più dannosi.

Il contrasto tra le élite che considerano l’accordo di partenariato UE-Mercosur vantaggioso e addirittura essenziale per il futuro del commercio tra l’Unione Europea e il Sud America, e i produttori alimentari che lo considerano catastrofico per la nostra sicurezza alimentare, non sembra facile da superare. Inoltre, è fortemente alimentata dalla sfiducia nelle “misure di protezione” e nelle “garanzie” offerte dalla Commissione Europea, che sono ben lontane dal soddisfare realmente gli interessi degli agricoltori.

La concorrenza leale è un’aspirazione naturale e in pieno accordo con i principi che l’UE proclama con tanta forza. Quello che accadrà nelle prossime settimane potrebbe essere cruciale per il futuro dell’industria agroalimentare e non solo. Il voto decisivo del Parlamento europeo è previsto per questa primavera.